(Giuseppe Sarcina, Corriere della Sera 26/4/2007), 26 aprile 2007
Biomedicina. Approvato il 25 aprile dall’Europarlamento il regolamento proposto dalla Commissione europea sull’ "armonizzazione" delle procedure nei 27 Stati dell’Unione in materia di distribuzione di bio-medicinali, ultimo ritrovato scientifico per il contrasto di malattie come cancro, diabete, Alzheimer, Parkinson
Biomedicina. Approvato il 25 aprile dall’Europarlamento il regolamento proposto dalla Commissione europea sull’ "armonizzazione" delle procedure nei 27 Stati dell’Unione in materia di distribuzione di bio-medicinali, ultimo ritrovato scientifico per il contrasto di malattie come cancro, diabete, Alzheimer, Parkinson. Il via libera alle terapie genetiche sarà dato dagli organismi della Ue (tra i quali l’Emea, l’Agenzia europea di valutazione dei medicinali). Subentrando a norme divergenti tra loro nei vari Paesi, la nuova disciplina potrebbe entrare in vigore l’anno prossimo, dopo la ratifica formale dei 27 governi. Compromesso che ha consentito l’approvazione europea, il riconoscimento ai singoli Stati del "veto etico". Che consente di bandire, per esempio, vendita o somministrazione di un medicinale proveniente dalla Gran Bretagna o dall’Olanda (dove la ricerca biogenetica è più sviluppata), nelle farmacie e negli ospedali di Paesi come Polonia, Slovacchia, Lituania, Malta e forse ancora Austria, dove le legislazioni sono più restrittive. Al centro del dibattito all’Europarlamento, anche il confronto tra principi etici ed esigenze della ricerca scientifica, e la questione circa l’uso delle cellule embrionali (la nuova generazione di farmaci e di "bio-prodotti" per la ricostruzione dei tessuti nasce, infatti, da esperimenti condotti sulle cellule staminali, ma sull’ammissibilità di quelle adulte sono tutti d’accordo). La normativa europea vieta la distruzione degli embrioni per usi scientifici e impone ai ricercatori di ricorrere solo a linee di staminali embrionali esistenti.