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 2012  marzo 01 Giovedì calendario

PER LORO L’INFANZIA È STATA UN INFERNO


Altro che lustrini e paillettes, tappeti rossi e flash dei fotografi: per molte star la vita glamour che vivono oggi è una rivincita contro un’infanzia difficile, triste e, purtroppo, spesso scandita dalla violenza, fisica e psicologica. Eppure eccoli qui a dimostrare che la luce alla fine del tunnel si può vedere e pure raggiungere. È l’augurio che tutti fanno a Bobbi Kristina, la figlia diciottenne di Whitney Houston e Bobby Brown, cresciuta in una casa in cui era più facile trovare del crack piuttosto che un pezzo di cioccolato, e già sulle orme dei genitori. Chi ce l’ha fatta sono Leonardo DiCaprio, per esempio, cresciuto in un quartiere pericoloso, o Rose McGowan, l’attrice di Grindbouse che è nata in una setta il cui "capo spirituale" aveva una malsana preferenza per le bambine. Mariah Carey, Hilary Swank e la modella russa Natalia Vodianova hanno trascorso i primi anni di vita in totale povertà, senza sapere se la sera avrebbero avuto qualcosa da mangiare nel piatto. Ma c’è anche chi, e il numero è spaventosamente alto, ha convissuto con abusi e violenze indicibili. Ed è sopravvissuto. Raccontare "l’inferno in Terra" ad alta voce per molti di loro è stata una liberazione, un modo per affrontare e superare il trauma. La storia dell’infanzia rubata di Christina Aguilera, pestata a sangue dal padre, e quella che sta dietro le lacrime di Teri Hatcher, hanno scioccato Hollywood. La Susan di Desperate Housewives ha raccontato di essere stata molestata da uno zio da bambina e di non avere mai avuto il coraggio di dirlo a nessuno fino a quando un’altra ragazzina, molestata dallo stesso uomo, non si è suicidata. «Ho 41 anni ed è tempo, per me, di smettere di nascondermi», ha detto commentando la condanna inflitta all’uomo anche grazie alla sua testimonianza. Charlize Theron ha assistito all’omicidio del padre per mano della madre durante una delle solite sessioni di botte cui l’uomo la sottoponeva. Anche il rapper P. Diddy ha visto il padre freddato a Central Park in un regolamento di conti quando lui aveva solo quattro anni. Tra le star di casa nostra, Lory Del Santo ci ha messo anni a raccontare pubblicamente di essere stata molestata quando aveva 14 anni dall’allora compagno della madre. «A lei non l’ho mai detto che lui mi aveva sbattuta sul letto e immobilizzata. Era stato un raptus: mi ritrovai addosso le sue mani, sotto le mutandine. Per fortuna non abusò di me. Mi lasciò perdere e se ne andò bofonchiando».

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CHRISTINA AGUILERA. Da bambina aveva paura del padre violento. «Ricordo il giorno in cui siamo fuggire da casa: avevo del sangue che gocciolava dal mento. La mamma mi ha chiesto cos’era, e la mia risposta è stata “papà voleva fare la siesta, ma io facevo troppo rumore”». L’ultima volta che ha visto suo padre era il 1999, ma ora ha detto che è giunto il momento di rivederlo. «Ho 31 anni, è ora».

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BOBBI KRISTIINA BROWN. L’unica figlia della compianta Whitney Houston, Bobbi ha visto i genitori bere e drogarsi per tutta la sua infanzia. Non ha stupito nessuno, quindi, che pure la ragazzina provasse sostanze stupefacenti fin da giovanissima: le foto di lei che beve, fuma e “tira” una sostanza bianca (che i giornali americani hanno individuato come cocaina) hanno fatto il giro del mondo.

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RIHANNA. La cantante ha avuto un padre alcolizzato e drogato. «A 16 anni mi sono ribellata, perché ho capito che i bambini non devono vivere così». L’anno scorso, bontà sua, il padre sì è scusato, ma la ragazza non l’ha perdonato: «Non dimenticherò mai cosa ha fatto: invece di occuparsi di noi figli era per strada a cercare droga».

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ANNA FALCHI. È un racconto doloroso quello del rapporto difficile che l’attrice italo-finlandese ha avuto fin da piccola con il padre, una figura spesso assente e incapace di provvedere ai bisogni economici della famiglia. «Non ha mai avuto un atteggiamento responsabile con noi. Per me ancora oggi è un estraneo».

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EONARDO DICAPRIO. «Sono stato cresciuto da una mamma single. Vivevamo nella zona est di Hollywood, in un quartiere dove droga e prostituzione erano d normalità», ha raccontato il divo parlando della sua infanzia. «È stato terribile. Un giorno un uomo con una siringa mi ha buttato contro un muro: ero spaventatissimo. Non mi sono mai più sentito sicuro quando ero fuori casa».

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DREW BARRYMORE. Sotto i riflettori fin da piccolissima, ma lasciata sola lontano dai set e dai red carpet. E iniziano i guai per la protagonista di E.T.: a nove anni si ubriaca ai party cui la madre la porta e inizia a fumare marijuana, a 12 è già passata alla cocaina e, compiuti i 13, entra per la prima volta in un centro di riabilitazione. Ma oggi, a 37 anni, Drew dice di essere finalmente felice e in pace con se stessa. Attese entro l’anno le nozze con il collega Will Kopelman.

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MARIAH CAREY. Pochi lustrini nella vita della cantante prima di vendere milioni di dischi. Quando ha solo tre anni i genitori divorziano e la madre, bianca di origine irlandese e bandita dalla famiglia perché aveva sposato uomo di colore, non sa come mantenere i figli. Cresciuta tra razzismo e povertà, il desiderio più grande della piccola Mariah, oggi 42enne, era quello di scappare vita, e da una sorella prostituta e tossica.

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CHARLIZE THERON. Quando l’attrice ha 15 anni, la madre per legittima difesa uccide con un colpo di pistola il padre, violento e alcolizzato, che la stava minacciando di morte con un’arma. «Il giorno in cui è morto, tutto è cambiato. Per molto tempo ho portato il peso di questo dramma, ma ora, a 36 anni, l’ho superato».

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HALLE BERRY. Dietro la facciata di una famiglia benestante si nascondeva l’orrore. Per anni l’attrice ha visto la madre pestata a sangue dal padre, medico rispettato di Cleveland. «Ho passato la mia vita adulta a gestire la mancanza di autostima. Pensavo di non valere niente. Mi sento ancora la piccola Halle di quattro anni che è cresciuta in un mondo di botte».

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ALESSANDRO GASSMANN. Crescere all’ombra di un mostro sacro come Vittorio non è facile e il rampollo ne ha pagato lo scotto da adolescente. «Vi immaginate cosa significava per mio padre, dieci a scuola in tutte le materie, avere un figlio che non primeggiava? Vivi per apparire a lui e agli altri perfetto. Mi obbligavo a essere quello che non ero. Ma se non hai la possibilità di esprimerti, alla fine esplodi». La psicanalisi, però, ha aiutato.