Rassegna, 1 marzo 2012
«Sulle navi droga e prostituzione». Accuse dalle ex dipendenti Costa
• Tra le cinquemila pagine degli atti depositati dalla Procura di Grosseto sul caso del naufragio della Concordia, c’è la testimonianza di un’ex infermiera della Costa Crociere, che parla di droga, prostituzione e maschilismo sulle navi. La ragazza ha lavorato sulla Costa Atlantica insieme a Francesco Schettino «dal 9 gennaio al 12 febbraio 2010». Rivolta al responsabile legale, scrive: «Non mi dica che è la mia parola contro la vostra perché ho visto direttamente con i miei occhi ufficiali assumere cocaina e per dimostrarlo basterebbe una semplice analisi del capello». L’infermiera scrive di essersi imbarcata «su tre navi Costa diverse, una peggio dell’altra, dall’ottobre 2009 al maggio 2010». Denuncia, tra l’altro, «le condizioni dell’equipaggio ridotto in schiavitù dai comandanti». A tal proposito accenna a un «terzo ufficiale, trovato morto “suicidato” su una nave Costa Rivolta al funzionario del Ministero della Giustizia, afferma di «aver chiuso l’esperienza Costa con minacce e denunce senza aver ricevuto quello che mi spettava come liquidazione». Negli atti dell’inchiesta c’è anche la storia di un’altra dipendente, che ha scritto direttamente al prefetto di Grosseto Giuseppe Linardi per denunciare la superficialità «di ufficiali e crew» nel gestire l’emergenza. Ecco che cosa ricorda Mery G.: «Ho lavorato sulla Costa Concordia nel 2010 solo due mesi... molto spesso gli ufficiali e l’equipaggio sono ubriachi. Spesso ci dicevamo alle feste “Se ci fosse un’emergenza chi sarebbe a salvare la nave?”». Aggiunge: «Sono stata molestata durante un pranzo da un membro dell’equipaggio che era completamente drogato. Mi hanno costretto a firmare documenti falsi e anche orari di lavoro falsi. Ho fatto causa e tra un po’ si va in tribunale». [Longo, Sta]