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 2017  aprile 26 Mercoledì calendario

La vita si salva in elicottero: 100 voli al giorno

Quando la salvezza arriva dal cielo. Avete presente quell’elicottero giallo che, magari più volte al giorno, vedete passare sopra le vostre case? È il veivolo dell’elisoccorso, e le sue pale non stanno ferme un minuto. Paramedici, personale specializzato e sanitari con anni di esperienza: a bordo c’è un po’ di tutto. Anche perché la prudenza, si sa, non è mai troppa. Solo l’anno scorso nel Lazio gli elicotteri in questione hanno effettuato ben 2.138 voli. In Piemonte addirittura 2.744. In Toscana 2.278, in Veneto 2.400. E in Emilia Romagna più di 2.300. Non che le ambulanze non siano più utili, ma insomma, sempre più spesso la “corsia d’emergenza” viene adesso spostata a qualche centinaia di metri da terra. Un dato nazionale non esiste visto che il servizio è per l’appunto regiopnale, ma si può calcolare che i voli sono certo più di cento al giorno.
Peraltro, i rotori del servizio sanitario nazionale a breve saranno in funzione anche dopo il calar del sole. Da Bologna a Milano l’obiettivo è quello di una copertura (dei cieli) 24 ore su 24 e sette giorni su sette. Dalle parti di Brescia, dove ogni anno si contano più di mille “salvataggi volanti”, alcuni piloti usano già dei visori notturni mutuati dalla tecnologia militare, che consentono loro di vedere anche al buio. A ringraziare sono i pazienti per i quali ogni minuto è prezioso e il personale dell’ospedale Civile che è diventato un vero e proprio “hub”. Ma di eli-decolli in notturna si parla anche a Massa Carrara, a Legnano, a Parma, a Ravenna e a Roma. 
In realtà, gli elicotteri targati policlinico non servono solo per operazioni di salvataggio, magari in alta montagna. Sempre più spesso vengono impiegati come vere e proprie eli-lettighe che fanno la spola tra i vari nosocomi dello Stivale. Il motivo è presto detto, come raccontano gli addetti ai lavori: i nostri centri ospedalieri sono più o meno specialistici, e con una certa frequenza è necessario trasferire i malati in strutture più competenti. Il mezzo più efficiente è naturalmente l’elicottero. 
Ma attenzione, c’è anche il discorso portafogli che non è da non sottovalutare. Quelle uscite tra le nuvole non sempre sono gratis per lo sventurato di turno. Molto dipende da regione a regione. Chiariamo subito: se chiamate il 118 per un soccorso dal cielo e l’intervento si conclude con un ricovero in corsia insomma, se vi siete fatti male davvero siete esonerati dallo sborsare chicchessia. In caso contrario, potrebbero arrivare conti da pagare salati: in Veneto l’elicottero del Cnsas (il corpo nazionale di soccorso alpino e speleologico) può costare anche 90 euro al minuto agli italiani e 120 agli stranieri; in Trentino il ticket è a prezzo fisso (30 euro per i feritigravie110perquellilievi: se però alzate la cornetta senza motivo, la fattura lievita a 750 euro); in Lombardia si parla di una tariffa che, a seconda della casistica, oscilla tra i 56 e 115 euro all’ora; e in Val d’Aosta se la richiesta è immotivata il conto sale di 115 euro al minuto. Meglio pensarci bene. 
Tanto per capirci: il servizio a pagamento è attivo, in molte regioni italiane, da pochi anni. Nei primi sei mesi di sperimentazione a Bergamo i casi di chiamate non necessarie sono stati solamente tre. Con un conseguente risparmio collettivo. Così non stupisce neanche che a scorrere le cronache locali sia un susseguirsi di inaugurazioni di piste d’atterraggio, aperture di nuove “rotte” e tagli di nastro per piazzole autorizzate. Nel 2015 i voli delle eli-ambulanze nei cieli del Lazio sono cresciuti addirittura del 14 per cento, ma in effetti è da Palermo a Sondrio che quel numero aumenta di anno in anno. Nel 2016 la Toscana ha sborsato più di 17 milioni di euro per potenziare le pale del servizio sanitario: per rendersene conto basta stare qualche minuto con il naso all’insù.