VARIE 1/3/2012, 1 marzo 2012
APPUNTI PER GAZZETTA. LA MORTE DI LUCIO DALLA
CORRIERE.IT - CRONACA
MILANO - È morto il cantante Lucio Dalla, colpito da un infarto durante il tour in Svizzera. L’artista è stato colpito da un attacco cardiaco a Montreux, dove si trovava per una serie di concerti che avrebbero dovuto toccare anche Basilea, Lugano e Ginevra.
IL MALORE - Secondo l’entourage del cantante, non c’erano segnali o avvisaglie. «Stava bene - ricorda al telefono l’assistente di Dalla -. Lui e Mondella (fondatore della Midas Promotion, che seguiva l’artista, ndr) si sono sentiti ieri sera dopo il concerto di Montreaux: era contento di come era andato. Stamattina si è svegliato, ha fatto colazione, un paio di telefonate», poi si è sentito male. «Il dolore è talmente grande - aggiunge l’assistente - che non credo ci sia niente che possiamo fare e organizzare», nell’immediato, per ricordare il cantante.
INCREDULITA’ - «Non è possibile, mi ha telefonato ieri sera, stava benissimo, ed era felice, tranquillo, divertito e in pace con se stesso» reagisce attonito Roberto Serra, bolognese, amico storico di Lucio Dalla e fotoreporter di professione. Mentre si moltiplicano i messaggi di saluto e i ricordi sia tra i protagonisti del mondo dello spettacolo che della politica. Molti, su Twitter. Tra cui quello di Jovanotti: «Oh no, dai no... non ci posso credere, davvero non posso crederci». Grande commozione anche a Bologna, la città dove era nato e viveva ancora.
SUL PALCO DELL’ARISTON - L’ultima apparizione per il pubblico italiano è avvenuta poche settimane fa all’ultimo Festival di Sanremo, a cui Dalla ha partecipato con il brano Nanì insieme con il giovane cantante Pierdavide Carone.
CORRIERE.IT - CORRISPONDENZA DA BOLOGNA
BOLOGNA - Lucio Dalla è morto. Il cantante bolognese è stato colpito da attacco cardiaco a Montreaux, in Svizzera, dove si trovava per alcuni concerti. Avrebbe compiuto 69 anni il 4 marzo. Nel giorno della sua scomparsa, le note delle canzoni più famose riecheggiano dalla casa bolognese del cantautore, nella centralissima via D’Azeglio. Le persiane del grande appartamento sono chiuse, ma dalle finestre del palazzo escono le note di alcuni dei suoi successi più famosi, come Caruso e Canzone.
IL MALORE - Il malore è arrivato all’improvviso. Nessuna avvisaglia, «stava bene. Lui e Mondella si sono sentiti ieri sera dopo il concerto di Montreaux: era contento di come era andato il concerto. Stamattina si è svegliato, ha fatto colazione, un paio di telefonate», poi il malore. Così, dalla Midas Promotion - società di comunicazione nel mondo della musica e dello spettacolo fondata da Michele Mondella - la sua assistente ricorda, al telefono, le ultime ore di Lucio Dalla.
IL CORDOGLIO IN VIA D’AZEGLIO - In via D’Azeglio, sotto casa di Dalla, la gente si ferma per ricordare il cantante. E alle vetrine dei negozi è comparso un cartello con la scritta «I residenti e commercianti di via d’Azeglio piangono la scomparsa dell’amico Lucio». L’idea è partita da Pierluigi Sforza dell’Ascom e titolare del monomarca Swatch: «Lucio entrava nei nostri negozi come si va da un amico». Sforza, come il titolare dell’abbigliamento «Donati» e il parrucchiere «Vittorio» lo accoglievano spesso. «Non so ancora se il giorno del funerale chiuderemo le serrande - aggiunge Sforza - stiamo pensando anche a chiudere, ma è ancora presto. Di sicuro, andremo al funerale come si va a un funerale di un amico». Parlano di lui come di un amico anche il titolare di Donati e il parrucchiere Vittorio: «Era una persona sempre generosa, mai sfuggente» dice il primo. «Eravamo amici da una vita, sono rimasto di sale», aggiunge Vittorio.
LA NOTIZIA NELLA SUA CITTA’ - La notizia, circolata inizialmente in rete, ha lasciato sgomenta la sua Bologna. «L’ho sentito ieri sera, è vivissimo»: non ci può credere Roberto Serra, amico storico di Dalla e fotoreporter di professione, non voleva credere alle notizie che arrivano da Montreux. «Non è possibile . ripete Serra - mi ha telefonato ieri sera, stava benissimo, ed era felice, tranquillo, divertito e in pace con se stesso. Era contento per un’intervista che gli avevano fatto e per il tour europeo che aveva appena cominciato. Diceva che era emozionante ritrovare i luoghi di un analogo tour di trent’anni fa e di trovare, pur nella diversità delle situazioni, la stessa positiva risposta di pubblico di allora. Era a Zurigo, Stava andando a Montreux, era felice». È stato il suo ultimo viaggio.
Lucio Dalla, una vita per la musica
IL DOLORE DI GIANNI MORANDI - «Sono straziato, è una notizia che mi ha colpito a freddo, è stata come una coltellata, ancora non me ne rendo conto, mi sembra incredibile che stiamo qui a parlare di una persona che non c’è più». Gianni Morandi, amico storico di Dalla, risponde al telefono con la voce rotta. «Ci eravamo parlati l’ultima volta domenica allo stadio», ricorda. Avevano parlato dei suoi prossimi impegni: «Lui era felicissimo, gli piaceva viaggiare, si stava divertendo tantissimo. Ho saputo che ieri sera aveva suonato, un concerto che era andato molto bene. E poi è successo, ancora non me ne rendo conto». Chi era il Dalla-artista? «Un genio. Un artista davvero poliedrico che era sempre spinto dalla curiosità di fare cose diverse, di esplorare territori sconosciuti. Come quello dell’arte, della pittura, delle regie teatrali, del cinema, delle colonne sonore per film, del jazz... E poi era attratto dal mondo della comunicazione, era vicino alla gente, amava le nuove tecnologie, i computer, il popolo di Facebook e di Twitter. Non si fermava di fronte a niente. Il mondo ha perso un talento unico, inimitabile. Io un grande amico. E lo piango».
IL RICORDO DEGLI AMICI - «Non riesco a parlare, sono troppo distrutto dal dolore». Così Gaetano Curreri, leader degli Stadio. Fu proprio con il celebre tour Banana Republic di Dalla e Francesco De Gregori che nel 1979 partì anche l’apprendistato artistico di Curreri fino all’approdo agli Stadio. Via Twitter arriva anche il ricordo di Valentino Rossi: «Ho avuto la fortuna di conoscere Lucio Dalla qualche anno fa a Bologna, avevamo doppiato insieme un fumetto di Milo Manara. Disperato erotico stomp è una delle mie canzoni preferite. ciao Lucio». È «un dolore grandissimo» quello di Pupi Avati, amico di Dalla da una vita. «Abbiamo interrotto le riprese - dice il regista bolognese dal set a Roma all’Esquilino della serie tv Un matrimonio - eravamo rimasti senza parole, veramente basiti». «Ci sentivamo quasi quotidianamente», dice Pupi addolorato. I due avevano lavorato varie volte insieme: «scrisse le musiche del Cuore grande delle ragazze e degli Amici del bar Margherita», ricorda Antonio Avati, «felice come un ragazzo al primo film quando nelle proiezioni pubbliche scattavano gli applausi». Pupi e Antonio, in lacrime, vogliono ricordare l’amico Lucio «come un talento musicale grandissimo e un uomo buono e generoso che abbiamo avuto la fortuna di conoscere, frequentare, amare». «Sono stravolta», sono le prime parole di Nicoletta Mantovani, vedova di Luciano Pavarotti, che ha la voce rotta per la notizia. «Lucio era un grande amico di Luciano - ricorda - Un grandissimo artista e un grandissimo uomo, con una sensibilità enorme. Che ha saputo starmi vicino nei momenti difficili». Dalla e il maestro modenese hanno cantato insieme a tanti Pavarotti & Friends: si ricorda in particolare l’interpretazione del maestro di Caruso. «Non riesco a crederci», dice ancora Mantovani. «Non riesco a crederci - ripete anche Red Ronnie - Sto buttando per aria l’archivio per fare un omaggio a Lucio Dalla. Stasera live dalle 20 su Roxy Bar Tv quattro ore per lui». Si dice «sconvolto» anche Samuele Bersani: «Ho appena saputo di aver perso il mio grande maestro, un amico unico con cui potevo confrontarmi e imparare da oltre 20 anni - si legge su Facebook - La sua poetica e la sua musica sono il vero motivo per cui da bambino ho scelto di voler fare il cantautore ed è grazie a Lucio se poi ho potuto sparare le mie prime cartucce». È commossa Silvia Evangelisti, la responsabile di Arte Fiera e grande amica di Lucio Dalla, che passa sotto la casa del cantautore e si ferma con i cronisti per un ricordo: «Lo conoscevo da quando avevo 14 anni, vi ricordate la canzone Disperato erotico stomp? Ed Eravamo con Bonelli a casa sua? Ecco, c’ero anch’io. Non ho mai mancato un suo concerto, è un mio amico come di tantissimi a Bologna - racconta - sono stata centinaia di volte a casa sua. Lui diceva sempre "io sono di queste persone"», una dimostrazione che «era una persona straordinaria, un uomo di rara qualità umana, oltre che l’artista che tutti conoscevano». Luca Carboni ha deciso di rinviare il concerto di venerdì sera, in programma a Bologna al Numa: «Scusate il disagio, ma non me la sento». Lo comunica lo stesso Carboni su Twitter: «Scusate il disagio che vi creo - scrive - non me la sento. Il live è rinviato a venerdì 9 marzo».
DALLA TIFOSO ROSSOBLU’ - Anche il Bologna Calcio, di cui Lucio Dalla era un grande sostenitore, spessissimo in tribuna al Dall’Ara, saluta il cantautore scomparso. Il presidente Albano Guaraldi, il presidente onorario Gianni Morandi, i tecnici, i giocatori, i dipendenti e i collaboratori del Bologna Fc, si legge sul sito del club, «ricordano commossi un grande amico e tifoso rossoblù, un bolognese vero, uno dei più grandi artisti che l’Italia abbia mai avuto». Anche il capitano rossoblù, Marco Di Vaio, ricorda Dalla: «Non c’è bisogno che sia io a dire quanto perde la musica italiana con la scomparsa di uno dei più grandi artisti della nostra tradizione canora mi piace invece ricordare l’unico incontro personale che ho avuto con lui: è successo di recente, circa un mese fa, al palazzo dello sport durante una partita della Virtus pallacanestro. Fu cordiale, gentile e disponibile e mi chiese tante cose del Bologna, dimostrando la passione di un tifoso vero per la nostra squadra. Fu un’emozione che mi porterò dentro per sempre».
IL PRESIDENTE NAPOLITANO - Lucio Dalla, scrive il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è stato «autore e voce forte e originale, che ha contribuito a rinnovare e a promuovere la canzone italiana nel mondo. È stato un artista amato da tanti italiani di diverse generazioni. E a me personalmente è caro il ricordo dei nostri incontri, e dell’ultimo, a Bologna, per una iniziativa di beneficenza, ritrovando in ogni occasione la schiettezza e delicatezza del suo tratto umano».
MESSAGGI DA TUTTA ITALIA - «Non posso pensare che la notizia della scomparsa di Lucio Dalla sia vera». Laura Pausini, romagnola e amica di Lucio Dalla, commenta così su Twitter la morte del cantautore bolognese. «È stato il primo artista italiano - ricorda - che mi vide cantare in un ristorante di Bologna quando avevo 8 anni. Non posso dimenticare la sua carezza sui miei capelli e le sue belle parole di incoraggiamento». «Ciao Lucio - è l’addio della Pausini al cantautore - per fortuna rimarrai con noi, con il tuo talento e con le tue idee buffe e innovative, ma soprattutto emozionanti». «Oh no dai no...non ci posso credere dai... davvero non posso crederci»: così Jovanotti su Twitter. Un ricordo arriva anche dalla Puglia: «Un amico caro, un amico della Puglia e dei pugliesi. Rimarrai nei nostri cuori», scrive su Twitter il governatore Nichi Vendola. «Piango l’amico e l’immenso uomo del nostro tempo, Lucio Dalla», sono le parole di Bobo Craxi. Usa Twitter anche Gianfranco Fini, che posta il video della canzone Ciao e saluta il cantate scomparso utilizzando le sue stesse parole: «Ciao». Anche il leader della Cgil, Susanna Camusso, sceglie le parole di una sua canzone per l’ultimo saluto a Dalla: «Caro amico ti scrivo... Un sorriso, un fiore, una lacrima». Ricorda Dalla anche Eros Ramazzotti: «Non potrò mai dimenticare il suo telegramma al mio primo Sanremo, mi scrisse: "Olè". Fu il primo messaggio e ne fui onorato, ci mancherà tanto la sua genialità, era un grande». Lo ricorda così Eugenio Finardi: «Lucio no, proprio non me l’aspettavo! L’avevo visto a Sanremo pochi giorni fa, sempre allegro, con quei suoi occhi da Elfo che sembravano guardarti dentro e sorridere di ciò che vedevano. Sembrava eterno. Mi ha fatto l’onore di suonare in due mie canzoni. Un uomo fiero, ironico, molto emiliano. Un grande musicista. Però questa brutta sorpresa non dovevi farcela Lucio! Buon viaggio, salutami Caruso». E i Pooh: «Lucio è stato l’esempio più bello di chi ha saputo trasformare con leggerezza il proprio lavoro in un’arte. Lucio è stato amico e fratello di tutti quelli con cui ha lavorato, cantato o anche solo parlato. Sempre uguale a se stesso, sempre in equilibrio perfetto con una cultura acquisita e inventata strada facendo. Lucio è stato l’esempio più bello di chi ha saputo trasformare con leggerezza il proprio lavoro in un’arte. Lucio, con la sua continua voglia di stupire e la sua involontaria capacità di piacere al mondo!». «Francesco De Gregori - invece - non vuole fare dichiarazioni. Ha solo detto che è molto triste»: lo fa sapere Michele Mondella, che da 40 anni lavora al fianco di Lucio Dalla e di De Gregori, curandone la promozione e la comunicazione.
LE ISTITUZIONI LOCALI - Condoglianze arrivano dalla Provincia di Bologna e dal Comune. «Esprimo il mio profondo cordoglio e quello dell’Amministrazione comunale tutta per la scomparsa di Lucio Dalla - è la nota del sindaco, Virginio Merola - Indiscusso protagonista della musica italiana ed internazionale, musicista, compositore, attore e regista, ricordiamo Lucio Dalla per il suo straordinario talento, la sua creatività ed il suo genio senza eguali, orgoglio di Bologna nel mondo. Fondamentale il suo contributo nel percorso che ha portato Bologna ad ottenere il riconoscimento di Città Creativa della Musica UNESCO. All’artista e all’uomo va il pensiero e il ringraziamento di tutta la città, quella città, Bologna, che Lucio Dalla ha amato ed ha sempre portato nel cuore. Insieme ai familiari e agli amici l’Amministrazione è impegnata affinché la città possa ricordarlo al meglio».
L’UNIVERSITA’ - Dalla aveva anche ricevuto una laurea ad honorem in Lettere all’Università di Bologna. «Per il Paese e tutto il mondo della cultura è un pezzo di storia che se ne va. Per la città di Bologna è una bandiera spezzata. Per l’Ateneo è la perdita di uno dei suoi più cari laureati. Per me, personalmente, è la scomparsa di un amico», lo ricorda così il rettore dell’Alma Mater, Ivano Dionigi.
UNA VITA CON LA MUSICA - Dal 1964, quando a a 21 anni incise il suo primo 45 giri fino all’ultimo Festival di Sanremo, dove è stato sul palco insieme al giovane cantautore Pierdavide Carone con il brano Nanì (del quale è stato anche co-autore), Dalla ha consacrato la sua vita alla musica. Entrando nell’olimpo della canzone italiana con pezzi come L’anno che verrà, Caro amico ti scrivo o Caruso, considerato il suo capolavoro.
A suonare, Lucio Dalla comincia fin da ragazzino. Dopo le prime incisioni, è il ’66 l’anno del suo debutto a Sanremo con Paff...Bum. Dal 1974 al 1977 collabora con il poeta bolognese Roberto Roversi e i contenuti diventano civili. Nel 1977 diventa paroliere di se stesso: è il tempo di Com’è profondo il mare, poi nel ’78 esce Lucio Dalla, con singoli come Anna e Marco e L’anno che verrà.
È negli anni Ottanta che arriva il successo, di pubblico e di vendite. Prima la collaborazione con Francesco De Gregori nel tour Banana Republic alla fine degli anni Settanta, poi il disco Dalla. Il 1986 è l’anno di Dallamericaruso, che contiene Caruso. La canzone vende oltre otto milioni di copie, viene incisa in trenta versioni, tra cui anche una di Luciano Pavarotti. Sul finire del decennio Dalla si lancia in un’altra collaborazione: nasce l’accoppiata con Gianni Morandi. L’album Dalla/Morandi, a cui segue una trionfale tournée. Nel 1990 presenta il brano Attenti al lupo e poi Cambio: il disco raggiunge quasi un milione e 400 mila copie vendute.
Ciao - doppio disco di platino - esce nel 1999 e il singolo diventa il brano dell’estate di quell’anno. Il 2010 è l’anno del (trionfale) ritorno in tour con il collega e amico Francesco De Gregori. Nel 2012, due settimane fa, il ritorno sul palco di Sanremo.
I MILLE VOLTI DI DALLA - Dalla non è stato solo cantautore. É stato anche scopritore di talenti: a Bologna ha sede la sua etichetta discografica, Pressing S.r.l., che ha lanciato gli Stadio, Ron, Luca Carboni, Samuele Bersani e ha contribuito al rilancio di Morandi. Dalla è stato anche compositore di musica per film (per pellicole di Mario Monicelli, Michelangelo Antonioni, Carlo Verdone, Giacomo Campiotti, Michele Placido), ha aperto una galleria d’arte, sempre a Bologna, ha diretto orchestre sinfoniche, la prima con Pierino e il lupo di Prokofiev nel 1997.
CORRIERE.IT - MARIO LUZZATTO FEGIZ
MILANO - Si chiama «Questo è amore». Non è un Best of, anzi: semmai il suo opposto, l’«altra faccia», il B-side, visto che contiene una quantità di brani che, pur bellissimi, sono rimasti un po’ nell’ombra rispetto alle Greatest Hits. Canzoni come «....e non andar più via», tratta dall’album «Come è profondo il mare» del 1977, o come «Tu parlavi una lingua meravigliosa», originariamente contenuta in «Anidride solforosa» del 1975, e ancora «Il coyote» presente ne <Il giorno aveva cinque teste» del 1973, «Due ragazzi» tratta invece da «Automobili» del 1976, e poi «Mambo», «Le rondini» e tante altre, oggi sarebbe forse inutile scriverle, non avrebbero né i mezzi né la libertà di farsi conoscere, non sarebbero omologabili in nessun modo al suono imperante, alla struttura sintetica su cui poggiano le attuali regole del consumo della musica.
MENGONI - Guest Marco Mengoni che duetta in questa occasione con Lucio in «Meri Luis», praticamente «un’altra vita» per la canzone che 31 anni fa apriva la facciata B del 33 giri «Dalla». «Meri Luis», che può ben considerarsi un inedito a tutti gli effetti, è il quarto della sequenza che viene proposta in apertura del primo Cd di «Questo è Amore», preceduto da «Anche se il Tempo passa (Amore9», da «Anema e core<, il grande classico della canzone napoletana riproposto in una veste straniante anche grazie all’arrangiamento di Beppe D’Onghia, e inoltre l’omaggio al Quartetto Cetra e allo Swing tutto con «La leggenda del prode Radamès» arrangiata da Mauro Malavasi.
Mario Luzzatto Fegiz
CORRIERE.IT - CRUCCU
MILANO - Lucio scala in fretta le corde della memoria. Si è appena diffusa la notizia della sua improvvisa scomparsa, Twitter è immediato termometro del dolore e l’hasthag Lucio Dalla è immediatamente il numero uno. Ma gli utenti del mare internettico non si abbandonano alla facile retorica: Lucio si ricorda con una canzone, si posta il video o ne si cita un estratto.
BASTA UNA CANZONE - Ha accompagnato 45 anni di vita italiana, almeno quattro generazioni. E allora Daniela Bozza canta: « E ancora adesso mentre bestemmio e bevo vino per i ladri e le signore sono Gesù bambino» o Padrontoni « O sopra il tavolo di un bar/O stare nudi in mezzo a un campo/ A sentirsi addosso il vento/ Io non chiedo più di tanto».
POCA RETORICA - Non c’è retorica, il Dalla dei tempi d’oro del resto non lo è mai stato, capace di raccontare il Paese come pochi altri. L’ondata emotiva travolge anche Facebook ovviamente: anche qui fioccano i video di «Disperato Erotico Stomp»o «Com’è profondo il mare». Colonna sonora della nostra vita, così com’era stato per De André, primo dei nostri cantautori ad andarsene. Ma allora la rete non c’era.
Matteo Cruccu
CORRIERE.IT - REAZIONI
MILANO - «Sono distrutto, siamo nati insieme, l’ho visto crescere fin dagli inizi della nostra carriera». Così Pippo Baudo ricorda Lucio Dalla (guarda i video e le gallery: in multimedia) a Sky Tg24. «Lui non voleva cantare Caruso - aggiunge - io gli ho detto che era una capolavoro, e poi è diventato un inno». E anche l’ultimo conduttore di Sanremo, Gianni Morandi, esprime la sua commozione: «Ci conoscevamo dal ’63 e eravamo legati anche dal tifo per il Bologna oltre che dalla passione per la musica. Tanti anni di amicizia ci legano. Sentire che ci ha lasciato mi ha colpito, non riesco ancora a riprendermi»: così Morandi al Tg1 ricorda Lucio Dalla, morto di infarto in Svizzera all’età di 69 anni. «Mi manca l’amico - aggiunge Morandi, che quest’anno è riuscito a convincere Dalla a partecipare al festival di Sanremo -. È stato uno dei più grandi, autore, cantante, musicista, jazzista, un uomo che parlava a tanta gente e sapeva comunicare. Lui è stato un artista unico, a me mancherà molto anche come grande amico». Lucio era buono, altruista, generoso». «Eravamo insieme nella nazionale cantanti, io e lui i due piccoletti in attacco. Non facemmo un gol, ma ci divertimmo come pazzi!», una nota di colore arriva da Pupo su Twitter.
Dalla e l’ultima intervista a CorriereTv
Rcd I COLLEGHI - Ron al telefono in lacrime non riesce a parlare. A pochi minuti dalla notizia, inizia anche il saluto su Twitter. «Oh no, dai no... non ci posso credere, davvero non posso crederci» reagisce Jovanotti. «Ciao grande Lucio», dice invece Eros Ramazzotti sul popolare sito di microblogging. «Siamo tutti un po’ più soli», ammette Fiorella Mannoia. È «sconvolto» anche Francesco Renga. «L’ho visto due settimane fa - racconta il cantautore -. Eravamo a cena a Sanremo». Per Renga rimane una consolazione: «Le cose belle che ha fatto rimarranno per sempre». «Ha dato tanto ed è stato uno dei tre, quattro grandi della canzone d’autore. Ho appena appreso la notizia, sono costernato»: è il primo commento di Roberto Vecchioni. «È una notizia che mi avvilisce - dice Vecchioni -. Era pieno di vitalità, l’ho visto al Festival di Sanremo con tanto brio e tanta carica. Mi vien da pensare quanto sia insana la fatalità. Fosse stato malato uno si prepara, invece così... Bisogna aggrapparsi alla vita». Ha espresso la sua commozione anche Claudio Baglioni: «Lucio Dalla è stato bravo e geniale e ha vissuto tutta una vita con la volontà di stupire e la voglia di stupirsi».
Il madley con tutte le sue canzoni
Rcd "L’AMICO DEFINITIVO" - E ancora Ornella Vanoni: «Una notizia come un fulmine, un vuoto al quale non riesco a credere. Il cuore si rifiuta di soffrire per l’impossibile». «La sua poetica e la sua musica sono il vero motivo per cui da bambino ho scelto di voler fare il cantautore ed è grazie a Lucio se poi ho potuto sparare le mie prime cartucce», aggiunge Samuele Bersani: «Al momento non ho altre parole, ma vi ringrazio di cuore per i messaggi che mi state facendo arrivare». «Lucio aveva 16 anni e io 21. Suonavamo lo stesso strumento solo che lui lo suonava molto meglio di me. Se ho smesso di fare il jazzista e mi sono messo a fare cinema è stata anche colpa sua. Provai invidia nei suoi confronti, ironicamente posso dire che mi rovinò alcuni degli anni della mia vita. A Barcellona pensai anche di spingerlo giù dalla Sagrada Familia», è questo il ricordo tra ironia e commozione in diretta a Tgcom24 di Pupi Avati sulla scomparsa dell’amico Dalla. «Da oggi il mondo sarà più buio». È commovente, anzi struggente, Adriano Celentano nel ricordare l’amico. È quasi una poesia quella che l’artista scrive per esternare il proprio dolore. «Lucio, amico caro di tutti. Da oggi il mondo sarà più buio. Prego e penso che poeti come te non dovrebbero mai morire. Il distacco umano da uomini e artisti grandi come sei stato e sei, ci coglie sempre impreparati».
«Tu non mi basti mai»
Rcd LO STILE INCONFONDIBILE - «Non si fermava mai, aveva sempre dei progetti, l’ho sentito 10 giorni fa», dice invece Caterina Caselli: «Ha lasciato le sue canzoni, il suo genio e il suo spaziare senza steccati, una persona eclettica e con una grande vitalità. Era bello poter parlare con lui». Anche Renzo Arbore non ha potuto esimersi dal ricordare il cantautore: «Era un musicista originale, di grande valore che ha inventato uno stile italiano e anche napoletano. Per lui succederà quello che è successo con Gaber e De Andrè: le sue opere migliori verranno studiate e apprezzate, si capisce che è nuova letteratura e poesia». «Lucio no, proprio non me l’aspettavo!», spiega invece Eugenio Finardi: «L’avevo visto a Sanremo pochi giorni fa, sempre allegro, con quei suoi occhi da Elfo che sembravano guardarti dentro e sorridere di ciò che vedevano. Sembrava eterno. Lo stesso che clowneggiava con il clarinetto alla Palazzina Liberty di Milano». E ancora Antonello Venditti: «Muore un amico, un compagno di viaggio per tutti gli anni ’70 e ’80. Muore una parte importante di me».
La morte di Lucio, l’inizio di una seconda vita
Rcd LE ISTITUZIONI - Anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha espresso in un messaggio la sua partecipazione al dolore della famiglia e al cordoglio del mondo dello spettacolo per l’improvvisa scomparsa di Lucio Dalla: «autore e voce forte e originale, che ha contribuito a rinnovare e a promuovere la canzone italiana nel mondo». «È stato - aggiunge il Capo dello Stato - un artista amato da tanti italiani di diverse generazioni». «Istrionico, ma anche profondo e poetico, nella sua lunga carriera - ha commentato il presidente del Senato Renato Schifani - Lucio Dalla ha cantato la vita di tutti i giorni, la politica, l’amore, l’Italia, persino il rapporto con il progresso, cimentandosi in modo mirabile con i più diversi generi musicali». «L’Italia - conclude il presidente del Senato - perde oggi uno dei suoi figli più rappresentativi e importanti.
La commozione di Gianni Morandi al Tg1
Rcd LA POLITICA - «Lucio. Anni di amicizia. E valanghe di ricordi. Non è giusto, no» scrive Walter Veltroni; «Addio Lucio Dalla, ricorderemo per sempre le tue belle canzoni» è il messaggio di Roberto Formigoni. «Un amico caro, un amico della Puglia e dei pugliesi. Rimarrà nei nostri cuori» aggiunge Nichi Vendola. Anche il Bologna Calcio, tramite il suo sito internet, invia le condoglianze per la morte di Dalla, «un grande amico e tifoso rossoblù, un bolognese vero, uno dei più grandi artisti che l’Italia abbia mai avuto». «Sono sconvolto per la morte di Lucio Dalla: amico che ha fatto sognare intere generazioni. Prego per lui perchè so che ci ha sempre creduto», scrive su Twitter il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini. «Piango l’amico e l’immenso uomo del nostro tempo, Lucio Dalla», ha invece detto Bobo Craxi. «Dispiaciutissimo per la scomparsa di un vero grande», ha invece detto il segretario del Pdl Angelino Alfano. L’ultima esibizione di Lucio Dalla
REPUBBLICA.IT - CRONACA
ROMA - Vittima di un attacco cardiaco, è morto il cantautore Lucio Dalla. Si trovava a Montreux, in Svizzera, per una serie di concerti. Il 4 marzo avrebbe compiuto 69 anni.
Pare che a dare per primi la notizia siano stati i frati della Basilica di San Francesco d’Assisi. Su twitter, alle 12,10, 23 minuti prima dei lanci d’agenzia, attraverso il profilo della rivista San Francesco patrono d’Italia. Dove è apparso anche un servizio di cordoglio e anche l’ultimo racconto scritto da Dalla, protagonista un francescano. "E’ morto Lucio Dalla - si legge nel messaggio -, dolore e sgomento della comunità francescana conventuale di Assisi per l’improvvisa scomparsa del cantautore di Dio...".
"Era contento di come era andato il concerto - fanno sapere dalla Midas, società di comunicazione nel mondo della musica e dello spettacolo fondata da Michele Mondella -. Stamattina si è svegliato, ha fatto colazione, un paio di telefonate", poi il malore.
"L’ho sentito ieri sera, vivissimo". E’ la testimonianza di Roberto Serra, bolognese amico storico di Lucio Dalla e fotoreporter di professione. Non ci voleva credere. "Non è possibile, mi ha telefonato ieri sera, stava benissimo, ed era felice, tranquillo, divertito e in pace con se stesso. Contento per un’intervista che gli avevano fatto e per il tour europeo appena cominciato. Diceva che era emozionante ritrovare i luoghi di un analogo tour di trent’anni fa e di trovare, pur nella diversità delle situazioni, la stessa positiva risposta di pubblico di allora. Era a Zurigo, stava andando a Montreux. Era felice".
A Montreux, ieri sera, Dalla ha portato regolarmente a termine il suo concerto. Chi invece non riesce a proferir parola è Ron, a lungo partner musicale di Lucio. Le lacrime, al telefono, soffocano ogni tentativo di aprir bocca. Francesco De Gregori non parla. Ne avrebbe da raccontare, lui che con Dalla cambiò la storia della musica dal vivo in Italia con la tournée in coppia Banana Republic. Lui che con Dalla aveva ripetuto l’esperienza tra 2010 e 2011, riempiendo arene e palazzetti in tutta Italia.
L’ultima tournée di Lucio era cominciata a Lucerna il 27 febbraio ed era proseguita la sera successiva a Zurigo. Dopo la tappa di Montreux, Dalla avrebbe suonato a Basilea, Berna, Ginevra, Lugano, Parigi, Dusseldorf, Amburgo, Brema, Francoforte, Lussemburgo, Stoccarda e Monaco, fino alla tappa conclusiva di Berlino. Il tour seguiva la recente pubblicazione di Questo è Amore, doppio cd contenente alcune rarità della sua sterminata discografia, e la produzione e realizzazione di Nanì e altri racconti..., il nuovo album di Pierdavide Carone.
Assume così una valenza particolarmente simbolica proprio il recentissimo passaggio di Lucio Dalla a Sanremo, manifestazione a cui i cantautori hanno sempre guardato con diffidenza. Col senno di poi, il suo salire sul podio per assumere la direzione dell’orchestra durante il brano di Davide Carone Nanì , di cui era autore, sorridendo a favore di telecamera, appare come l’inconsapevole saluto di un artista indimenticabile ai milioni di telespettatori sintonizzati sul Festival.
Un saluto anche amaro. Perché Lucio Dalla non si era limitato alla passerella e aveva rinunciato a picconare il carrozzone sanremese da cui si era tenuto lontano per moltissimi anni. Durissimo il suo attacco all’intromissione di Celentano in una manifestazione dedicata alla canzone. "Non credo ci sia mai stato un Sanremo peggiore - dichiarava a Repubblica -. Non perché la canzone di Pierdavide Carone è stata subito eliminata dalla giuria demoscopica, ma è inusuale un cantante che s’improvvisa sociologo e per cinquanta minuti tiene in ostaggio l’Ariston quando farebbe bene a cantare e basta". Poi, l’affondo sulla giuria demoscopica: "Ma quale giuria di qualità? Ma li ha visti? Tutti appollaiati lì a far caciara, con l’ansia di apparire in video. E’ una giuria fatiscente, in grado di esprimere giudizi sulla festa di piazza che è diventata Sanremo, non certo sulla qualità delle canzoni".
Lucio Dalla, di lui racconteranno tanto i luoghi della nascita e della morte. Bologna e Montreux, sintesi estrema dell’amore di Lucio per il jazz. La Bologna delle cantine fumose, così ben raccontata dal cinema di Pupi Avati, culla di tanto jazz italiano. E la Svizzera Montreux, capitale europea delle "blue notes", sede di uno dei più celebrati festival internazionali dedicati al genere. Simboli nobili e perfetti, Bologna e Montreux, per inquadrare come in due parentesi il viaggio sulla terra di un artista destinato non farsi inquadrare negli schemi troppo rigidi della canzone, pronto a improvvisare e a sperimentare, a cambiar pelle, da semplice a sofisticato, a divertire e soprattutto a sorprendere.
E che dire di quel mese, marzo, che da oggi ricorderà non solo la sua nascita ma anche la sua morte. Proprio a Sanremo, Lucio Dalla presentò nel 1971 quella straordinaria canzone intitolata con il giorno del suo debutto alla vita: 4 marzo 1943, tratta da un testo della poetessa Paola Pallottino, gli valse il terzo posto assoluto. "Per la gente del porto io sono Gesù Bambino...". La storia era solo all’inizio.
(01 marzo 2012)