Elisabetta Soglio, Corriere della Sera 2/8/2007, 2 agosto 2007
MILANO
«Attenti alle scarcerazioni facili». Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, è preoccupata per i «quattro messaggi negativi» che la vicenda di Quarto Oggiaro trascina dietro di sé. E chiede al governo «di fissare con norme più precise il confine tra consumo e spaccio di droga».
I quattro messaggi negativi?
«Il senso di impunità, che questi giovani spacciatori hanno nel momento in cui vengono rilasciati 24 ore dopo essere stati fermati. Il senso di emulazione, che suscitano in altri ragazzini. Il senso di demotivazione delle forze dell’ordine, che fanno il proprio dovere, si mettono in gioco e vedono vanificato il frutto del loro lavoro. Il senso di insicurezza che tutto questo insieme porta nei cittadini».
Quindi, sindaco Moratti, punta il dito contro la magistratura?
«Ho molta fiducia nella magistratura, ma trovo che un’iniziativa come quella di scarcerare ragazzi appena arrestati sia un brutto segnale. Ognuno, in questa vicenda, deve assumersi le proprie responsabilità e fare la propria parte: io mi permetto di chiedere alla magistratura di valutare l’impatto negativo che una loro decisione può avere. Anche perché il risvolto negativo qui non è su Quarto Oggiaro, né su Milano. Ma sul Paese ».
Lo spaccio a Milano è incontrollabile?
«Il problema sono le normative troppo poco restrittive. La Turco ha cercato di abbassare il limite fra spaccio e consumo, il Tar ha bloccato la normativa, ma anche la legge attuale concede margini ai giudici: così abbiamo il caso di un Tribunale che ha rilasciato un soggetto fermato con mezzo chilo di hashish, pari a 1.400 dosi, perché considerato uso personale.. ».
La richiesta?
«Il governo affronti la questione. Anche la scorsa settimana abbiamo avuto un incontro Città metropolitane e ministero di Grazia e Giustizia: ma hanno accantonato il tema della droga come quello della prostituzione. Noi sindaci vogliamo essere messi in condizione di poter intervenire con più decisione, perché è su questi temi che ci misuriamo ogni giorno ed è su questi temi che ogni giorno i cittadini ci chiedono risposte».
Kit antidroga e unità cinofile fuori dalle discoteche sono la risposta?
«La repressione non basta. Noi dobbiamo fare prevenzione, recupero e reinserimento».
Lei diceva che ognuno deve fare la propria parte. Cosa fa il Comune a Quarto Oggiaro?
«In tutta la città stiamo cercando soluzioni condivise, mettendo insieme cittadini, commercianti, giovani e chiunque viva ogni zona. Sui Navigli, all’Arco della Pace e a San Lorenzo sta funzionando e i ragazzi sono diventati protagonisti. Inoltre, stiamo creando luoghi di incontro: abbiamo aumentato del 25 per cento i fondi destinati ai centri di aggregazione per giovani e per anziani, che sono molto frequentati, abbiamo potenziato le feste di via, facciamo attività ricreative in periferia».
A Quarto Oggiaro?
«Per la manifestazione di musica jazz abbiamo tenuto due concerti proprio a Quarto Oggiaro e proprio per cercare di richiamare popolazione sana. Ma abbiamo anche recuperato il parco Lessona, dove c’è un presidio fisso di polizia e stiamo restaurando Villa Scheibler, che nel 2008 sarà adibita ad attività socio-economiche, mentre le scuderie ospiteranno un presidio di polizia locale».
Sindaco, serve un’altra fiaccolata, magari a Quarto Oggiaro?
«No. Il problema qui è molto legato alla questione dello spaccio. Chiedo inoltre che nessun quartiere venga demonizzato: qualche anno fa è stata eletta miss Italia una ragazza di Quarto Oggiaro, che si è detta fiera di essere nata e cresciuta lì. Il messaggio che deve passare è il suo».