Rassegna, 1 marzo 2012
James Murdoch lascia su ordine del padre
• James Murdoch, figlio dello Squalo Rupert, non è più il direttore esecutivo di News International, il ramo inglese di News of the World, che controlla Times, Sunday Times, Sun e Sun on Sunday. Ha rassegnato le sue dimissioni. Non si sa ancora se se ne sia andato di sua iniziato o sia stato invitato a farlo. Scrive Malaguti (Sta) che «si possono leggere in molti modi le dimissioni del quarantenne James Murdoch, rientrato a New York e destinato a gestire a livello globale gli affari delle televisioni controllate dal gruppo (da Fox News a BSkyB), ma certo non sono la pietra tombale che soffocherà lo scandalo di intercettazioni e corruzione. Nel suo comunicato ufficiale il Capo ha sostenuto il bambino in difficoltà. “Ha dimostrato leadership. E adesso che si è trasferito a New York continuerà ad avere una quantità di mandati essenziali, con un’attenzione particolare al business della pay-Tv”. Bravo, bravissimo, sprecato nella periferica Londra, dove presto un dossier parlamentare lo accuserà di avere gestito in maniera inadeguata questa vicenda avvelenata».
• «(…) Aveva resistito a rivelazioni di ogni genere, Murdoch junior: le intercettazioni dei telefonini di membri della famiglia reale, leader politici, Vip del cinema e della musica, familiari di vittime di crimini, tutti spiati per trovare scoop da sbattere in prima pagina; i pagamenti di centinaia di migliaia di sterline a poliziotti e altri pubblici ufficiali, per corromperli e ottenere anche da loro rivelazioni piccanti per i suoi giornali; le email che dimostravano che anche James era a conoscenza di questa colossale macchina dell’illecito, sebbene lui negasse di averle lette con la poca credibile scusa che aveva fretta e non ebbe tempo di arrivare fino in fondo; le ricompense di centinaia di migliaia o milioni di sterline alle vittime delle intercettazioni, per evitare ancora più imbarazzanti processi giudiziari. Forse è solo una coincidenza, ma paradossalmente James ha capito che doveva andarsene solo 24 ore dopo che è venuto alla luce un peccato veniale: Rebekah Brooks, all’epoca amministratrice delegata di News International, grande appassionata di equitazione (il marito è un fantino), ricevette in prestito gratuito per anni un cavallo da Scotland Yard, uno dei destrieri su cui montano i poliziotti alle manifestazioni di protesta. Un segno piccolo ma illuminante, di quanto fosse diventato stretto e viziato il legame tra la Metropolitan Police di Londra e la potente catena di giornali». [Franceschini, Rep]