la Repubblica, 26 aprile 2017
L’amaca
A Parigi, Le Pen è quasi inesistente: non arriva al 5 per cento dei voti. Come Trump a New York. La forbice (culturale ed emotiva prima ancora che politica) tra città e campagna è sempre stata un dato rilevante della storia moderna, ma con la globalizzazione sta diventando impressionante e anche preoccupante: Manhattan e il Wyoming non sono lo stesso popolo e lo stesso paese, Parigi e i Vosgi non sono lo stesso popolo e lo stesso paese.
Se dipendesse dalle loro capitali e dalle loro metropoli, non una delle nazioni di Occidente sarebbe non dico governata, ma minimamente influenzata dalla destra sovranista e dai “nuovi” populismi antieuropeisti e antimondialisti. Nelle città vittime del terrorismo, che in teoria dovrebbero essere più spaventate e più xenofobe, l’isolazionismo securitario e ringhioso non trova varchi. Le città di Occidente sono cosmopolite e multiculturali, sono laiche e di liberi costumi, e il jihadismo le odia e le colpisce per questo. New York, Berlino, Parigi e Londra, città martiri del terrorismo, al terrorismo oppongono (giustamente) il suo esatto contrario: apertura, libertà, laicità, diritti. È una lezione in fondo facile da capire, non piegarsi, per una democrazia, significa rimanere democratica.