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 2012  marzo 01 Giovedì calendario

"Così a Roma prendiamo le mazzette" – ROMA - Il corpo dei vigili di Roma resta nella bufera. Sulla vicenda dei vigili concussi nel Gruppo del centro storico della capitale ieri il sindaco Alemanno ha incontro il procuratore reggente Giancarlo Capaldo: trenta minuti per comunicargli le sue preoccupazioni dopo la denuncia dell´imprenditore Bernabei

"Così a Roma prendiamo le mazzette" – ROMA - Il corpo dei vigili di Roma resta nella bufera. Sulla vicenda dei vigili concussi nel Gruppo del centro storico della capitale ieri il sindaco Alemanno ha incontro il procuratore reggente Giancarlo Capaldo: trenta minuti per comunicargli le sue preoccupazioni dopo la denuncia dell´imprenditore Bernabei. Anche grazie a lui è venuto a galla un giro di mazzette, che ha descritto in un colloquio di cinque ore durante le quali ha raccontato le continue vessazioni: "Multe a raffica per fiaccarmi, contravvenzioni inflitte anche ai miei dipendenti per gli specchietti retrovisori rotti o le cinture di sicurezza non indossate". Il meccanismo del racket lo spiega un vigile oggi costretto alle dimissioni: «Sono stato sulla strada per 20 anni, per quasi dieci in uno dei quartieri più commerciali di Roma, la zona di via Marconi. Negozi che aprivano e chiudevano, grandi e piccoli. Non so bene com´è cominciata. Ricordo solo che la priva volta che mi sono trovato in tasca un ‘regalo´ aveva fatto tutto il mio collega. La canna fumaria di quell´esercizio faceva pena, ma sulla relazione di controllo abbiamo scritto che era a norma. Poi è andata avanti cosi». Remo (nome di fantasia) ha preso mazzette fin quando ha potuto poi un commerciante lo ha denunciato e con lui quattro persone sono finite nei guai per concussione. Cominciano dall´inizio. Come sceglieva l´esercizio da taglieggiare? «Ogni giorno mi venivano assegnati i controlli da fare. Sopralluoghi di vario tipo. Attività che subentrano ad altre cessate, ampliamenti, variazioni di destinazioni d´uso di locali. Se il titolare è nuovo è meglio, ha fatto la voltura della licenzia e delle utenze e in genere è interessato ad avere la superficie commerciale più ampia possibile. Ogni vigile ha il suo elenco, spesso si va da soli altre volte in due. Quando ero lì mettevo in chiaro tutto quello che serviva per aprire quantificavo le modifiche. La facevo sempre difficile. Cioè? «Cominciavo a chiedere i riscontri di tutti lavori, cacciavo il regolamento comunale e glielo facevo vedere, le norme sono centinaia. È impossibile che non ci sia qualcosa fuori posto. Norme ambientali, per la sicurezza, per l´igiene. Il negoziante vuole aprire presto e al minor costo possibile, mi chiedeva subito come poteva fare. Cosa diceva lei allora? «La voglio aiutare, dicevo. Lei è fortunato che sono venuto io, ci sono colleghi che non danno scampo. Non le faccio il verbale, ora. Si deve mettere in regola. Conosce qualcuno all´ufficio tecnico? Io ho un amico che ci può dare una mano... ‘ a quel punto era fatta. Il mio amico incassava la mazzetta, metteva tutto in regola sulla carta, il negoziante pagava e io incassavo la metà». Un gioco di squadra. Lei dunque è entrato in un´organizzazione che già funzionava? «Ci sono delle mazzette estemporanee, altre che per essere incassate hanno bisogno di un connivenze. Un vigile che sta da anni in un comando conosce tutti in tutti gli uffici. Sa da chi andare. All´incartamento che ti interessa fai fare un iter che dal verbale al l´ufficio tecnici e ritorno che non presenta rischi, un giro di persone di cui ti puoi fidare. Quelli che come te, si dice a Roma, vogliono magna´. Quando c ‘ero io conoscevo funzionari che sapevano tutte le scorciatoie che possono far passare i documenti senza avere casini. E i colleghi onesti? Quelli che non ci stanno? Capiscono, loro non lo fanno ma stanno zitti. Costa troppo parlare. I comandanti sono, tranne qualche rarissimo caso, puliti.