Francesco Ceno e Stefano Pitrelli, l’Espresso 1/3/2012, 1 marzo 2012
ITALIANA A 5 STELLE
Alta velocità Roma-Milano. Frecciarossa. Una signora sugli ottanta, alza gli occhi su un giovanotto al telefono: «Mi scusi, se voi grillini siete contro la Tav, che ci fa su questo treno?». E lui: «Noi siamo contro la Tav per le merci. Ben venga per i passeggeri». Letterale. Come da programma ufficiale. Il giovanotto in questione è il blogger Salvo Mandarà dello staff di Beppe Grillo, uno dei pochi "terrestri" in carne e ossa a collegare, nel mondo reale, il guru dei Cinque Stelle ai suoi parlamentari. Molti di loro si sono visti per pochi minuti con Grillo dopo l’oceanico comizio di piazza San Giovanni a Roma. Poi via: «Era molto stanco», ripetono. Per il resto benvenuti nella Terza Repubblica. O meglio nella Repubblica 2.0. Niente sede. Né sezioni. Né circoli. Né segreteria. Niente telefono. Niente uffici. Niente portaborse. Niente auto blu. La casa dei grillini è la Rete e l’unica tessera che vale è la password virtuale che li iscrive alla grande mailing list di Grillo.it. Dove si è ammessi previa accettazione del guru. Chi prova a farsi vivo al telefono si trova il muro della Casaleggio associati. «Buongiorno, scriva pure a questa mail...», è il ritornello. E così il 26 febbraio, i 109 nuovi deputati e 54 senatori attendevano la solita mail del guru, come fosse un giorno qualunque. Questo ufficialmente. Eppure un gruppetto di "prescelti" esiste anche fra i superdemocratici grillini. Certo anche loro sottostanno come tutti alle rigide regole del Web, ma hanno un rapporto diretto con Beppe Grillo o con Gianroberto Casaleggio, mente e braccio dei Cinque Stelle. Li sentono al telefono. Si scambiano sms. Roba che per i grillini normali è più esclusiva di una vacanza a villa Certosa per un seguace del Cavaliere. Tanto che quel gruppo di fedelissimi oggi è il candidato naturale a guidare la prima, delicata fase della legislatura: lo sbarco dei "marziani" di Grillo a Roma.
Mi manda casaleggio. Uno dei più gettonati a presiedere per i primi tre mesi (le regole prevedono la staffetta) il gruppo al senato non è, infatti, un neofita dei cinque stelle. È il neo-senatore vito claudio crimi, 40 anni, impiegato, nato a palermo ma bresciano di adozione. È uno degli uomini forti e più vicini a Casaleggio in Lombardia. Uno dei detentori del famoso numero di cellulare ultra riservato. Attenti a non farsi sentire, lo confermano fra i grillini: «sa, noi abbiamo il divieto di parlare di queste cose, ma crimi è l’uomo di casaleggio, da tempo uno dei più fidati. Lui sa molte più cose». È crimi che, nell’estate 2011, quando la politica tradizionale guardava ancora ai cinque stelle come a uno strano animale mitologico, fu nominato a porte chiuse coordinatore nazionale con delega a uno dei rami più vitali per i grillini, niente meno che il web: «è anche l’uomo che emana le direttive tecniche da seguire su internet. Una cosa molto importante visto che per noi le regole sono tutto», sussurrano i colleghi. Crimi un "tecnico" lo è, da molti punti di vista: impiegato della presidenza della corte d’appello bresciana, si è occupato delle attività legate alle elezioni per la camera e per il consiglio provinciale, e degli esami per l’abilitazione di avvocato. Tutta roba molto "terrestre" per i grillini, che lo rende pronto alle bizantine complessità dei cerimoniali parlamentari. In quella «banda di matti e visionari», come crimi definisce gli altri attivisti nella sua biografia, il suo è un approccio, diciamo così, terra terra: «cercherò di mettere a disposizione le mie conoscenze della macchina burocratica e istituzionale nonché il mio pragmatismo». E così nei primi tête-à-tête fra eletti il suo nome prende quota. E, scommettono i grillini, che se si sceglierà col voto, è probabile che sarà lui, ex boy scout, flemmatico e mai arrabbiato, ad accompagnare al quirinale, cravatta al collo, il suo leader beppe grillo come capogruppo. Per trovarsi faccia a faccia con giorgio napolitano.
Piccoli guru crescono. Crimi non è solo. Fra i neoletti, e soprattutto fra i capolista, infatti, una specie di "direttorio" esiste già. Fatto di navigati e affidabili veterani e di giovani promesse, che godono di un filo più diretto con i vertici del movimento. Come roberto fico, già in corsa come presidente della regione campania, e sindaco di napoli (fidanzato "in casa" grillina con yvonne de rosa, capolista della circoscrizione europa). Altro big è l’avvocato, alfonso bonafede, 36 anni, che per grillo aveva già sfidato niente meno che matteo renzi alla poltrona di sindaco di firenze. Se ci parli, però, ripetono tutti che nel m5s non esiste gerarchia. Fuori, nell’etere, sui palchi, nel loro cuore c’è solo beppe grillo. E dentro la rete come dentro le istituzioni uno vale uno. Tutti favorevoli a tagliarsi lo stipendio. Tutti favorevoli a tornare alla vita normale dopo la parentesi politica. Tutti favorevoli alla rotazione degli incarichi parlamentari: «cambiare capogruppo di camera e senato ogni tre mesi è una regola ottima», spiega maurizio buccarella, eletto in puglia, «perché sono cinghie di trasmissione coi peones che devono sapere quale tastino premere. E noi non avremo peones, solo pionieri. Siamo tutti uguali». Almeno a parole. Perché per gli standard grillini, il neo-senatore leccese non è alle prime armi. Avvocato, 48 anni, da sei attivo nel movimento, è stato candidato sindaco a lecce quando grillo sembrava non fare paura al palazzo. E ora riparte da roma. Come il suo conterraneo giuseppe l’abbate, 27 anni, che in puglia assicurano «molto tenuto in considerazione dallo stesso grillo». Coppia molto quotata per i posti chiave romani. Tanto che, secondo i boatos grillini, potrebbere essere fra loro che saranno scelti i presidenti del gruppo e delle commissioni. Pur con il sistema della votazione in rete che ha connotato la scelta dei candidati. Non ce l’ha fatta, invece, maurizio benzi, 36 anni, vicinissimo a casaleggio. Candidato in lombardia è rimasto fuori di un soffio. Ma un ruolo centrale nel movimento ce l’avrà comunque, visto che dal 2004 lavora proprio alla casaleggio associati e si occupa niente meno che del blog di beppe grillo. Esperto di web e di reti, è lui il co-autore delle procedure, delle regole, delle selezioni web che reggono il movimento. Ed è lui che in questa campagna elettorale ha fatto funzionare il sistema che, via mail, aggiornava sugli smartphone e sugli ipad i candidati impartendo ordini e slogan dalla casamadre: cosa dire, cosa non dire, dove andare, cosa non fare. E a chi accusa il guru di plagio, di avere cioè ipnotizzato i suoi adepti che parlano come un disco rotto, risponde donatella agostinelli, neoeletta alla camera nelle marche. Lei ne sa qualcosa, forte di una laurea in giurisprudenza con tesi in criminologia. Argomento: plagio e manipolazione delle coscienze. «il fatto è che è talmente furbo che ha plagiato anche me, e non me ne sono accorta», scherza. «in realtà la risposta è semplice. Io beppe grillo l’ho visto una volta sola, durante un comizio a jesi. A parte quello non l’ho mai sentito, né ci ho mai parlato. E io non ho cambiato le mie idee, come la passione per l’ambiente, che avevo già prima di conoscerlo. Tutto qui».
Webcam in aula. E mentre i neodeputati si armano per sbarcare a roma, la presidenza della camera, offerta dal leader del pd pier luigi bersani a grillo apre nel movimento un dibattito per ora sotto traccia. Perché i grillini hanno due punti fermi: taglio netto dei costi della politica e massima trasparenza degli atti. E così la poltrona che fu di gianfranco fini potrebbe essere utile e non solo di rappresentanza. C’è un progetto, infatti, cui il guru tiene molto: il lavoro alla camera aperto a tutti, con telecamere in parlamento e documenti sul web. Molti lo invocano, ma chi è già pronta ad attuarlo è laura castelli, di collegno, in provincia di torino, che con i suoi 26 anni è una delle due neo-deputate m5s più giovani d’italia. Attivista dal 2009, dopo che i cinque stelle sono entrati nel consiglio regionale ha fatto parte dello staff di davide bono e fabrizio biolè (espulso a novembre e trasmigrato nel gruppo misto), occupandosi soprattutto di bilanci: «la prima cosa che faremo è accendere la telecamera e filmare tutto. E poi una serie interminabile di accessi agli atti, che saranno subito messi sul web». L’altra ragazza, marta grande, 25 anni, originaria di civitavecchia, vicina alla seconda laurea in relazioni internazionali, è addirittura indicata come possibile presidente della camera, una carriera lampo che ricorda quella della leghista irene pivetti.
Trasparenza di giorno e massima privacy di notte. Basta stipendi folli, via i portaborse, si deve vivere con un massimo di 5 mila euro lordi. E si tagliano, dunque, pure le spese di vitto e alloggio. Come? Sceglie la via eremitica, come il papa dimissionario benedetto xvi, il deputato friulano walter rizzetto: «il mio sogno a roma? È un convento, una stanza lontano da tutto, da solo, dove meditare e studiare le cose da fare», racconta il neo-deputato che fino a ieri vendeva pannelli fotovoltaici. Se non la troverà, farà coppia in una o due stanze con il collega aris prodani. Come stanno facendo molti grillini che, proprio sul web, si contattano senza nemmeno conoscersi e cominciano a discutere degli affitti da capogiro di roma capitale. Tutti d’accordo. Laureati e custodi di condominio, come la torinese eleonora bechis, 38 anni, mamma di due bimbi. Giovanissimi come silvia chimienti, 27 anni, di castiglione, e membri "storici" dei 5 stelle come ivan della valle, il primo a essere eletto, nel 2009, all’interno di un consiglio comunale, quello di rivoli.
Identikit di un grillino. E se è vietato avere militato con altri partiti, lo tsunami grillino ha però drenato elettori un po’ dappertutto. A sinistra e all’italia dei valori, al pdl e alla lega. Secondo il censis, fra il popolo oceanico di san giovanni a roma, alla grande manifestazione di venerdì 22 febbraio, il 48,6 per cento era «estraneo a una collocazione politica definita». Un altro 32,7 per cento si dichiarava di sinistra, un 7,9 di centrosinistra. Meno intensa la presenza di chi si sente di destra, ferma al 10 per cento. Fra loro «il gruppo più numeroso si era astenuto alle ultime elezioni (27,5 per cento), altri erano ex elettori del pd (25,3)», spiegano al censis, «altri ancora dell’idv (14,5) e del pdl (10,5)». Eppure non viene risparmiata nemmeno varese, dove il m5s supera la lega e proprio nella ex tana del carroccio elegge ferdinando alberti, 30 anni, ingegnere, con il pallino della decrescita felice e dei rifiuti zero. La pattuglia lombarda è una buona sintesi della rivoluzione nazionale. Ha 21 parlamentari con media di 35 anni. Impiegati, medici, insegnanti, ingegneri attenti al sociale e all’ambiente. Proprio come in piazza san giovanni, dove secondo il censis il 29,1 per cento erano laureati e il 56 diplomati: «lo spaccato vedeva il 57,9 per cento di occupati, un 13,6 di disoccupati. Studenti in gran parte universitari per l’11,6, pensionati per il 10,4, casalinghe per il 5,3». Come la casalinga bresciana tatiana basilio, oggi onorevole. Lasciò il lavoro di impiegata per noia, si mise a studiare filosofie orientali, poi ha abbracciato il movimento e ora vuole portare a roma «semplicità, chiarezza e libertà».
Sorella sicilia. E se la lega del ’94 si concentrava al nord, grillo sfonda dappertutto, isole comprese. E segna un picco record in sicilia e sardegna. E se in regione la pattuglia di grillo che turba i sogni di rosario crocetta è guidata da giancarlo cancelleri, in parlamento sbarca la sorella azzurra, 28 anni, a un passo dalla laurea in economia e commercio. Nella seconda repubblica si parlerebbe di nepotismo, nel mondo grillino no. Azzurra è pulita. Ha passato le tappe on line previste e vinto le parlamentarie. Altro astro nascente siciliano è riccardo nuti, 30 anni, perito informatico. Nella scorsa primavera è stato il candidato a sindaco di palermo e ora riparte da roma festeggiando con carote a "chilometri zero". Il suo slogan? Non votatemi. Come ha twittato: «se pensate di riciclarvi nel #m5s, se pensate di guadagnarci tramite favori personali, se pensate a qualche raccomandazione...non votate il m5s». Anche in sardegna m5s è primo partito, conquistando alla camera il 29,68, cioè quattro punti più della media nazionale. Una vittoria fumettistica, di cui raccoglie i frutti la neo-eletta capolista emanuela "manù" corda, disegnatrice per passione allieva di bepi vigna, uno degli autori di nathan never. Fra i suoi lavori la "famiglia crabu" (una specie di simpson in salsa sarda), e una serie di strisce satiriche "gossippare" sui personaggi più noti della cagliari bene... N