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 2017  aprile 26 Mercoledì calendario

In Italia

Il Presidente della Repubblica è Sergio Mattarella
Il Presidente del Senato è Pietro Grasso
Il Presidente della Camera è Laura Boldrini
Il Presidente del Consiglio è Paolo Gentiloni
Il Ministro dell’ Interno è Marco Minniti
Il Ministro degli Affari Esteri è Angelino Alfano
Il Ministro della Giustizia è Andrea Orlando
Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Pier Carlo Padoan
Il Ministro di Istruzione, università e ricerca è Valeria Fedeli
Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali è Giuliano Poletti
Il Ministro della Difesa è Roberta Pinotti
Il Ministro dello Sviluppo economico è Carlo Calenda
Il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali è Maurizio Martina
Il Ministro di Infrastrutture e trasporti è Graziano Delrio
Il Ministro della Salute è Beatrice Lorenzin
Il Ministro di Beni e attività culturali e turismo è Dario Franceschini
Il Ministro dell’ Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare è Gian Luca Galletti
Il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione è Marianna Madia (senza portafoglio)
Il Ministro dei Rapporti con il Parlamento è Anna Finocchiaro (senza portafoglio)
Il Ministro dello Sport è Luca Lotti (senza portafoglio)
Il Ministro della Coesione territoriale e Mezzogiorno è Claudio De Vincenti (senza portafoglio)
Il Governatore della Banca d’Italia è Ignazio Visco
Il Presidente di Fca è John Elkann
L’ Amministratore delegato di Fca è Sergio Marchionne

Nel mondo

Il Papa è Francesco I
Il Presidente degli Stati Uniti d’America è Donald Trump
Il Presidente del Federal Reserve System è Janet Yellen
Il Presidente della BCE è Mario Draghi
Il Presidente della Federazione russa è Vladimir Putin
Il Presidente del Governo della Federazione russa è Dmitrij Medvedev
Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Xi Jinping
La Regina del Regno Unito è Elisabetta II
Il Premier del Regno Unito è Theresa May
La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel
Il Presidente della Repubblica francese è François Hollande
Il Primo Ministro della Repubblica francese è Bernard Cazeneuve
Il Re di Spagna è Felipe VI di Borbone
Il Presidente del Governo di Spagna è Mariano Rajoy Brey
Il Presidente dell’ Egitto è Abd al-Fattah al-Sisi
Il Primo Ministro di Israele è Benjamin Netanyahu
Il Presidente della Repubblica Turca è Recep Tayyip Erdogan
Il Presidente della Repubblica Indiana è Pranab Mukherjee
Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Damodardas Narendra Modi
La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei
Il Presidente dell’ Iran è Hassan Rohani

Alitalia, primo passo verso il fallimento

Questa rubrica, detta “Il Fatto del Giorno”, esce dal 30 gennaio 2007. Nella prima puntata ci occupammo del caso Cogne. Nella seconda - 31 gennaio 2007 - del caso Alitalia. La rubrica cominciava così: «Il governo vuol vendere Alitalia perché perde troppi soldi».

• E io che cosa domandavo?
«Quanti soldi?». E io rispondevo: «Più di un milione di euro al giorno». Beh, questo ricorso alla memoria dipende da due fatti. Primo fatto: non c’è nessuno degli argomenti affrontati nel 2007 che abbia resistito fino ad oggi, tranne Alitalia. Alitalia è sempre lì, l’abbiamo citata in 106 puntate e almeno una cinquantina di queste puntate erano interamente dedicate allo stesso problema: perde troppi soldi e non si sa come fare. Il milione al giorno del 2007 si è trasformato adesso in due milioni al giorno, il doppio. Se le fa più impressione diciamo che perde 80 mila euro l’ora. Oppure 700 milioni l’anno. La differenza vera con il 2007 era che a quel tempo Alitalia era pubblica e un qualunque Bonanni capo della Cisl poteva impedire l’ingresso di Air France. Adesso la compagnia è privata. Il socio più importante è Etihad, compagnia degli Emirati Arabi, che ha il 49% delle azioni. L’altro 51% è condiviso da Intesa San Paolo (32,01%), Unicredit (32,67%) e altri azionisti minori. Nel 2014, quando entrarono gli arabi, vennero presentati business plan entusiastici, in cui si prevedeva che a quest’ora si sarebbe stati almeno in pareggio e dal 2018 in utile. Invece le compagnie aeree low cost, i treni Freccia Rossa e Italo hanno fatto man bassa delle tratte brevi, mentre gli arabi non hanno spinto sulle rotte lunghe, perché quelle interessavano direttamente a loro, cioè a Etihad. E così la compagnia ha continuato a perdere e poche settimane fa è partito il solito piano di ristrutturazione lacrime e sangue. Ricordiamo che i dipendenti Alitalia nel 2007 erano ventimila. Adesso sono 11.646, e continuano a essere troppi.  

Che cosa prevedeva questo piano di ristrutturazione?
I soci avrebbero messo due miliardi, 1.300 lavoratori sarebbero andati a casa, tutti gli stipendi sarebbero stati tagliati mediamente dell’8%. I sindacati avevano accettato, ma gli azionisti avevano imposto una verifica tra i lavoratori. Se il personale di Alitalia avesse accettato questo piano, i due miliardi sarebbero arrivati e si sarebbe andati avanti. Se i lavoratori avessero respinto gli esuberi, i tagli e il resto, la compagnia sarebbe stata avviata sulla strada del fallimento o della vendita a qualche anima buona.  

I lavoratori hanno bocciato.
Aventi diritto al voto: 11.646. Voti totali: 10.173. A favore dell’accordo 3.206. Contrari all’accordo: 6.816. Schede bianche 17. Schede nulle 134. Per ogni lavoratore favorevole all’accordo ce n’erano due contrati. Perché questo? Secondo alcuni per la convinzione generale - sbagliatissima e negata ancora ieri da tutti - che tanto poi lo Stato avrebbe provveduto rinazionalizzando la compagnia. Secondo altri (Bersani), perché i lavoratori hanno capito che neanche il piano di ristrutturazione, con la pretesa che i due miliardi generassero cassa per 900 milioni, stava in piedi. Ieri si è riunito il cda e ha chiesto al governo di nominare un commissario. È il primo passo previsto dalla famosa legge Marzano, varata nel 2003 per salvare Parmalat e modificata nel 2008 proprio per Alitalia.  

Ho comprato un biglietto Alitalia per quest’estate, oppure ho accumulato miglia... Perdo tutto?
Probabilmente no. La compagnia per i prossimi sei mesi resterà in piedi grazie a un prestito del governo, che però dovrà essere negoziato con Bruxelles. L’Enac ieri ha garantito che Alitalia è perfettamente in grado di funzionare. E d’altra parte l’estate è per la compagnia il periodo migliore, sono gli unici mesi in cui incassa più di quello che spende. Il commissario (si parla di Gubitosi o di Laghi) dovrà trovare 230 milioni ogni mese: ci vogliono 55 milioni per il carburante, 51 per gli stipendi, 60 per i diritti di traffico e di scalo, 35 per i noleggi, 16 per la manutenzione. Il Naspi, o indennità di disoccupazione, costerà a tutti noi un altro miliardo. L’Alitalia pubblica aveva accumulato perdite per 7,4 miliardi, quella privata per 4 miliardi e mezzo. I debiti superano il miliardo.  

Come potrebbe finire?
Terminato il periodo dell’amministrazione controllata - in cui possono riscuotere solo i creditori strategici, e tutti gli altri devono aspettare -, o c’è un compratore oppure si portano i libri in tribunale per l’avvio della procedura fallimentare. Il curatore del fallimento venderà aerei, slot e tutto quanto potrà servire a far cassa per ripagare i creditori. Che qualcuno compri è difficile. Si parla di Lufthansa, che è autenticamente interessata. Ma comprare dal fallimento costerà molto, ma molto meno. E soprattutto: nessuno sindacato o partito potrà porre condizioni.
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