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 2007  agosto 02 Giovedì calendario

CONCIA

CONCIA Anna Paola Avezzano (L’Aquila) 4 luglio 1963. Politico. Copresidente di Gayleft. Nel 2008 eletta alla Camera (Pd)• «’Mi ha chiesto: cosa vuoi di giornali? E io, per provocarla: beh, Liberazione, l’Unità, il manifesto... Non ha fatto una piega. Si è presentata in ospedale con tutta la mazzetta, incartata però in un Avvenire fresco di stampa: sai com’è, mi ha detto, il venerdì c’è uno splendido inserto sulla famiglia”. Esempio di dialogo della ”strana coppia”: Anna Paola Concia e Paola Binetti. La ex tennista e la neuropsichiatra infantile. La diessina copresidente di Gayleft e la senatrice teodem. Diventate amiche quasi per caso. andata così: Anna Paola si è ammalata all’improvviso, di tumore alla tiroide. Il suo medico personale le ha detto che doveva operarsi in 24 ore. Lei ha scelto il Campus Biomedico: lo stesso dove insegna Binetti. Che con un sms l’ha avvisata che avrebbe assistito all’operazione. ”Lì per lì non ho fatto una piega, mi è sembrato un gesto di attenzione”, racconta Anna Paola. E così è stata Binetti a tenerle compagnia mentre il liquido dell’anestesia faceva il suo dovere, e a risvegliarla chiamandola per nome. ”Diceva frasi incomprensibli”. Lei a spiegare a sorella e amiche di Anna Paola esito dell’operazione e decorso. E lei a portarle anche i giornali. In 24 ore, la ”Grande avversaria” di Concia si è trasformata in una cara amica. stata la stessa Anna Paola Concia a raccontarlo ieri in una lettera all’Unità. Titolo: ”Io, lesbica assistita dalla Binetti”. Una confessione pubblica di quello che, da rapporto conflittuale e politicamente difficile, è diventato invece un sodalizio umano. ”Nato per caso – ammette Binetti ”. Dopo essere caduta come una stupidona nel trappolone dello show tv, quello dove ho definito ”malati’ i gay, sono diventata l’icona negativa per la comunità omosessuale. Binetti uguale diavolo. Anna Paola scrisse un articolo su di me su l’Unità: ”Cara Binetti, guariscici’”. ”E il risultato – racconta Concia – è che lei mi telefonò: ”Scusa, non avevo capito la sofferenza che potevo provocare. Sono stata travisata’. Allora ci siamo viste e abbiamo parlato. Volevo farle capire chi sono gli omosessuali. Devo dire che ci ho messo meno a spiegarlo a lei che a tanti dirigenti del mio partito. Entrambe abbiamo percepito che ci ostacolava un pregiudizio reciproco. Il punto di incontro? La sofferenza”. Un avvicinamento che ad Anna Paola è costata più di una critica da parte del mondo gay: ”Ma come, mi dicevano, frequenti quella lì? E invece, quando ho incontrato Paola ho avuto una splendida sensazione: di una persona piena di passione e di rigore. Una che crede in quel che fa. Non è mai strumentale. E dove si trovano più persone così in politica?”. Ammissione simile per Binetti: ”Con Anna Paola siamo diventate amiche. Ma non vorrei neanche parlarne troppo, perché ho timore che poi anche questo sentimento si sciupi con la pubblicizzazione. Stupore? E perché? Non ho mai avuto pregiudizi verso nessuno. Con Anna Paola ci siamo confrontate davvero. E lei ha capito, ad esempio, che sul riconoscimento dei diritti individuali sono una loro alleata. una coraggiosa. Una che ha sofferto molto, e che per questo protesta ma non offende mai gli altri”. E la malattia? ”Assisterla per me è stato naturale. Sono un medico. E si operava nell’ospedale dove insegno. stato un modo per farle capire anche lo spirito del mondo cattolico vero, che non fa distinzioni di nulla”. Conclude infine Concia: ”Sì, possiamo dire che siamo diventate amiche. A Paola porto rispetto. E a chi mi obietta che non dovrei rivolgerle la parola, rispondo che invece è proprio gente come lei che dobbiamo convincere. Preferisco un avversario esplicito a un subdolo alleato. Ad alcuni del mio partito, ad esempio, che proprio mentre ero in ospedale mi accoltellavano alle spalle. Nomi? Non ne faccio. Sono una persona seria, io”» (Angela Frenda, ”Corriere della Sera” 2/8/2007).