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 2007  agosto 02 Giovedì calendario

Tutta colpa di Pirandello. Se quella sera del 1980 a accompagnare Enzo Siciliano a teatro ci fosse andata la moglie, Flaminia Petrucci, oggi forse Francesco non farebbe l’attore

Tutta colpa di Pirandello. Se quella sera del 1980 a accompagnare Enzo Siciliano a teatro ci fosse andata la moglie, Flaminia Petrucci, oggi forse Francesco non farebbe l’attore. «Papà la trascinava sempre, quando doveva scrivere le sue critiche teatrali. Ma quella volta mamma disse no. E così lui scelse me. Avevo 12 anni. Disse: "Pirandello non ha mai fatto male a nessuno". Mi piacque. E così mi ficcai in testa l’idea di fare l’attore». (Francesco Siciliano con la madre - Foto U.Pizzi) Oggi, a 39 anni, Francesco Siciliano, figlio di Enzo (scomparso il 9 giugno del 2006), è in giro per l’Italia con ”Elettra”, di Marguerite Yourcenar, due fiction in uscita (’Gente di mare 2” e ”Caravaggio”), e la regia di un film in cantiere. Francesco prende con ironia anche questa sua estate nomade: «Ricorda un po’ il film ”Turné” di Salvatores... D’altronde, la vita di noi attori è fatta così. Infatti mio padre voleva facessi il giornalista». Alla fine, per fargli digerire la scelta, i due strinsero un patto: «Se entravo in Accademia lui dava il suo ok. Ce la feci. E lui capì che ero felice così. Era famoso per essere un antipatico musone. In realtà era dolcissimo. A me e a mio fratello Bernardo, che fa il pittore, ci ha sempre sostenuto. Forse perché lui aveva dovuto combattere. Veniva da una famiglia molto umile della Calabria. Agli studi, a Roma, lo aveva mantenuto uno zio fascista. Poi, quando si iscrisse al Pci, lo zio gli tagliò i viveri». Un’infanzia felice, quella di Francesco, «vissuta da bambino che è sempre stato il più alto di tutti. Una diversità che mi porto dietro anche ora, che sono un metro e 92. In casa giravano gli amici di mio padre: Pasolini, Bertolucci, Moravia... Ricordo la passione con cui si discuteva». Ma essere il figlio di Siciliano è stato un vantaggio o uno svantaggio? «Mi ha danneggiato. Ho sempre sentito un pesante snobismo intorno a me. Papà presidente della Rai, poi, mi ha molto nuociuto. Ma penso di essere bravo. Certo, si può fare sempre di più». Tipo diventare Scamarcio? «Due anni fa era il regno di Stefano Accorsi. Ora di Scamarcio, che è molto fortunato. Non ci si può incazzare. Solo che tra due anni ce ne sarà un altro, perché le scamarcette saranno cresciute. Il problema semmai è diverso: oramai in Italia tutti girano lo stesso film, fatto di stessi registi, sceneggiatori e attori». (Riccardo Scamarcio - Foto U.Pizzi) Francesco però una qualità se la attribuisce, scherzandoci su: «Sono bello. Sono stato uno dei ragazzi più belli di Roma, altro che Scamarcio...». E le donne? «Mi piacciono molto, ma non da Don Giovanni. In genere mi seducono loro. E poi io ci metto anche del mio». Del suo matrimonio, finito da un anno e mezzo, con Sabina, si è molto parlato ultimamente. L’ex moglie infatti, storica dell’arte, è la nuova compagna del regista romano Nanni Moretti. «Quando ho visto Dagospia ho pensato che per come era costruito il servizio, una foto mia e di Sabina con fotomontaggio di loro due, era un cazzeggio sentimentale pretestuoso. E rivelava un fatto a me noto. Conosco bene Nanni, e sono contento per Sabina. D’altronde, anch’io vivo da tempo un’altra storia d’amore». La fine del loro matrimonio Francesco la attribuisce a colpe reciproche: «Ci siamo sposati dopo la nascita di Viola, che ora ha 7 anni. Poi è venuto Lorenzo. Ho dovuto convincerla, Sabina, per farle dire sì. Si era irrigidita perché già un’altra volta le avevo chiesto di sposarmi, ma poi non avevo rispettato l’impegno. Perché è finita? Io sono troppo testardo. Lei forse troppo rigida. Alla fine, credo che si arrivi a un punto in cui la situazione è impossibile da risolvere. E poi non mi andava neanche più». (Nanni Moretti - Foto U.Pizzi) Ma sono Viola e Lorenzo, adesso, a occupare la vita di Francesco: «Mi rendono migliore. Mi fanno sentire padre dopo essere stato a lungo figlio. Perché a noi 40enni da tempo il sistema ci ha calato nel ruolo di figli per sempre. Ma sia chiaro: me lo avessero consentito, sarei cresciuto anche prima». Dagospia 02 Agosto 2007