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 2007  agosto 02 Giovedì calendario

Api. Siccità e fioritura anticipata degli ultimi mesi hanno messo a repentaglio la produzione di miele in Italia

Api. Siccità e fioritura anticipata degli ultimi mesi hanno messo a repentaglio la produzione di miele in Italia. Per acacia, castagno, millefiori, eucalipto, melata, la riduzione varia da meno venti a meno cinquanta per cento. In controtendenza, solo agrumi e fioriture di alta montagna. Tra le cause anche l’inquinamento, come sostenuto qualche anno fa dal sindaco di Londra Livingstone, che trasformò gli alveari in oggetti di arredo urbano dei parchi cittadini, col monito ai cittadini che se le api fossero morte per lo smog, anche loro rischiavano. In Italia le maggiori associazioni apistiche italiane denunciano soprattutto l’uso dei fitofarmaci sistemici in agricoltura. Durante l’ultima semina del mais una dispersione intensa di sostanze chimiche contenute nella concia dei semi sul terreno e sulla vegetazione circostante, a cui si sono aggiunti trattamenti insetticidi su cereali da paglia e piante da frutto, ha sterminato le api dei grandi alveari (risparmiando le "api di casa"). Gli apicoltori si sono dati appuntamento a Montalcino ai primi di settembre, per i consueti Stati Generali del Miele. Un recente studio dell´Apat, l´agenzia per la protezione ambientale, ha rilevato inoltre la presenza di oltre cento diversi pesticidi chimici di sintesi nelle acque italiane, causa della riduzione delle popolazioni di insetti utili alla campagna (più di tre quarti delle produzioni agricole è consentita dai pronubi, impegnati a fecondare i fiori e a garantire la riproduzione di semi e frutti). Evidenziando le possibili ripercussioni sull’uomo, che si ciba di alimenti contaminati da pesticidi, la FederBio, federazione degli agricoltori biologici, ha lanciato una proposta provocatoria: basta sovvenzioni pubbliche ai Grandi Inquinatori.