Sergio Romano, Corriere della Sera 26/4/2007, 26 aprile 2007
Caro Romano, le autorità di Kabul hanno reso note le accuse contro il signor Hanefi. «Si tratta di un reato che mette a rischio la sicurezza nazionale – hanno spiegato alla nostra diplomazia – e per il nostro ordinamento in questi casi non è prevista l’assistenza di un legale»
Caro Romano, le autorità di Kabul hanno reso note le accuse contro il signor Hanefi. «Si tratta di un reato che mette a rischio la sicurezza nazionale – hanno spiegato alla nostra diplomazia – e per il nostro ordinamento in questi casi non è prevista l’assistenza di un legale». In altre parole: io scelgo l’accusa. In base all’accusa scelta non hai diritto a un avvocato. Senza avvocato ti processo, e guarda caso si dimostra che l’accusa era fondata, per cui ho fatto bene a non darti un avvocato. Chiedo se questa concezione della procedura penale sia un residuo del regime talebano, o una trovata di quello che sosteniamo con i nostri soldati. Guido Ricci togliquesto-cincinnato @tiscali.be • Le sue osservazioni sono giuste. Ma le ricordo che il trattamento riservato dalla presidenza Bush ai terroristi e ai prigionieri di guerra afghani non era, soprattutto prima dell’intervento della Corte Suprema, troppo diverso. Talebana anche l’America?