Marco Belpoliti, La Stampa 26/4/2007, 26 aprile 2007
L’età dell’informazione? La nostra: internet, televisione, media elettronici. Le forme dell’informazione, si dice, hanno sostituito le forme produttive di marxiana memoria
L’età dell’informazione? La nostra: internet, televisione, media elettronici. Le forme dell’informazione, si dice, hanno sostituito le forme produttive di marxiana memoria. Una novità? Robert Darton, brillante storico americano, sostiene che non è così, che il sistema di diffusione delle notizie, ma anche trattamento e stile della narrazione, non è poi troppo mutato dal Settecento ad oggi. In L’età dell’informazione, accattivante saggio sul secolo dei Lumi, appena edito da Adelphi, Darton esplora i modi attraverso cui, in una società priva di giornali liberi, si comunicavano le notizie a Parigi, e da lì in tutta la Francia. Nel 1750 si andava sotto l’Albero di Cracovia, un grande castagno frondoso ai giardini del Palais-Royal, e si ascoltavano i novellistes de bouche, gazzettini umani che diffondevano le notizie del giorno. Costoro le apprendevano da servitori indiscreti, da ascoltati casuali in una anticamera di Versailles, da lettere, dicerie che correvano nei caffè. Persino i diplomatici stranieri mandavano servitori sotto l’albero per raccogliere notizie o seminarne. Nel salotto di Madame M.-A. L. Doublet esisteva invece un registro dove venivano trascritte a mano ogni giorno le nuove. I registri erano due: uno con le notizie degne di fede, l’altro con le dicerie. I frequentatori della casa scrivevano, leggevano e discutevano i fatti. Il primo reporter della storia di Francia pare sia stato un domestico che andava di casa in casa a chiedere per la sua padrona cosa c’era di nuovo. Un altro domestico organizzò invece un servizio di copiatura di straforo delle notizie e cominciò a venderle in giro mettendo su un giro di abbonati in provincia. Darton descrive, grazie ai rapporti di polizia dell’epoca, i luoghi di raccolta e diffusione: strade, mercati, corte, caffè (380), salotti, circoli privati, tipografie, librerie; e i mezzi: voci, pettegolezzi, canzoni, poesie, lettere, volantini, stampe, libri. L’oggetto principale delle "notizie" sono le avventure sessuali del Re e della corte: amanti, battute, fornicazioni, amicizie. Niente di nuovo sotto il sole. I blog, i giornali scandalistici, i servizi fotografici rubati, Berlusconi con le sue prosperose fans, la lettera di Veronica, Corona, i paparazzi, Sircana e il trans, tutto già visto e soprattutto già sentito in una società in cui i giornali erano proibiti, ma il gossip volava attraverso una rete mediatica orale fitta e intricata che non ha nulla da invidiare alla nostra. Parola di Darton.