(Elena Dusi, la Repubblica 26/4/2007), 26 aprile 2007
Caldo. Anche la salute umana è a rischio, causa il riscaldamento del pianeta, che espone l’Africa a carestie e infezioni, il sud-est asiatico a inondazioni e smottamenti, l’Europa a ondate di calore
Caldo. Anche la salute umana è a rischio, causa il riscaldamento del pianeta, che espone l’Africa a carestie e infezioni, il sud-est asiatico a inondazioni e smottamenti, l’Europa a ondate di calore. Decessi causati in Europa dalle alte temperature nell´estate del 2003: 35 mila (soprattutto tra anziani e cardiopatici). Vittime del caldo anche gli allergici (a causa delle temperature miti i pollini impregnano l´aria per un arco di tempo più lungo). Inquinamento atmosferico e ozono a bassa quota aggravano i casi di asma allergico e di broncopneumopatia cronica ostruttiva (malattia tipica dei fumatori che ostacola l’afflusso d´aria nei polmoni). Con l’arrivo della zanzara della malaria in Europa nello scorso agosto, si possono verificare anche casi si infezione autoctoni (così in Corsica, il primo degli ultimi 35 anni, secondo il Financial Times). Intervistato dal The Lancet, Anthony McMichael dell´università di Canberra, prevede un aumento del 16-28 per cento dei casi di malaria entro il 2100 ("Anche gli agenti patogeni di salmonella e colera crescono più rapidamente a temperature maggiori"). Confinata finora alle latitudini africane, la febbre del Nilo occidentale da una decina d´anni è scoppiata anche in Europa ed è endemica negli Stati Uniti. In Italia, nelle ultime due estati, oltre 200 bagnanti sono finiti in ospedale intossicati dall´alga Ostreoptis ovata, tipica delle acque tropicali. Dal rapporto su "Cambiamento climatico ed effetti sulla salute", pubblicato nel 2003 dall´Organizzazione mondiale della sanità: "Le ondate di calore estive rischiano di far aumentare la mortalità fra anziani, persone con malattie cardiovascolari e poveri che abitano nelle grandi città". In parziale controtendenza Lorenzo Cecchi, medico del centro di bioclimatologia dell´università di Firenze: "Non dimentichiamo che inverni miti come quello appena finito hanno ridotto i casi di influenza e malattie respiratorie" (lo scorso inverno, nel picco dell´epidemia, si sono registrati 7,5 casi ogni mille abitanti, la metà rispetto al 2005-2006). Mettendo sulla bilancia diminuzione di decessi da freddo durante l´inverno e aumento causa le ondate di caldo estive, si raggiunge l’equilibrio ("Il freddo in inverno fa aumentare la mortalità, ma il beneficio è controbilanciato dall´aumento delle allergie").