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 2007  aprile 26 Giovedì calendario

Bishara Azmi

• Nazareth (Israele) 22 luglio 1956. Politico. Famiiglia palestinese di religione cristiana, laureato in filosofia, è membro della Knesset dal 1996. Il suo partito, Balad, ha tre seggi (su 120). Campione della minoranza araba, Bishara si batte perché Israele non si definisca più «Stato ebraico», ma Stato «per tutti i suoi cittadini» • «[...] è accusato di ”aver passato informazioni ad agenti nemici, in periodo di guerra”. Avrebbe ricevuto soldi dall’estero, in violazione alle leggi contro il riciclaggio. Rotten, un sito israeliano vicino alla destra, parla di 5 milioni di dollari, riscossi in cambio di notizie strategiche fornite agli Hezbollah, durante i 34 giorni di conflitto nell’estate del 2006. [...] In un’intervista alla tv Al Jazeera, ha accusato il governo israeliano di aver aperto ”una caccia alle streghe”: ”Mi vogliono trasformare in un criminale, per coprire il loro fallimento nella guerra in Libano. Mi perseguitano per le mie opinioni”. Gli analisti si chiedono quali informazioni Bishara potrebbe aver fatto filtrare. ”Come deputato – spiega Alon Ben David del Canale 10 – aveva accesso a notizie di intelligence. A questo punto, lo Shin Bet vuole che ritorni per affrontare le accuse, ma la paura dei servizi segreti è che stando qui si trasformi in un martire e diventi il magnete per il risentimento degli arabi israeliani”. [...] Bishara è il leader del partito arabo Balad (Assemblea nazionale democratica). Sostiene apertamente la nascita di uno Stato bi-nazionale, che comprenda i palestinesi di Gaza e la Cisgiordania. Un piano rigettato da Israele, perché significherebbe la fine dello Stato ebraico. Nel 2001 aveva visitato la Siria e aveva partecipato a una cerimonia in memoria del presidente Hafez Assad. I deputati della Knesset avevano risposto alla provocazione votando la revoca dell’immunità. La Corte Suprema era intervenuta per restituirgli la protezione parlamentare e cancellare le accuse di incitamento alla violenza e di sostegno agli Hezbollah. [...] Yaron London, in un’editoriale su Yedioth Ahronoth, ricorda [...] che le sue posizioni ”sono diventate più estremiste negli ultimi anni”: ”Ha voluto mettere alla prova i limiti della tolleranza da parte della legge. Ha incitato gli arabi israeliani alla rivolta, in Siria è diventato una sorta di consigliere della famiglia Assad su come combattere Israele e quando è stato criticato per questo, ha risposto di essere un ”patriota palestinese’ e di non poter essere un nemico di Damasco”» (Davide Frattini, ”Corriere della Sera” 26/4/2007).