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 2007  aprile 26 Giovedì calendario

ROMA – «Puntiamo a 10-15 zone franche nelle grandi città del Mezzogiorno», dove saranno concentrati specifici sgravi fiscali per le piccole e medie imprese (fino a 50 dipendenti) che vi investiranno, creando occupazione

ROMA – «Puntiamo a 10-15 zone franche nelle grandi città del Mezzogiorno», dove saranno concentrati specifici sgravi fiscali per le piccole e medie imprese (fino a 50 dipendenti) che vi investiranno, creando occupazione. Il viceministro dello Sviluppo, Sergio D’Antoni, che oggi incontra sindacati e associazioni imprenditoriali al tavolo per il Mezzogiorno, punta a chiudere in tempi rapidi: «Se non ci saranno intoppi, Regioni e parti sociali potranno presto individuare le aree urbane da definire come zone franche, il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica, ndr) a maggio potrebbe deliberare e subito dopo potremmo andare a Bruxelles per avere il via libera dalla commissione europea. Alla Francia lo hanno dato, non vedo perché dovrebbero negarlo all’Italia». Da giugno o al massimo dal 2008, dice il viceministro, dovrebbero debuttare le zone franche del Sud. Sono interessate le città del Mezzogiorno con almeno 10 mila abitanti e in stato di «degrado urbano». Alcune si sono già fatte avanti. Il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, ha lanciato la candidatura di Napoli Est. Tra i pretendenti anche Gioia Tauro, Caltanissetta, Gela. Ma un po’ tutte le Regioni si stanno dando da fare. «La fiscalità di vantaggio» per il Sud, con l’obiettivo di attirare investimenti nelle zone più svantaggiate, è un vecchio cavallo di battaglia di D’Antoni, fin da quando era segretario della Cisl. Ma questa idea si è sempre scontrata con Bruxelles che non ammette aiuti di Stato distorsivi della concorrenza. La regola ammette però delle eccezioni. La Francia è riuscita ad avere, dal 1997 in poi, l’ok di Bruxelles su 85 Zfu, Zone franche urbane, dove la disoccupazione è nettamente superiore alla media. Qui le imprese fino a 50 dipendenti godono di un’esenzione dal prelievo fiscale sul reddito d’impresa per i primi 5 anni. La Finanziaria 2007 contiene uno stanziamento simbolico per quest’anno e per il 2008 di 50 milioni di euro annui. Ma se il progetto decollerà, dice D’Antoni, i fondi verranno aumentati con la prossima Finanziaria. All’incontro di oggi con le parti sociali sarà presente anche il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, perché sul tavolo c’è anche l’individuazione delle priorità del piano delle grandi opere pubbliche. Per ora, l’unica certa, nel senso che è finanziata, è l’autostrada Salerno-Reggio Calabria. Terzo punto all’ordine del giorno della riunione la riforma degli incentivi: dovrebbe tornare il credito di imposta sulle assunzioni, in edizione riveduta e corretta rispetto a quella del precedente governo di centrosinistra (la misura fu abbandonata dall’esecutivo Berlusconi). Non ci sono invece novità sugli altri due tavoli di trattativa, quello per il pubblico impiego e quello per la riforma degli ammortizzatori e delle pensioni. Enrico Marro