Paolo Stefanini, La Stampa 2/8/2007, 2 agosto 2007
Romano Prodi, in un’intervista a «Famiglia Cristiana», ha cercato l’aiuto della Chiesa per combattere l’evasione fiscale
Romano Prodi, in un’intervista a «Famiglia Cristiana», ha cercato l’aiuto della Chiesa per combattere l’evasione fiscale. Qualche alto esponente ecclesiastico lo ha appoggiato, come monsignor Domenico Calcagno, da poco nominato da Ratzinger a capo dell’Amministrazione del patrimonio della Santa Sede. Qualche altro uomo di Chiesa, invece, a portare il fisco dentro il confessionale proprio non ci sta: per esempio don Gianni Baget Bozzo, amico e consigliere di Berlusconi. Don Baget, ma come, un pastore di anime dice che l’evasione non è rubare? «Non solo non è rubare. Ma in Italia potrebbe addirittura essere l’inverso: un’autodifesa per non essere derubati...» Ma perché allora due prelati influenti e vicini al Papa come monsignor Calcagno e l’arcivescovo di Chieti Bruno Forte sostengono che Prodi e Padoa Schioppa hanno ragione? «Prodi e Padoa Schioppa non hanno ragione per niente. Questo governo ha messo gli occhi dappertutto. Ha trasformato uno Stato di diritto in uno Stato, se non di polizia, ”di Guardia di finanza”...» Ma evadere le tasse, allora, è peccato per un cristiano o no? «No che non lo è. Non infrange nessun precetto. giusto che la Chiesa inviti a pagare i tributi e a contribuire al bene comune. Ma resta la libertà d’arbitrio dei cristiani. Ognuno deve valutare in coscienza a quanto ammontano le imposte eque. il cattolico a dire quant’è giusto, secondo lui, pagare per aiutare la comunità. Lo Stato non può imporre niente e, soprattutto, non ha senso chiedere alla Chiesa di forzare i suoi fedeli a rispettare un diktat esterno». Ma il date a Cesare quel che è di Cesare... «Il vero problema è che questo governo ha creato sulle tasse una tale tensione che nessuno può pretendere di far accettare delle imposizioni così forti. Portare i finanzieri in parrocchia è solo l’ultima trovata che ci mancava...» Isabella Bertolini, di Forza Italia, ha detto che Prodi invece che alle Fiamme Gialle forse vuol ricorrere alle Guardie svizzere... «Questa, in tutta onestà, non mi pare una gran battuta». Ma, in definitiva, come valuta la richiesta di Prodi, il fatto che il premier si dica amareggiato di non sentire mai parlare di fisco durante le prediche? «La sua ”via spirituale al controllo fiscale” è inaccettabile, ma figlia del prototipo di cattolico ulivista di cui è capofila. Lui come i Letta o le Bindi si sentono dei cattolici più cattolici degli altri, o più maturi. E hanno la presunzione di dire ai preti cosa devono dire dall’altare». Però, in questo caso, anche la teodem Binetti ha appoggiato il presidente del Consiglio, pur rimarcando che secondo lei la Chiesa sta «già facendo molto per sensibilizzare i fedeli sul tema delle tasse». «E cosa devono fare, poveri teodem? Sono affogati tra cattolici dossettiani e demitiani. Sempre più costretti a ”obbedir tacendo”, o a fare i loro distinguo a voce fioca. Ma la maggioranza dei cattolici italiani è col centrodestra. E se Prodi crede che andranno a battersi il petto per le tasse non pagate, sbaglia di grosso». Stampa Articolo