Corriere della Sera, 26 aprile 2017
Roma, no al gioco d’azzardo. Il rilancio della sindaca
Ha scelto il 25 aprile, la sindaca Virginia Raggi, per rilanciare un tema che le sta molto a cuore: la lotta al gioco d’azzardo, «vera e propria emergenza nazionale». In una lettera indirizzata al Corriere della Sera, la sindaca si è rivolta all’Anci «perché faccia sentire la propria voce nel modo più chiaro e forte possibile».
È probabile che la tempistica, nel giorno in cui si festeggia la liberazione dal nazifascismo, non sia causale: quasi a voler sottolineare l’importanza di ribellarsi a un’altra forma di schiavitù, la ludopatia, bollata come «una tassa sulla povertà che sta cambiando l’aspetto delle periferie». Teme, la prima cittadina, che dopo aver dichiarato guerra «all’effetto Las Vegas» sul blog di Beppe Grillo, gli sforzi dell’amministrazione per arginare il fenomeno risultino vani.
Il riferimento è alla delibera di iniziativa consiliare presentata lo scorso novembre che prevede regole più severe: centro e aree pedonali off-limits, orari ridotti e inasprimento delle sanzioni. Una presa di posizione che collima con la fotografia scattata dall’ultimo report di Libera: solo nella Capitale si contano 249 sale e oltre 50 mila slot, pari al 12 per cento di quelle presenti sul territorio nazionale. La preoccupazione della sindaca è che, a iter già avviato, si crei la palide: «Il governo punta ad avocare a sé la materia – insiste l’inquilina di Palazzo Senatorio – con il rischio di rendere nullo il lavoro delle amministrazioni locali». Da qui l’appello all’Anci, in vista del tavolo tecnico del 3 maggio con Mef e Regioni, propedeutico alla conferenza unificata del giorno successivo. Dalla gestione del ciclo dei rifiuti alla querelle sul Parco archeologico del Colosseo, fino al contrasto del gioco d’azzardo la distanza tra Campidoglio e Palazzo Chigi si fa ogni giorno più siderale.