(Alessandro Oppes, la Repubblica 26/4/2007), 26 aprile 2007
Riserva. Inizativa promossa in Spagna dalla Escuela de escritores e dalla Escola d´Escriptura del Ateneo de Barcelona (nata a salvaguardia della cultura catalana): riscattare dall´oblìo i termini del castigliano caduti in disuso, causa inglesismi, americanismi, termini del linguaggio informatico e tecnologico, invalsi in blog, sms, chat e messenger
Riserva. Inizativa promossa in Spagna dalla Escuela de escritores e dalla Escola d´Escriptura del Ateneo de Barcelona (nata a salvaguardia della cultura catalana): riscattare dall´oblìo i termini del castigliano caduti in disuso, causa inglesismi, americanismi, termini del linguaggio informatico e tecnologico, invalsi in blog, sms, chat e messenger. Termini cancellati dal 1992 al 2001 dal dizionario della Real Academia Española: seimila. Occasione, la celebrazione della giornata del libro, lunedì scorso, con lo slogan, pubblicato via Internet, "adottare una parola", sottotitolato "spiegare il motivo per cui si intende salvarla" (in venti giorni, migliaia le adesioni arrivate via web non solo dalla Spagna ma anche da tutti i paesi dell´America Latina e dal resto del mondo). L’appello della scuola degli scrittori: "Vogliamo che ci aiuti a salvare il maggior numero possibile di quelle parole minacciate dalla povertà lessicale, spazzate dal linguaggio politicamente corretto, sostituite dalla tecnocrazia linguistica, perseguitate da stranierismi furtivi che ci costringono a fare outsourcing di risorse anziché impiegare manodopera esterna...". Tra i partecipanti, il primo ministro José Luis Rodríguez Zapatero ha scelto un termine usato soprattutto nella sua terra natale, León (ma anche a Salamanca e a Cuba): andancio, ”malattia epidemica lieve”. Il leader del Partito popolare Mariano Rajoy, ha salvato avatares, ”vicissitudini” (obsoleto ma più e più volte pronunciato dal leader dell´opposizione nei confronti parlamentari con il premier). Lo scrittore Juan Marsé ha prediletto damajuana (’damigiana”), il capogruppo parlamentare del Pp Eduardo Zaplana, anteojos (’occhiali”, come si diceva una volta). Alla campagna via Internet (ultimo termine di adesione sabato 28 aprile), seguirà la creazione una "riserva di parole virtuali".