Massimo Gaggi, Corriere della Sera 2/8/2007, pagina 22., 2 agosto 2007
Due terzi degli americani sono sovrappeso, oltre il 30 per cento dei cittadini è obeso e secondo la John Hopkins University nel 2015 le persone con 10-15 chili in più del dovuto saranno il 75 per cento del totale, mentre gli obesi saliranno al 41 per cento
Due terzi degli americani sono sovrappeso, oltre il 30 per cento dei cittadini è obeso e secondo la John Hopkins University nel 2015 le persone con 10-15 chili in più del dovuto saranno il 75 per cento del totale, mentre gli obesi saliranno al 41 per cento. In America la copertura sanitaria, che non è a carico dello Stato, viene garantita dalle imprese. Però, proprio a causa dell’aumento di obesità e di malattie legate all’obesità, il costo delle assicurazioni sanitarie è sempre più alto e le aziende si stanno ribellando. All’inizio si sono limitate a incoraggiare i comportamenti virtuosi: premi per chi si mantiene in forma, palestre gratis in fabbrica, verdura e frutta gratis nelle mense aziendali, soldi in più a chi segue una dieta dimagrante o accetta di sottoporsi ciclicamente ad analisi cliniche. Siccome i risultati finora sono stati scarsi, stanno passando alle maniere forti: la Scotts, che produce fertilizzanti, ha cominciato a licenziare i dipendenti che, in base ai test, risultano avere nicotina nel sangue; anche la Weyco licenzia i fumatori e obbliga tutti a sottoporsi alle analisi (se si rifiutano il loro contributo all’acquisto della polizza sanitaria sale di 65 dollari al mese). C’è poi il caso della Clarian, azienda dell’Indiana, che dal 2009 ai dipendenti oltre certi parametri in termini di peso, livello di colesterolo e pressione del sangue toglierà 30 dollari di stipendio ogni due settimane (10 per ogni test fallito).