la Repubblica, 26 aprile 2017
Dai caccia Usa sul confine russo alle manovre nucleari in Asia. 24 ore di ordinaria Guerra Fredda
NEW YORK Ventiquattr’ore nel mondo di oggi: potrebbero essere gli anni Cinquanta o Sessanta. Ventiquattr’ore di eventi da Guerra Fredda, non ancora un’escalation, ma uno stillicidio di azioni che convergono a dare questa impressione. Dall’America che convoca il Senato in seduta d’emergenza e manda in Corea un sottomarino nucleare (stavolta sul serio) alle imponenti manovre militari di Pyongyang su sfondo di minacce nucleari. E poi le esibizioni di “muscoli” militari nell’Europa dell’Est. Lo spionaggio russo in casa nostra, che diffonde veleni anche sul secondo turno dell’elezione presidenziale francese, e continua a creare sospetti sui collaboratori o ex-collaboratori di Donald Trump.
Un avvertimento ai nostalgici: va sfatato il mito secondo cui nella Guerra Fredda l’effetto della formidabile deterrenza nucleare “disciplinava” le superpotenze, impediva loro i conflitti, consentiva solo “piccole” guerre per procura, periferiche. In realtà in piena Guerra Fredda Usa-Urss ci furono due lunghe e tragiche guerre calde, Corea e Vietnam. Nella prima si affrontarono direttamente soldati americani e cinesi. È proprio la Corea che torna ad essere l’epicentro di questo revival di tensione globale, coinvolgendo di nuovo Usa e Cina, ma con la variante che oggi quella zona è molto più nuclearizzata. All’epoca della guerra di Corea, conclusa nel 1953, né la Cina di Mao Zedong né tantomeno il dittatore nordcoreano Kim Il-sung (nonno di Kim Jong-un) avevano l’atomica. Di qui il senso di ansia che circonda l’eccezionale convocazione di oggi a Washington: Trump ospita l’intero Senato in seduta plenaria dentro la Casa Bianca, per un briefing sulla crisi coreana da parte dei massimi dirigenti del Pentagono e dell’intelligence. È rarissimo che i cento senatori al completo, maggioranza repubblicana e opposizione democratica, si riuniscano dentro la sede dell’esecutivo. È un segnale del clima di allarme, quasi che il presidente voglia preparsi la copertura del Congresso in vista di un intervento militare. Nel frattempo nel porto sudcoreano di Busan arriva il sottomarino Michigan. È uno dei quattro sottomarini nucleari modificati come “cannoniera” di missili cruise con 154 missili Tomahawk a bordo. Busan è la città simbolo della resistenza all’invasione nordcoreana del 1950. Sempre in quell’area si svolge un’esercitazione navale congiunta Usa-Corea del Sud-Giappone a cui partecipano cacciatorpedinieri dei tre Paesi.
Cambiamo scenario e continente, ma il copione resta bellicoso. Una squadriglia di cacciabombardieri F-35 americani a sorpresa è atterrata in Estonia per esercitazioni. È la prima volta che il più moderno aereo statunitense viene schierato in Europa, si eserciterà sui cieli dei Paesi Baltici, quindi a ridosso della frontiera russa, forse per dimostrare che è veramente invisibile? Ancora nei territori che un tempo appartenevano al blocco sovietico (Patto di Varsavia): il battaglione Nato schierato in Polonia comincia le esercitazioni nel poligono di Orzysz, a meno di 50 miglia dal confine bielorusso. È composto di mille soldati Usa, britannici e romeni. Un altro battaglione Nato viene annunciato come attivo in Estonia con 1.200 soldati tra inglesi, francesi, canadesi e italiani. Poi c’è la versione più contemporanea della Guerra Fredda, quella digitale. A Tallin (sempre in Estonia) parte la più grande esercitazione di cyber-guerra mai condotta dalla Nato. L’operazione è battezzata Locked Shields, scudi sigillati, vi partecipano 800 specialisti di 25 nazioni. Un’altra versione della cyber- guerra è quella che preoccupa Emmanuel Macron, bersaglio degli hacker russi come lo fu a suo tempo Hillary Clinton. Di questo clima fanno parte anche le pressioni molto esplicite di Trump su Italia e Germania per l’aumento delle spese militari, altro elemento da clima di Guerra Fredda.
Non è da meno il Medio Oriente. In Siria ai 59 Tomahawk di Trump ha risposto un rafforzamento delle difese antiaeree voluto dai due alleati Assad-Putin per dissuadere futuri attacchi americani. Il riesame dell’accordo nucleare con l’Iran annunciato da Washington può sfociare su una revoca, nuove sanzioni, e un altro schiaffo a Russia e Cina che di quell’accordo sono parti contraenti.
Il territorio degli Stati Uniti non è immune. Sono quotidiane le violazioni dello spazio aereo Usa da parte di caccia-bombardieri russi, più volte segnalati sui cieli dell’Alaska. La marina militare russa si avvicina sempre più spesso alle acque territoriali degli Stati Uniti. L’ultima “provocazione” di Putin ha il sapore di una beffa. Durante la visita del generale Mattis (segretario alla Difesa) in Afghanistan, arrivano conferme sulle armi fornite dai russi ai talebani. Rovesciamento di alleanze: nel 1979 erano gli americani ad armare i Taliban nella guerriglia contro l’occupazione sovietica.