La Stampa, 26 aprile 2017
Arnault prende tutta Dior, fusione con Lvmh
Dodici miliardi per essere sempre più il re del lusso. Il magnate francese Bernard Arnault vuole il 25,7% della holding Christian Dior SE che ancora non possiede e lancia un’offerta sulle azioni rimanenti, mettendo sul piatto oltre 12 miliardi. Il gruppo familiare di Arnault, che ha il controllo sia di Christian Dior sia del colosso Lvmh (entrambi quotati a Parigi), lancia un’offerta mista di 8 miliardi di euro e 8,9 milioni di azioni Hermès.
Successivamente Lvmh acquisirà il 100% del marchio Christian Dior Couture (oggi di Christian Dior) per 6,5 miliardi. Alla fine Christian Dior Couture sarà a tutti gli effetti del gruppo Lvmh, che già possiede Dior Parfums, e tutti i marchi della casa nata 70 anni fa saranno raggruppati sotto lo stesso tetto. Con ogni probabilità, se l’operazione avrà successo, solo Lvmh resterà quotata. Quella annunciata ieri è un’operazione complessa, col duplice obiettivo di semplificare la struttura del gruppo, e rafforzare la divisione Moda & Pelletteria di Lvmh.
I marchi
Per illustrare l’importanza dell’operazione basta elencare alcuni dei marchi in possesso del gruppo Lvmh: Bulgari, Dkny, Fendi, Givenchy, Kenzo, Loro Piana e Louis Vuitton. Al di là della moda ci sono gli orologi, Tag Heuer, lo champagne, Moët & Chandon, la cosmetica, Sephora e i giornali, Le Parisien e Les Échos.
Per portare a segno l’operazione Arnault ha messo sul piatto 172 euro cash e 0,192 azioni Hermes per ogni azione Dior e una volta che avrà la totalità delle azioni sarà Lvmh a muoversi acquistando Christian Dior Couture, controllata da Christian Dior, per 6,5 miliardi di euro.
Le azioni Hermès
L’offerta di pubblico acquisto per Christian Dior avverrà secondo un’opzione «mix and match», e, come detto, darà la possibilità agli azionisti di ricevere un misto d’azioni Hermès e cash, nella proporzione che preferiscono, ma entro un massimo di 8 miliardi cash e 9,9 milioni di azioni Hermès.
L’assalto è strategico perché, come spiega in una nota lo stesso Arnault, «Christian Dior Couture è uno dei marchi del lusso più importanti al mondo». «Questo progetto rappresenta una pietra miliare per il gruppo – prosegue il magnate – permette la semplificazione delle strutture, lungamente chiesa dal mercato, e il rafforzamento del polo Moda e Pelletteria di Lvmh». I numeri di Christian Dior Couture sono importanti: rete distributiva di 198 boutique e con un fatturato raddoppiato negli ultimi cinque anni. I ricavi, nel 2015, ammontavano a oltre 2 miliardi di euro e l’utile operativo a 270 milioni.
Il mercato osserva con attenzione e Standard & Poor non cambia il rating. Gli analisti si attendono che la leva finanziaria di Lvmh possa salire fino a circa 2x a fine 2017, poi diminuire al di sotto di questo livello nel 2018, considerando che il gruppo non fa alcuna nuova acquisizione significativa. La riorganizzazione del gruppo Arnault, azionista di maggioranza di Lvmh, non avrebbe impatto sulla qualità del credito.
La vendita di Christian Dior Couture è strumentale al piano di “Groupe Arnault” per razionalizzare le sue partecipazioni, e per gli analisti Dior ben si adatta bene al portafoglio Lvmh. Christian Dior Couture «è noto in tutto il mondo come marchio di lusso puro e il prezzo indicato sembra coerente con i multipli applicati per valutare le aziende nello spazio di lusso». Il mercato sembra credere nell’operazione: il titolo Christian Dior chiude le contrattazioni in rialzo dell’11,1%, Lvmh ha chiuso le contrattazioni in rialzo del 3,9%, mentre Hermes ha ceduto il 4,5 %.