Irene Maria Scalise, la Repubblica 2/8/2007, 2 agosto 2007
Siesta. Parola spagnola, dal latino sexta hora, l´ora sesta, il mezzogiorno solare. In Italia è controverso che sia benefica, anzi, per alcuni è nociva
Siesta. Parola spagnola, dal latino sexta hora, l´ora sesta, il mezzogiorno solare. In Italia è controverso che sia benefica, anzi, per alcuni è nociva. In Cina è un diritto dei lavoratori, garantito dalla Costituzione, in Giappone un rimedio al superlavoro (sono state inventate delle capsule per favorirla). In Europa il comune di Vechta, in Germania, dispone per i lavoratori 20 minuti di riposo quotidiani. In controtendenza il premier spagnolo Zapatero, che nel 2005 ha ridotto la pausa pranzo degli uffici pubblici da due a un´ora. In Svizzera alcuni Best Western Hotel sono stati trasformati, prima in via sperimentale, poi definitiva, in Siestahotel: il servizio offerto comprende pranzo e in successione disponibilità di camera o lettino all´aperto, con tanto di coperte e borse d´acqua calda. Lo scrittore francese Frèdèric Ploton, seguace di Bruno Comby (già autore di Elogio della siesta), ha appena pubblicato il saggio Manuale di Siestologia. Per espletare al meglio il sonnellino suggerisce l’uso di tappi per le orecchie e mascherina per gli occhi. Per garantirsi un risveglio dignitoso meglio puntare la sveglia e, se possibile, procurarsi un piccolo cuscino gonfiabile. Consigliabile anche appisolarsi sempre alla stessa ora, allentare la cravatta e togliersi le scarpe. Mai prendere impegni nel primo pomeriggio, non superare i due caffé del mattino, allontanarsi da luoghi rumorosi e tenere alla larga quelli che lui i definisce delatori del riposo. Tre le tipologie di siesta: riparatrice, durata fino a un´ora e mezzo; standard, dai 10 ai 30 minuti (consigliata da molti perché garantisce l´assopimento ma non lascia storditi); curativa, da pochi secondi a 10 minuti. In spiaggia meglio se riparati da zanzariera e cappello di fresca paglia.