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 2007  agosto 02 Giovedì calendario

ELENA DUSI

DAL NOSTRO INVIATO
LONDRA - Sulla faccia nera e martoriata di 120 minatori inglesi si apre un abbozzo di sorriso. Da ieri mattina dopo 9 anni di inattività la cava di carbone di Cwmgwrach ha ripreso a sputare chili di polvere nera. E loro, che da più di vent´anni la polvere sono abituati a masticarla e basta, a fine mese avranno di nuovo uno stipendio. Il direttore della cava si chiama Gerwyn Williams, ha corporatura robusta e occhi duri. Davanti al microfono della Bbc spiega: «Questa miniera è capace di produrre un milione di tonnellate all´anno per i prossimi 25 anni». Gli studi geologici gli danno ragione. Nella cava di Cwmgwrach (che non è un pozzo, ma un deposito orizzontale a livello del terreno) ci sono ancora 90 milioni di tonnellate di carbone. E paradossalmente oggi, nonostante il nucleare, il biofuel, l´eolico e il solare, è a questa fonte antica che si torna a fare affidamento con le previsioni sul petrolio che volgono al brutto. Il prezzo del greggio ha trascinato al rialzo anche le altre fonti. E il carbone, che alimenta per un quarto la macchina energetica mondiale, oggi è venduto a 55 dollari la tonnellata contro i 36 del 2000. Cina e India da sole divorano i due terzi della produzione mondiale, che nel 2003 era di 5.200 tonnellate, ma nel 2030 dovrebbe salire a 7.300.
Nel 1984 Margaret Thatcher piegò i minatori nonostante il Grande sciopero. Da allora la produzione inglese di carbone si è ridotta di un quinto e le miniere sono passate da circa 200 a 52. Oggi i figli di quei lavoratori umiliati sono tornati a indossare stivali e caschetto. Ne rimangono meno di 6mila in tutto il Regno Unito, contro i 700mila del dopoguerra. E molti in realtà arrivano dalla Polonia, perché il carbone in Gran Bretagna ha un indelebile sapore di pane amaro. Williams non se ne fa un problema: «L´estrazione è costosa, ma le condizioni di mercato oggi hanno fatto tornare produttiva questa attività. E se per andare avanti dovremo assumere lavoratori oltreoceano, lo faremo». La società che l´uomo dirige sta per aprire un´altra cava nella zona, ad Aberpergwm, e presto avrà bisogno ancora di 60 uomini disposti a sporcarsi mani e faccia di nero. Questa volta la vittoria simbolica nei confronti della Thatcher sarà ancora più bella, perché Aberpergwm fu abbandonata nel 1985 alla fine del terribile braccio di ferro.
A pochi chilometri da Cwmgwrach sta per cessare le sue attività, ma solo per l´esaurimento della materia prima, anche la storica miniera sotterranea di Tower Colliery, che per scampare alla crisi nel 1994 fu venduta ai suoi minatori. In 240 si unirono in una colletta. Misero 10mila euro e diedero vita all´unico esempio inglese di attività estrattiva autogestita. L´esperimento funzionò e da Tower Colliery ci si attende solo il secchio di carbone finale.