Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
Anche se la polizia ha sgombrato lo svincolo di Chianocco (ieri, tra le 17 e le 18), non si può dire che la pace in Val di Susa sia tornata. Intanto noi scriviamo di sera, e c’è ancora una lunga notte da affrontare: sui siti del movimento è in corso un insistito tam tam per convogliare sul luogo della battaglia il maggior numero possibile di persone. Un 500 manifestanti, dietro al cordone delle forze dell’ordine, stanno battendo pietre e bastoni sul guard rail e gridano: «Liberi tutti!» «La Valsusa non si fermerà».
• Non ho capito se c’è effettivamente un movimento popolare dietro a questi contestatori oppure no.
La sensazione è che ci sia stato forse l’anno scorso, e comunque solo a livello locale. Ma che non ci sia più adesso: Corriere.tv ha messo in rete un video in cui si vede un No Tav siciliano, con la barba - aria sprezzante, sorrisetti da teppistello pieno di arroganza - che insulta un carabiniere senza che questi muova un muscolo («Che pecorella che sei che non hai un numero di riconoscimento… Dai anche i baci alla tua fidanzata con quella mascherina?... Fatti riconoscere. Io non so chi sei. Parla. Noi ci divertiamo un sacco a guardare voi stronzi...»). Il provocatore ha suscitato in rete i commenti più indignati, parendo a tutti che, paradossalmente, la forza non stesse in quel caso particolare dalla parte del militare. Ci si può infatti far prepotenti anche della propria esibita debolezza: il No Tav in questione, e i No Tav tutti da quando è iniziata questa storia, tentano in ogni modo di trovare una vittima che gli permetta di proclamarsi martiri. L’operazione non gli è riuscita col povero Luca Abbà, caduto da sé dal traliccio e ancora in prognosi riservata: il filmato mostra chiaramente che la polizia, in quell’incidente, non c’entra nulla. Uno dei capi dei No Tav, Alberto Perino, raggiunto al telefono da quelli de La Zanzara (Radio 24), non ha retto alle obiezioni che gli venivano fatte in merito a quell’episodio e a un certo punto è sbottato: «Voi siete delle iene, siete degli sciacalli, siete delle merde» e ha poi attaccato il telefono.
• La storia del carabiniere che s’è lasciato insultare senza muovere un muscolo ha pure provocato un pestaggio, a quanto ho letto su internet.
Il carabiniere ha ricevuto un encomio solenne dal comandante generale dell’Arma, Leonardo Gallitelli, «per la fermezza e la compostezza professionale dimostrate» (il carabiniere ha risposto: «Ho fatto solo il mio dovere»). Lo hanno poi elogiato tutte le forze politiche, sia di destra che di sinistra (a parte Nichi Vendola, che su questo non ha detto parola). Ma è vero che i contestatori hanno reagito malamente anche a questo brutto episodio, definito «un autogol» da uno di loro. In una trentina, e alcuni avevano il volto mascherato, hanno fermato allo svincolo di Chianocco dell’autostrada Torino-Bardonecchia la troupe di due persone che l’altro giorno aveva filmato il video. I due operatori hanno dovuto consegnare le chiavi della macchina, i documenti, due smartphone. I contestatori li hanno anche malmenati (un cazzotto) e gli hanno pure tagliato le gomme dell’auto, al grido «sono degli sbirri».
• È tutto odioso, ma non dimostra ancora che il popolo non sia con loro.
Beh, un sondaggio di Sky, l’altro giorno, in cui si chiedeva se i lavori per l’alta velocità dovessero o no continuare ha avuto il 65% di risposte positive. Lei ha visto una sollevazione di popolo in favore di questi antagonisti? Io no.
• I sindaci stanno dalla loro parte.
I sindaci che ieri sono stati ricevuti in prefettura hanno chiesto la sospensione dei lavori. Ma il loro portavoce, Sandro Plano, ha pure implorato i No Tav di smetterla, se no questi blocchi stradali rischiano di rovinare la stagione sciistica nei paesi della valle. Per un movimento rivoluzionario, porsi il problema della settimana bianca appare francamente penoso.
• Lo Stato non ha aspettato troppo a sgomberare le barricate? Due giorni di blocco dell’autostrada…
Maroni ha invocato l’intervento dell’esercito. La preoccupazione del ministero dell’Interno è stata evidentemente quella di evitare ad ogni costo il martire, in modo da impedire un impazzimento della protesta. Il tempo, in questi casi, gioca sempre a favore dei moderati. Ieri la ministra dell’Interno, Cancellieri, rispondendo ai sindaci della valle sulla questione di sospendere i lavori, ha detto: «Parliamone. Non solo io ma anche tutto il governo è pronto, per vedere se si può fare qualcosa in più, ferma restando la fermezza assoluta sulla realizzazione dell’opera. Si tratta di un’opera talmente importante per la nazione e per le generazioni future che non è ripensabile l’impegno preso sulla sua realizzazione». Anche il governatore del Piemonte, Cota, ha insistito sul punto: la Torino-Lione va fatta, non possiamo farci escludere dal corridoio 5. Se la protesta continua il governoi mandi l’esercito.
[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 1 marzo 2012]