Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
Ieri, su Internet, si vedeva la foto dell’onorevole Casini seduto a gambe larghe su uno sgabello, la manica destra della camicia tirata su, un affare in bocca che poteva essere un ciucciotto o un rotolo di carta (si trattava in realtà di un tampone per prelevare la saliva). Era la foto-cronaca di un momento-clou della giornata di ieri, quello in cui i parlamentari si sottoponevano al test anti-droga organizzato dall’Udc, il cattolicissimo partito sempre in bilico tra centro-destra e centro-sinistra.
• Una buffonata o no?
Quelli di An non ci sono andati, sostenendo che era una buffonata. Hanno annunciato di aver organizzato l’analisi tricologica, cioè il test sul capello, l’unico in grado di stabilire se si è presa qualche porcheria negli ultimi sei mesi. Invece – dicono quelli di An e i particolare l’onorevole Ignazio La Russa – il triplo test dell’Udc serve solo a vedere se ti sei fatto nelle ultime quarantotto ore. E ieri era mercoledì. Come dimostra il caso dell’onorevole Mele, i giorni pericolosi sono il sabato e la domenica, troppo lontani.
• In che consisteva questo triplo test?
In piazza Montecitorio, sotto lo striscione Test antidroga per i parlamentari, l’Udc ha fatto venire un’ambulanza dell’Unità mobile di rianimazione. Dentro, quattro infermiere hanno preparato i tamponi per la saliva, le provette per le urine e le siringhe per l’esame del sangue. Fuori, in attesa, una bella folla di deputati in gessati blu e grigi, all’ombra di un gazebo o seduti su una sedia. Attesa lunga e numeretti per la fila. L’onorevole Vietti ha aspettato due ore.
• Ci saranno andati solo quelli dell’Udc.
No, si sono visti anche un po’ di leghisti (Caparini, Cota, Gibelli), qualcuno di Forza Italia (Bernardo, Caligiuri, Germanà, Sanza), poi quelli di An, capeggiati da La Russa, che il test l’hanno fatto spiegando che non serviva a niente: venissero invece al laboratorio dietro il Pantheon, dopo le cinque, a fare l’esame tricologico... Qualche parlamentare donna, tra cui la Gabriella Carlucci, nessuno di sinistra. I risultati verranno resi noti stamattina. Ma test simili vanno fatti di sorpresa.
• A proposito, l’onorevole Mele si è visto?
No, l’onorevole Mele, dell’Udc, non si è visto. Per sfottere lui e l’Udc a un certo punto sono arrivati gli antiproibizionisti – cioè quelli che teorizzano la libertà di consumare droga quanto si vuole, senza che vi siano limitazioni di legge – portando mele e pere e gridando « una farsa». Diliberto, il capo dei Comunisti italiani, che passava in quel momento, s’è messo a ridere e ha detto: «Ma la Wasserman non la fanno?». La Wasserman sarebbe il test antisifilide. Sì, l’onorevole Mele è nei guai e il ridicolo di cui gli oppositori hanno circondato l’iniziativa dell’Udc è anche colpa sua. La procura di Roma ha aperto un fascicolo e ipotizzato il reato di cessione di stupefacenti. Il racconto della ragazza che stava con Mele al Flora contraddice completamente la versione del deputat Mele avrebbe portato in camera questa Francesca Z., avrebbe pagato 500 euro, poi avrebbe tirato fuori lui la cocaina, quindi avrebbe preteso che si chiamasse una seconda ragazza, a cui poi avrebbe regalato altri 300 euro. L’onorevole Grillini vuole sapere chi era l’amico a cena con Mele a piazza Farnese, quello che si sarebbe dileguato all’arrivo di Francesca. Se s’era dileguato, come mai è stata chiamata un’altra signorina? Francesca dice che Mele non l’ha aiutata per niente quando stava male e che l’autoambulanza se l’è praticamente dovuta chiamare da sola. Fa anche impressione il costo della notte brava, tra regalini alle prostitute, camera al Flora (tra i più cari di Roma) e coca per tutti si tratta di parecchie migliaia di euro. E c’è il problema politico, a cui quelli dell’Udc sfuggono parlando di speculazioni: come è possibile aver portato in Parlamento un soggetto simile, che Forza Italia, infatti, non aveva voluto accogliere?
• Però i test anti-droga servirebbero, no? Non c’era una legge che li prevedeva?
Sì, c’è una legge preparata dalla stessa Udc e che prevede test anti-droga per piloti, autotrasportatori e altri soggetti che fanno lavori in cui bisogna avere la testa sgombra. Tra questi c’erano pure i parlamentari, ma la Commissione Affari costituzionali – in perfetto spirito di casta – li ha tolti dall’elenco. Ricorderà anche lei che un po’ di tempo fa quelli delle Iene passarono con una scusa un tampone sulla faccia di un mucchio di parlamentari e poi gli fecero il test anti-droga. Quello sì, autentic infatti risultò che uno su tre si faceva alla grande. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 1/8/2007]
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