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 2017  aprile 26 Mercoledì calendario

Un utile di 4,6 mln per i tre fratelli Marzotto

A monte della quotata Zignago Vetro, nonostante il calo del dividendo, sorridono ancora Gaetano, Stefano e Luca Marzotto. I tre dei quattro eredi di Vittorio Emanuele Marzotto hanno infatti potuto nei giorni scorsi segnare un utile di oltre 4,6 milioni di euro nelle loro tre casseforti attraverso le quali (assieme all’altro fratello Nicolò), controllano insieme il 67,5% della Zignago Holding (presieduta da Stefano), che a sua volta detiene il 65% della quotata. Nel dettaglio, Gaetano Marzotto con Gama di cui ha il 49% avendone donato il 51% ai tre figli, ha distribuito 3 milioni di dividendo frutto dei 3,3 milioni di utile allo scorso giugno, derivato da dividendi vari per quasi 6 milioni saliti da Zignago Holding e dal giardinetto di azioni, obbligazioni e quote di fondi. Gli attivi valgono circa 113 milioni, fra cui obbligazioni Zignago Holding (15,7 milioni) e azioni della stessa per 10,7 milioni, oltre a versamenti in conto capitale per 12,8 milioni.
Fra i titoli di proprietà spiccano azioni Tamburi Investment Partners (1,3 milioni) e Zignago Vetro per 2,1 milioni mentre nell’esercizio, oltre ad aver svalutato interamente per 1,1 milioni la quota in Banca Popolare di Vicenza, sono stati venduti pacchetti di Enel, Igt, Unicredit, Telecom risp, Mediolanum, Intesa risp e Ima. Gaetano Marzotto investe anche massicciamente in fondi di private equity comprando quote di Ilp Sicar e Pictet Am, rispettivamente, per 2,6 e 40 milioni circa.
La Marvit di Stefano Marzotto ha invece mandato tutto a riserva l’utile di 842 mila euro segnato a giugno scorso. È stato svalutato integralmente la quota in Banca Popolare di Vicenza, in carico a 2,4 milioni nello scorso esercizio. Sugli investimenti in borsa è appostato un fondo svalutazioni quadruplicato anno su anno da 2,4 a 8,1 milioni e, come il fratello, anche Stefano Marzotto investe su fondi di private equity con quote del fondo Pictet per 14 milioni.
Infine anche Luca Marzotto, consigliere di Telecom Italia, ha accantonato l’intero profitto di 389 mila euro. In Lumar ci sono attivi per 109 milioni rappresentati da disponibilità liquide per 14,5 milioni e immobilizzazioni finanziarie per 93,4 milioni. Luca Marzotto ha poi un giardinetto di titoli quotati e non tra cui gli acquisti nell’esercizio di titoli Hugo Boss per 9,5 milioni, dell’incubator H-Fam (2 milioni circa) e azioni Banca Popolare di Vicenza, svalutate a zero dai 2,5 milioni del precedente esercizio. Fra gli investimenti nel private equity quelli in un fondo di Banque Edmond de Rothschild saliti anno su anno da 15 a 24 milioni.