Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  aprile 26 Giovedì calendario

AGRIGENTO

Silenzio e castità: la vita delle monache di clausura è stata sempre scandita da queste regole così ferree da resistere a millenni di mode e culture. Dopo secoli, però, uno dei due bastioni sta crollando. Grazie alla tecnologia. Perché se è vero che la monaca di clausura deve stare lontana dal mondo reale, nulla le vieta di abbracciare quello virtuale. Ed allora che male c’è se tra un’Ave Maria ed un Gloria trova il tempo per connettersi con Internet? Nessuno.
Le monache di clausura dell’ordine Cistercense di Agrigento hanno quindi creato un sito con tanto di finestre. Basta cliccare e si sa tutto, o quasi, di loro. Ci sono perfino le foto che le ritraggono al lavoro, mentre fanno dolci e ricami o raccolgono frutta o leggono un passo della Bibbia. C’è anche una rubrica: scrivi alla madre abbadessa. Basta cliccare sulla scritta e ti compare la schermata con l’email pronta per raccogliere il testo. Sarà cura della superiora rispondere nel più beve tempo possibile. Stesso discorso vale anche per le novizie che hanno un indirizzo di posta elettronica tutto loro o per chiedere delle preghiere per intenzioni personali. Si può anche chiedere una preghiera: si scrive il nome della persona malata o defunta e le suore la collocano al centro delle orazioni.
Il mondo a portata di mano, ma nessun contatto diretto. Come quando, anni fa, durante la ristrutturazione del convento, le suore di piazza Bellini a Palermo vennero prese da un attacco di panico all’idea di incontrare i muratori. Allora fecero attaccare un campanello ai pantaloni degli ospiti. Così da potersi nascondere quando il suono si faceva vicino.
Per le monache fino a pochi giorni fa l’unico contatto terreno erano i dolci di mandorla e pistacchio che preparano e vendono la domenica attraverso una «ruota», oppure l’affitto di una stanza a referenziatissime studentesse in un locale attiguo al monastero, lontano all’area della clausura. Internet ha cambiato le cose. Basta cliccare www.santospiritoag.com per sapere tutto sulle suore Cistercensi, le tensioni, le aspirazioni. Ed anche per capire il senso della loro scelta estrema. «Noi monache Cistercensi abbiamo abbracciato la vita monastica convinte e desiderose di donare noi stesse nel servizio di Dio e dei fratelli mettendo in gioco tutto ciò che abbiamo e che siamo».
Il sito espone la giornata tipo di una monaca. Si comincia alle 4.30, alle 6 le letture, alle 7 la messa, poi l’ora sesta, il pranzo alle 12, l’ora nona, i vespri e la cena. Alle 19.30 la giornata finisce con l’incontro di tutta la comunità che si riunisce nella sala della ricreazione per conversare insieme in fraternità. Tempo massimo un ora. «…In pace mi corico e subito mi addormento…». Con il canto della Salve Regina la benedizione della madre abbadessa si chiude la giornata con le luci che si spengono alle 20.30.
Questa la giornata ufficiale, ma a turno una suora fa da sentinella e dà una sguardo verso il mondo virtuale. Controlla le email, risponde ai quesiti posti, aggiorna le foto, arricchisce il testo. E soprattutto informa le sorelle di ciò che il mondo esterno pensa di loro e dei loro bisogni. Lei parla, le altre monache ascoltano e pregano per quel mondo lontano che osservano con distacco. Nel sito c’è anche una finestra ad hoc riservata alle ragazze che vorrebbero dare un senso diverso alla loro vita. Basta cliccare sulla voce foresteria per avere la possibilità di prenotare un periodo di accoglienza da trascorrere con le monache Cistercensi.