Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  aprile 26 Mercoledì calendario

Diritto & Rovescio

Sono pazzi i dipendenti Alitalia a bocciare il piano di ristrutturazione pur sapendo (come hanno detto i boss che contano) che dal no deriva la liquidazione della società? Sarebbero pazzi se non vivessero in Italia. È da almeno trent’anni che l’Alitalia è economicamente fallita e, ogni volta, i suoi conti vengono risanati da tutti gli italiani con trattamenti sontuosi di cassa integrazione, con scivoli che ogni altro sognerebbe. I dipendenti Alitalia sanno che sono su un pozzo di San Patrizio dove si può continuare a pescare anche senza metterci dentro niente. Essi non lavorano in una società come quella di Pavia che ha licenziato 220 giovani ingegneri elettronici, specializzatissimi, perché un fondo straniero ha deciso di spostarla all’estero. E di questi 120 che restano in braghe di tela non ha parlato nessun media nazionale, nessun talk show. In compenso, i piloti Alitalia sontuosamente mantenuti prendevano un secondo stipendio dalle compagnie degli Emirati. Sono stati beccati ma non è successo niente. E allora? Hanno ragione loro.