Maria Novella De Luca, la Repubblica 2/8/2007, 2 agosto 2007
MARIA NOVELLA DE LUCA
ROMA - La Venere torna, il Lisippo no, ma il successo c´è tutto, e per l´Italia è davvero un bel giorno. Dopo due anni di trattative, aspre e durissime, sotto l´incudine di un embargo che avrebbe estromesso il Getty da qualunque prestito di arte italiana e dalla consultazione delle nostre preziosissime fonti, il grande museo di Los Angeles e Malibù ha ceduto alle richieste del ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli. Dalla California torneranno in Italia 40 reperti archeologici, e tra questi la bellissima Afrodite di Morgantina, trafugata in Sicilia negli anni Ottanta, nascosta in Svizzera, e acquistata dal Getty a Londra nel 1988. Ma per rivedere in Italia la "Statua di culto di una Dea" questo il nome dato dagli americani della Venere siciliana, bisognerà aspettare il 2010, mentre il resto del "tesoro" dovrebbe arrivare già nei prossimi mesi. Soddisfatto, anzi felice, il vicepremier Rutelli, che ha definito «storico» l´accordo con il direttore del Getty, Michael Brand, accordo deciso davvero all´ultimo momento, a poche ore da quell´ultimatum, il 31 luglio, che il ministero dei Beni Culturali aveva fissato come data irrevocabile per non rompere definitivamente i rapporti con il museo.
Entrambe le parti, si legge sui diplomatici comunicati, si dichiarano contente della pace raggiunta, e nelle prossime settimane verrà stabilito il calendario per il rientro delle 40 opere. Al centro del contendere resta però il famosissimo «Atleta di Lisippo», stupenda e intatta statua greca ritrovata da un pescatore nelle acque al largo di Fano, nelle Marche, nel 1964. Arrivata dopo incredibili giri di tombaroli, trafficanti e collezionisti senza scrupoli al Getty museum, che la comprò negli Stati Uniti per 4 miliardi e 750 milioni di lire, oggi la statua è «sotto processo» a Pesaro. Mentre gli americani sostengono infatti che il «Getty bronze» si trovava in acque internazionali quando venne ritrovato, gli italiani da sempre ne rivendicano la territorialità. Tanto che, sulla base di prove e documenti, adesso la Procura di Pesaro ne ha chiesto la confisca, ipotizzando per la prima volta il reato di contrabbando. E infatti nell´accordo sottoscritto tra Rutelli e Brand si legge che le parti «concordano di rinviare ulteriori discussioni alle risultanze del procedimento in corso a Pesaro».
Per il patrimonio artistico italiano il ritorno dei capolavori del Getty, che segue la restituzione di quelli del Museum of Fine Arts di Boston, è davvero un´inversione di tendenza. Dopo anni e anni di saccheggi, culminati in processi clamorosi come quello contro il trafficante d´arte Giacomo Medici e contro Marion True (ex curatrice appunto del Getty Museum) oggi la vita dei ladri e dei riciclatori di capolavori sembra essere diventata più dura. I traffici però continuano. Bruciate infatti le rotte tradizionali, nelle quali fino a poco tempo fa transitavano i pezzi trafugati, la Svizzera in primo luogo e poi le grandi case d´asta di Londra e New York, oggi il mercato si è spostato nel ricchissimo estremo oriente e nei paradisi del narcotraffico, dove le opere d´arte sono uno dei metodi, più sicuri, per riciclare denaro sporco.