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 2007  agosto 02 Giovedì calendario

FURTI E RAPINE SUI TRENI

Arsenio Lupin viaggia in Eurostar. Boom di furti e rapine sui treni di Caterina Pasolini. Roma. il treno dei desideri, per loro. Non importa che sia più o meno puntuale, un intercity di lusso, un vagon lits di cinematografica memoria, una carrozza di prima classe o un locale affaticato dagli anni sulle tratte di provincia. Quelle carrozze racchiudono un patrimonio viaggiante che fa gola a manolesta professionisti, pronti ad accaparrarsi la borsetta di una signora accaldata e distratta in cerca di un posto libero o la valigia di chi, con troppi bagagli per controllarli tutti, si aggira tra le pensiline.
Ladri e rapinatori che aspettano nel buio che cali il sonno tra gli stanchi viaggiatori delle cuccette, vittime di furti e rapine durante la notte tra perizia e uso di sonniferi: 360 nel 2004, 580 nel 2006 e già 125 quest’anno. E tra i ladri viaggianti la novità sono gli emuli di Arsenio Lupin che messo il vestito da manager alleggeriscono di soldi e carte di credito i viaggiatori dei treni di prima classe. Convinti di trovarsi in zona sicura.
Caccia al ladro, caccia al passeggero distratto, caccia alla buona occasione tra binari e biglietterie, tentazioni e rischi che si moltiplicano con l’arrivo dell’estate, delle vacanze, dei turisti che affollano i treni e le stazioni. Ogni anno sono oltre 11 mila i furti denunciati, i passeggeri derubati più spesso in carrozza che in stazione: nei primi quattro mesi di quest’anno i furti e le rapine sono aumentate del 30 per cento rispetto allo stesso periodo del 2006 passando da tre a quattromila.
"Siamo in pochi", lamentano i cinquemila agenti della polfer che devono controllare un mondo nel quale ogni giorno corrono 7.000 treni e viaggiano un milione e mezzo di passeggeri. Senza contare i quasi due miliardi di persone che frequentano le stazioni ogni anno. Lavoro duro, lavoro di esperienza, con occhio vigile e mezzi ridotti anche perché, oltre al fatto che il personale della polfer che va in pensione spesso non viene sostituito, i quasi 200 vigilantes che nel 2005 le ferrovie avevano messo di appoggio e prevenzione sono stati "aboliti" per abbattere i costi. E i risultati della mancanza di personale si va ad aggiungere, spiegano alla polfer, agli effetti dell’indulto che ha rimandato dalle celle ai binari centinaia di manolesta professionisti.
E così davanti all’aumento del 30 per cento dei furti in quattro mesi le ferrovie - pur sottolineando che si parla di 11 mila all’anno rapportati a settemila treni passeggeri al dì - hanno deciso di mettere riparo. Così quest’anno verranno spesi 17 milioni di euro per la sicurezza di soldi e bagagli di chi viaggia. Un programma articolato che vedrà anche l’installazione di 85 circuiti di telecamere nelle stazioni. E soluzioni di sicurezza per le zone a rischio, come le biglietterie automatiche, dove si stanno studiando accorgimenti salva bagagli che verranno provati prima a Roma Termini.
Oltre alle novità "tecniche", le Ferrovie hanno deciso di stipulare nuove convenzioni e di prevedere nuovi incentivi per gli agenti della polfer che ogni anno arrestano più di tremila ladri e ne denunciano novemila. Per dare più sicurezza anche a chi viaggia sui treni della notte con l’incubo del sonnifero spruzzato dal ladro "armato" di chiavi pass-partout e pronto a tirare il freno a mano in aperta campagna per dileguarsi sicuro.
Sono loro, i poliziotti, quelli che hanno il "polso della situazione", che ti raccontano come nonostante la tecnologia avanzi restano in voga le classiche tecniche del gelato o del caffè gettato sul malcapitato per distrarlo e alleggerirlo dei soldi. Di quanti ancora, appena saliti in carrozza, si affacciano gentili al finestrino per dare informazioni a un passante, ignari del complice che gli sta rubando la valigia alle spalle.
E nel panorama "tradizionale" emerge un nuovo ladro.
Nessun vestito stropicciato o barba lunga, ma aria da manager indaffarato, impegnato tra telefonate di lavoro e l’aria di chi va di fretta. Cliente rigorosamente solo dei treni veloci e della prima classe, in un momento di distrazione sfila il portafoglio al vicino, scende dal treno alla prima fermata, dai documenti risale al numero di casa e avverte dell’avvenuto ritrovamento. Così l’ingenuo, convinto che il tutto gli verrà rispedito non blocca le carte di credito. Ritrovandosi, come un industriale milanese derubato del portafoglio sul Venezia Milano, alleggerito di 18mila euro in poche ore.
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FURTI SU TRENI: +8,6% NEL 2007, ARRESTI POLFER 1.620 IN 6 MESI
Tremiladuecentosedici furti sui treni nei primi sei mesi del 2007, una media di 18 ogni 24 ore: "non tantissimi, se si pensa che ogni giorno i viaggiatori sono un milione e mezzo, ma comunque troppi per chi ne e’ vittima: ecco perche’ in coincidenza dell’esodo estivo abbiamo ulteriormente intensificato i controlli, a partire da quelli notturni. E altrettanto faremo nelle prossime settimane". Pietro Milone, primo dirigente del Servizio di Polizia ferroviaria, guarda con preoccupazione all’aumento del fenomeno (da gennaio a giugno dell’anno passato i furti erano stati 2.960, l’8,6% in meno) ma sottolinea con legittimo orgoglio i risultati dell’attivita’ di contrasto: "sempre nei primi sei mesi di quest’anno - ricorda - abbiamo arrestato 1.620 persone e ne abbiamo denunciate a piede libero altre 5.200. Se i ladri non vengono colti in flagrante, codice alla mano non possono essere ammanettati, nemmeno se li trovi con ancora addosso la refurtiva". C’e’ anche un altro dato in qualche modo incoraggiante: "le rapine, quelle cioe’ accompagnate da episodi piu’ o meno gravi di violenza, sempre nei primi sei di quest’anno sono state ’soltanto’ 54. Episodi come quello, recente, del milanese malmenato da quattro napoletani sull’espresso Milano-Roma sono, per fortuna, isolati, e quasi sempre si concludono con l’identificazione dei responsabili". Le tratte piu’ pericolose - spiega Milone - sono quelle a lunga percorrenza sull’asse Napoli-Roma-Firenze-Milano: "le ore piu’ a rischio sono naturalmente le notturne, quando i convogli sono meno affollati e l’attenzione dei viaggiatori si riduce. Le tecniche? Sempre le stesse, le piu’ collaudate. Sono pochi, contrariamente a quel che si puo’ pensare, i colpi messi a segno con spray al sonnifero: il loro uso configura una violenza e qualche severa condanna rimediata in tribunale ha indotto i ’topi di treno’ a piu’ miti consigli. La maggior parte aspetta che la vittima di turno esca dallo scompartimento o si addormenti per entrare in azione". "La raccomandazione principe e’ sempre lo stessa - ribadisce il dirigente della Polfer - : non lasciare incustoditi i bagagli, il pc, il palmare. E se si esce dallo scompartimento o dalla cuccetta, portare con se’ la giacca, o la borsa, con il portafogli. Le Ferrovie stanno sperimentando un sofisticato sistema di videosorveglianza esteso a bordo treno, ma se le videocamere sono troppo individuabili potrebbero risultare facili da neutralizzare. Piuttosto, una cosa da fare subito sarebbe la sostituzione del tipo di serrature usato per le cuccette: quello attuale puo’ essere aperto con una chiave quadra facilmente reperibile in qualsiasi negozio di ferramenta". (Agi)
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ASSALTO AL TRENO (tre interventi dal programma "La radio ne parla", Radiouno, 28/6/2007)
1) Un vademecum della polizia contro furti e rapine
Portare il denaro o i documenti in borse a tracolla o in tasche interne chiuse; prestare attenzione agli oggetti personali quando si scende dai treni; non lasciare mai oggetti di valore sul carrello portabagagli; appendere giacche o borse senza lasciare all’interno portafogli, orologi, o cose preziose; non scegliere scompartimenti isolati. Sono alcuni dei suggerimenti contro furti o borseggi durante i viaggi in treno contenuti in un vademecum realizzato dalla Polizia.
L’iniziativa rientra nel progetto ’Verso Sud’, un vero e proprio tour della legalita’ inserito nell’ambito del Programma operativo nazionale (Pon) ’Sicurezza per lo Sviluppo del Mezzogiorno d’Italia’, realizzato dal Ministero dell’Interno e co-finanziato dall’Unione europea, ripartito in questi giorni dopo l’esperienza dello scorso anno.
Il vademecum tascabile si potra’ prendere gratuitamente nelle stazioni ferroviarie e sara’ a disposizione dei passeggeri di treni a breve o lunga percorrenza: Intercity, locali, regionali
e Eurostar.
2) Pietro Milone, direttore Seconda divisione Polizia Ferroviaria
«Siamo nella media di tutti gli altri servizi di polizia. Il problema è che l’età media dei nostri operatori si è alzata; i problemi di organico di tutto il corpo non consentono nuove immissioni in ruolo.
La notte non abbiamo il massimo del personale e non possiamo costringere i nostri operatori a fare turni notturni.
Noi dovremmo implementare i servizi sui treni, anche con la videosorveglianza.
Alcuni poliziotti vigilano in stazione, altri controllano la strada ferrata e percorrono le strade adiacenti alla strada ferrata per prevenire furti di rame o blocchi di scambio per assaltare i treni merce e rapinarli.
Ogni compartimento di Polfer stabilisce le direttive.
Sul treno ci sono minimo due poliziotti che hanno competenze territoriali che si fermano dove finisce il compartimento.
Le scorte si fanno in abiti civili più che in uniforme per poter agire meglio.
Quando si è in abiti civili si agisce a discrezione dell’operatore stesso.
Le scorte in divisa servono più che altro per la prevenzione e la dissuasione e i compiti sono fissi. Se succede qualcosa a bordo i poliziotti si fermano nella prima stazione utile e operare.
C’è una carenza di organico in generale. Come Polfer siamo avvantaggiati rispetto alla polizia ordinaria, perché con gli avventi dei grandi colossi si sono dotati di sistemi di videosorveglianza e di centrali operative che semplificano la vita.
Solo alcuni treni hanno questa possibilità.
I Lof (ladri operanti in ferrovia) sono specializzati su "bordo treni" e sono maggiormente extracomunitari».
3) Franco Fiumara, responsabile sicurezza Ferrovie dello Stato
«Nelle stazioni circolano tra 1,5 e i 2 mld di persone ogni anno. I passeggeri dei treni italiani sono 500mln all’anno (45mln al mese). I treni passeggeri sono, ogni giorno, 7200.
Se facciamo le statistiche vediamo che si verifica un episodio ogni 85.000 persone
Sono 70 treni notturni ogni giorno, di cui 30, diciamo, più a rischio.
Il capotreno può chiamare la Polfer che è collegata con noi con i telefonini GSMR (il sistema delle Ferrovie).
Tutti gli anni gli episodi oscillano tra gli 11 e i 14.000 episodi che riguardano però tutti: treni e stazioni.
La denuncia va fatta alla Polfer del luogo di destinazione entro 24 ore.
Da 5 anni c’è un indennizzo da parte di Trenitalia fino a 500 euro, ma bisogna dimostrare che c’è stata negligenza da parte di Ferrovie.
L’istituto di vigilanza privata è consentita solo per il patrimonio di Trenitalia; non per le persone e neanche per i beni di terzi. Per cui, in caso, di rapina i vigilantes non potrebbero intervenire sui ladri, a meno che non stiano sottraendo materiale di Trenitalia o FS.
I vigilantes sono stati utilizzati su alcuni treni solo nel 2006 e i reati non sono diminuiti.
I furti nel 2006 sono stai: in treno 5966, in stazione 5315. Rispetto all’anno precedente aumentano i furti sui treni e in stazione.
Ma rimaniamo tra i più bassi in Europa: in Germania nel 2004 le offese alla proprietà sono state 29.235, in Uk 21.2229, la Francia non ha dichiarato i propri dati.
Negli altri paesi, però, non esiste la Polizia ferroviaria.
In Germania non esiste polizia ferroviaria. Lo fa la polizia di confine con circa 500 persone. In Spagna neanche esiste se ne occupano circa 300 persone della Renfe. In Francia circa 300, ma appartengono anche lì alla società ferroviaria.
Nei prossimi 4 anni spenderemo 60mln di euro per recinzione parchi, telecamere, sviluppo software di gestione a cui si aggiungono i 25mln euro l’anno per la Polfer.
Ferrovie deve dare, infatti, tutta una serie di attrezzature alla Polfer.
I costi fissi sono dati da caserme e alloggi per Polfer accanto alle spese di funzionamento: pc, scrivanie e indennità di vigilanza e di scorta che sono riconosciute x le attività svolte a bordo dei treni».