Rassegna, 1 marzo 2012
Il capitano del peschereccio indiano: «Ho visto gli italiani sparare»
• Nel caso dei due marò in stato di fermo in India, la versione di Fredy John Bosco, il capitano del peschereccio su cui sono morti due indiani, è molto chiara: «Nel pomeriggio di mercoledì 15 febbraio ero sotto coperta a riposarmi. L’equipaggio è composto in genere da 11 uomini, tra cui alcuni parecchio anziani. Io generalmente sto al timone ma quel pomeriggio invece c’era Valentine, che era bravo quanto me. Ero nel dormiveglia quando ho sentito strani rumori, come se qualcuno avesse colpito il ponte con un martello. Sono salito in fretta e, nella cabina centrale, c’era Valentine, a terra. Perdeva sangue dalla bocca, dalle orecchie, dal naso. In agonia. Ho alzato lo sguardo e ho visto esanime il corpo di Binki. A centocinquanta metri c’era la nave italiana, di dimensioni molto grandi. Ho visto distintamente uomini che, armati, dalla nave, continuavano ancora a sparare contro di noi. Quante volte? Sicuramente ho visto una ventina di lampi, tutti ravvicinati. Non saprei dire esattamente quanto è durata l’azione». Secondo il capitano del St. Anthony, la Enrica Lexie, subito dopo la sparatoria, si è allontanata velocemente, senza soccorrere le persone colpite. [Numa, Sta]
• I media indiani hanno diffuso un documento che, se vero, dimostrerebbe che la Enrica Lexie, al momento della sparatoria, non navigava ancora in acque internazionali. Lo spiega padre Richard Regison, segretario del vescovado di Kollam, che conosce bene e assiste ogni giorno i familiari delle vittime: «Sul giornale Matrhubhumi è stato pubblicato il log della nave, tracciato al momento degli spari. Le miglia sarebbero 20,5, dunque nelle acque indiane». [Numa, Sta]