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 2007  aprile 26 Giovedì calendario

Come ogni mattina il professor Charles Nesson si prepara per andare in università a incontrare i suoi allievi

Come ogni mattina il professor Charles Nesson si prepara per andare in università a incontrare i suoi allievi. Solo che oggi invece di prendere la porta di casa si avvicina al computer e, con un paio di clic, entra in un’aula in tutto e per tutto simile a quella in cui quotidianamente tiene le sue lezioni alla Harvard Law School. L’unica differenza è che, invece di ritrovarsi fra le antiche mura dell’università, si materializza tramite il proprio avatar dentro Second Life, il mondo virtuale più noto del cyberspazio, frequentato da oltre due milioni di iscritti. "Per ora è un esperimento, ma credo sia importante cominciare a capire come utilizzare questo medium per fornire nuovi approcci educativi", spiega Nesson, il cui ’doppio digitale’ ha capelli argentati e maglia nera, come nella realtà. Un espediente che ha consentito di superare la sensazione di lontananza che finora ha penalizzato gli approcci tradizionali di apprendimento a distanza: "Gli allievi hanno mostrato grande voglia di partecipare e mettersi in gioco, ma anche e soprattutto di aiutare, di fornire suggerimenti su come migliorare questa nuova esperienza educativa", racconta Nesson parlando delle reazioni dei suoi studenti. E non solo di quelli iscritti regolarmente alla Harvard Law School: "La collaborazione con l’Harvard Extension School e il Berkman Center ci ha consentito di mettere a disposizione gran parte delle lezioni di questo corso specifico, battezzato CyberOne, anche a studenti esterni collegati da tutto il mondo". Nesson non è il solo ad aver tentato un simile esperimento pedagogico. Varie facoltà Usa di architettura, la Federal National Oceanic and Atmospheric Administration, la Scuola di Diplomazia Annenberg della University of Southern California, la Suffern Middle School di New York sono solo alcune delle istituzioni che stanno sperimentando realtà didattiche all’interno di Second Life. Lo stesso hanno iniziato a fare le corporation, Ibm in testa, interessate a sfruttare le potenzialità della virtualità tridimensionale per formare collaboratori e dipendenti. Gli ambienti virtuali alla Second Life, dicono infatti gli addetti ai lavori (formatori, insegnanti, pedagoghi, studiosi dell’apprendimento), si stanno rivelando nuovi potenti mezzi di istruzione interattiva, allargata e ’partecipata’ che ben si adattano alle modalità comunicative e di apprendimento delle nuove generazioni. Come dimostra il crescente numero di studenti che si collegano da ogni parte del mondo per frequentare le aule e i laboratori dimostrativi aperti da enti e organizzazioni didattiche nel mondo parallelo creato nel 2003 da Linden Labs. Lì i ragazzi possono infatti arricchirsi di nuove ’skills’ che abbracciano le più disparate discipline: da quelle più tecniche (computer grafica, programmazione, trattamento di immagini, modellazione 3D) fino alle lingue straniere (inglese, spagnolo, arabo e mandarino le più gettonate). "Sappiamo bene che il modo migliore per imparare una lingua è quello di fare esperienza in una città straniera", dice Andrea Benassi, curatore del blog Second learning.it e ricercatore dell’Indire (Istituto nazionale di documentazione per l’innovazione e la ricerca educativa) di Firenze, che da tempo sta studiando le modalità di insegnamento su Second Life. "Ebbene, Language Lab, scuola di lingue sperimentale su Second Life, si ispira proprio a questo, ricreando una serie di ambientazioni tipiche di una città straniera, come l’aeroporto, l’ufficio, il night club, nelle quali immergersi per provare esperienze di vita reale: assistere a un matrimonio, partecipare a una riunione di affari, visitare una mostra d’arte: situazioni in cui si è costretti a interagire con altre persone". è il tipico approccio ’learning-by-experience’ (imparare facendo esperienza), l’opposto di quanto avviene nella lezione tradizionale: "A scuola si apprende quasi totalmente per descrizione: si ascolta, si legge, spesso senza fare alcuna esperienza di ciò che stiamo ascoltando. In Second Life l’apprendimento avviene abbinando descrizione ed esperienza in realtà immersive 3D studiate per ottimizzare le capacità di apprendimento in maniera collaborativa", spiega John Bransford, pedagogo e psicologo, autore di ’How People Learn’ (’Come la gente impara’). "Immaginiamo per esempio", dice Bransford, "di ricreare un ambiente lunare dove in base alle diverse competenze acquisite e ai diversi interessi sviluppati gli studenti si aiutino gli uni con gli altri per sviluppare un ecosistema sostenibile in grado di farli sopravvivere per un anno intero sulla Luna. Già la missione di per sé è affascinante, se poi deve essere affrontata come un gioco di squadra diventa ancora più stimolante. Nonché altamente istruttiva". D’altronde è già istruttivo il fatto stesso di entrare in Second Life: "Tutto quello che vediamo in SL è creato dai suoi residenti partendo da forme geometriche semplici, composte tra di loro e animate mediante un facile linguaggio di programmazione", dice Benassi, che con Indire ha aperto Campus SecondLearning, un’area educativa per studenti italiani su SL. "Le forme geometriche sono gli atomi di Second Life, e i calcoli sono il loro motore. è un mondo fatto di cubi, poligoni, sfere: è Matlandia, come lo chiama Seymour Papert, pedagogo del Mit di Boston. Qui la matematica e la geometria cessano di essere scienze astratte e diventano il modo per costruirsi una realtà intorno". Ma su SL bisogna anche lavorare con le immagini, sviluppare uno stile, coltivare uno spirito imprenditoriale. "Ed ecco allora", continua Benassi, "che le discipline, così nettamente distinte sui banchi di scuola, tornano a fondersi, a compenetrarsi. In Second Life si è portati ad essere un po’ scienziati, un po’ artisti e un po’ imprenditori allo stesso tempo". Quasi "dei nuovi Leonardo Da Vinci", come dice Wagner James Au, giornalista che da tre anni e mezzo parla di Second Life sul suo blog (http://nwn.blogs.com), "soprattutto se prendiamo in considerazione i campi della progettazione, dell’architettura, del design. La capacità di costruire oggetti in 3D in tempo reale, per giunta in maniera collaborativa ha enormi potenzialità sul piano educativo. E poichè SL è una simulazione del mondo naturale, con i suoi sistemi gravitazionali e meteorologici, le possibilità di compiere sperimentazioni nell’ambito delle scienze fisiche e naturali sono praticamente infinite. Senza contare poi che il poter interagire con persone di ogni angolo del pianeta consente e facilita gli scambi culturali, politici e a livello di ricerca in un ambiente sicuro e controllato". Ecco perché c’è chi trova particolarmente interessanti gli esperimenti educativi che si stanno svolgendo su Teen Second Life (spesso chiamata TSL o the Teen Grid), una versione separata, più contenuta di Second Life riservata ai ragazzi tra i 13 e i 17 anni. Uno di questi è stato avviato con successo da Globalkids.org, organizzazione non profit basata a New York che aiuta i giovani a sviluppare identità positive, farsi carico delle proprie vite, assumere ruoli di leadership come cittadini del mondo. "Second Life ci ha fornito il primo luogo in Rete in cui svolgere l’intero nostro programma di sviluppo della personalità consentendoci di sperimentare nuove formule di lavoro", racconta Barry Joseph di Global Kids. "Una di queste ci ha portato alla creazione di un campo estivo virtuale su un’isola che abbiamo creato in TSL, dove 15 teenager di Paesi diversi hanno partecipato a un workshop esperienziale interattivo in cui si sono confrontati con una serie di questioni globali, dall’ineguaglianza economica alla guerra nel Darfur". Peraltro già la stessa presenza in un mondo alla Second Life è per Joseph un modo per sperimentare (e apprendere) il proprio spirito di iniziativa e di leadership, visto che non c’è nulla da fare lì dentro a meno che uno non si crei le proprie attività: "Ogni settimana i ragazzi arrivano sull’isola di Global Kids e organizzano feste, giochi di parole, eventi. Immaginiamo cosa potrebbe accadere se a questi piccoli leader ’in nuce’ si affidassero missioni più sostanziose, si proponessero contenuti educativi più intriganti o si affiancassero mentori adulti...". Il più è capire quanto le nuove vie dell’apprendimento virtuale vengano tracciate per rimanere e lasciare un segno duraturo o non siano invece frutto di una delle tante mode passeggere dell’on line. Naturalmente c’è chi non ha dubbi: "Sono convinto che il bello debba ancora venire", sostiene Benassi. "Quella attuale è solo una prima fase esplorativa. Si tratta di arrivare a ripensare la didattica come l’abbiamo conosciuta finora. Che senso ha costruire un’aula virtuale con tanto di banchi e lavagna per insegnare ecologia, quando in Second Life è possibile allestire e gestire un intero ecosistema interattivo?". n A grandi passi verso le cattedre virtuali METEROA Un importante centro di ricerche Usa, il Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration, www.noaa.gov), ha deciso di rivolgersi ai giovani aprendo un proprio spazio simulato su Second Life, denominato ’Meteroa’. Si tratta di un’isola dove vengono offerte dimostrazioni educative su tutto ciò che ha a che fare con gli oceani, il clima, gli spostamenti di masse d’aria e d’acqua (dinamica dei fluidi). Qui si può scoprire la vita sottomarina andandosene a zonzo nei fondali con un sottomarino, capire come si scioglie un ghiacciaio o nasce uno tsnuami tramite una simulazione estremamente realistica ed entrare dentro un uragano a bordo di un aereo. KIDSCONNECT KidsConnect è un altro caso particolarmente interessante di ’learning-by-experiencing’, di apprendimento esperienziale promosso su Second Life. Il progetto coinvolge giovani studenti di scuole di New York e di Amsterdam che si incontrano regolarmente nel mondo virtuale di TSL (Teen Second Life, ’abitato’ da oltre 40 mila giovani) per collaborare alla realizzazione di storie digitali attraverso l’uso di immagini, suoni, animazioni e per costruire una città ibrida, un po’ americana e un po’ olandese. Risorgimento on line Nell’ambito della promozione della sua collana di libri sul Risorgimento italiano, il gruppo L’Espresso ha proposto una serie di incontri virtuali su Second Life con i protagonisti dell’epoca, da Garibaldi a Mazzini, da Vittorio Emanuele II a Cavour. L’iniziativa si è svolta per tre serate in un castello d’epoca sull’isola Ibridarte ed è stato il primo esperimento in Italia con cui si è coniugato un lancio editoriale ’cartaceo’ alla divulgazione storica su Second Life. educators in italy La pagina di presentazione delle attività educative su Second Life è http://secondlife.com/education. Il miglior modo per trovare utili riferimenti sul mondo dell’apprendimento per vie virtuali è attraverso il sito www.simteach.com, un compendio di notizie aggiornate, risorse, contatti, link a siti educativi. L’archivio che contiene le varie esperienze, i diari, le linee guida concernenti il progetto Global Kids su TSL (Teen Second Life) si trova presso il sito della Global Kids Digital Media Initiative (www.holymeatballs.org). In Italia non esiste ancora una community di insegnamento in Second Life, ma è stato avviato l’esperimento SL Educators in Italy, aperto a insegnanti e ricercatori, allo scopo di favorire la conoscenza e l’interscambio di esperienze educative anche in ambito italiano.