Andrea Galli, Corriere della Sera 2/8/2007, 2 agosto 2007
MILANO
Lo chiameranno «il giorno delle granite», tante se ne sono consumate nei bar. Sgomberi gli scantinati delle case popolari, vuoti i parchetti, libere le strade. Pausa, per la malavita. Per star calmi e zitti. Per vedere. Vedere cosa si muove nella loro Quarto Oggiaro. E se ci sarà una nuova offensiva dopo il blitz, due lunedì fa, della polizia. E però, il punto è: bastano gli agenti? Se ci fosse, fin dall’inizio, una disparità lampante di forze in campo? «C’è – allarga le braccia il senatore diessino Gerardo D’Ambrosio ”. E la colpa è dell’indulto che ha fatto uscire rapinatori a mano armata e personaggi tornati a fare le stesse cose degli anni Novanta, i tempi delle grandi operazioni che decapitarono la malavita».
Prima della sua marcia pro legalità, l’ex magistrato aveva consigliato Letizia Moratti: «Se la prenda piuttosto con il suo Polo che votò l’indulto». Adesso che a Quarto Oggiaro due famiglie fanno marciare un quartiere intero, D’Ambrosio torna sempre lì: l’indulto. Quel «provvedimento che, a parte me e quattro gatti, il mio schieramento ha voluto». un malato che mette contro, Quarto Oggiaro. Il diessino e i suoi. E l’onorevole di Forza Italia Maurizio Lupi e la propria squadra: «Milano la stiamo governando noi. Abbiamo le nostre responsabilità: avevamo promesso ai residenti di Quarto Oggiaro che per il 2005 sarebbero stati pronti un parco da 200 mila metri quadrati, una caserma dei carabinieri, negozi, un teatro...
». E invece? «Siamo in ritardo. E i cittadini aspettano ».
Aspettare. Da quant’è che Quarto Oggiaro aspetta? Nando Dalla Chiesa, sottosegretario nel governo Prodi e che di Quarto Oggiaro promette parlerà con il ministro dell’Interno Giuliano Amato: «Vent’anni. Funziona sempre così: c’è un periodo di emergenza. La si vince e stop, si molla la presa. Abbandonando il luogo che, piano piano, torna alle origini». E se ci sarà mai un modo per frenare l’inversione, «dev’essere legato alla strategia. Che manca. Quanta incidenza avrebbe un piano concordato tra istituzioni, polizia e carabinieri? Molta. Repressione e recupero. l’unica soluzione». Sia mai, taglia giù il coordinatore dei deputati di Alleanza nazionale Ignazio La Russa: «Certi compiti spettano alle forze dell’ordine. Che c’entra il Comune con la delinquenza?».
Ecco, cosa c’entra? Marilena Adamo, capogruppo a Palazzo Marino dell’opposizione: «All’epoca della manifestazione della Moratti, anziché più poliziotti avevamo chiesto che si liberassero gli appartamenti occupati delle case popolari». Ce ne sono 700 su 4 mila, controllate dalle famiglie.
«La maggioranza non ci ha ascoltato». E «non ha ascoltato nemmeno quando proponemmo una commissione d’inchiesta comunale sugli intrecci tra ’ndrangheta e camorra con Milano. Manco non ci fossero». Ci sono. E le granite, prima o poi, si sciolgono.