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 2017  aprile 26 Mercoledì calendario

Philips, un gigante della sanità

A 125 anni dalla nascita, la multinazionale olandese Philips ha rinunciato alla sua posizione di gigante dell’elettronica per consacrarsi esclusivamente alla salute e al benessere in un’accezione molto allargata.
La società presieduta e amministrata da Frans van Houten ha dunque abbandonato tutte le attività legate alla produzione di televisori, lampade, elettrodomestici e si è dedicata esclusivamente a produrre apparecchiature medicali come gli scanner per la risonanza magnetica fino ai piccoli apparecchi per friggere in maniera dietetica, gli estrattori di succo, passando dagli epilatori.
La vendita dei rasoi, che restano nel gruppo, aiuta a finanziare la ricerca nel settore delle apparecchiature di punta per la diagnostica per immagini.
A febbraio 2016, il gruppo ha quotato in borsa il 47% della propria controllata nel settore dell’illuminazione, Philips Lighting, con l’intento di renderla più autonoma nell’attuare gli importanti cambiamenti di tecnologie nel settore delle lampadine, in maniera di poter affrontare la concorrenza cinese.
Oggi Philips ha scelto di operare soltanto nel settore della salute con un obiettivo preciso: offrire i propri servizi a 3 miliardi di pazienti l’anno di qui al 2025. Questa rivoluzione, secondo quanto ha raccontato a Le Figaro il direttore generale di Philips France, David Corcos, si iscrive nel solco della storia del gruppo nato intorno alle lampadine a incandescenza nel 1891. Già negli anni 1920 la società era attiva nel settore della salute dove aveva introdotto i raggi X.
Philips vuole essere soprattutto al primo posto nell’ottimizzazione del percorso dei pazienti tra l’ospedale e il loro domicilio, sviluppando apparecchi per uno stile di vita più sano, fino allo sviluppo delle cure domiciliari, passando dalla prevenzione, la diagnostica e il trattamento. L’invecchiamento della popolazione, lo sviluppo delle malattie croniche hanno fatto emergere un disequilibrio fondamentale tra l’offerta e la domanda in materia di sanità.
Un’opportunità, secondo Philips che nel 2016 ha realizzato una cifra d’affari di 24,5 miliardi di euro (17,4 miliardi al netto delle attività di illuminazione, secondo quanto ha riportato Le Figaro), e che ha destinato l’8% delle proprie vendite alla ricerca e allo sviluppo. Quattro i settori chiave che intende privilegiare: la cardiologia, l’oncologia, quello degli apparecchi per monitorare il respiro e dunque le cure polmonari, e la «parentalità».
Scommette sulle apparecchiature per la diagnostica per immagini dove è un colosso insieme a Siemens e General Electric e sugli oggetti connessi per il monitoraggio per la salute che è una posta importante per l’ospedale. Tre le priorità: migliorare la diagnostica, migliorare i trattamenti grazie alle terapie guidate dagli strumenti a immagini mini invasivi, e favorire le cure domiciliari.
Per aiutare le strutture sanitarie a ottimizzare le loro performance e le loro strategie, il gruppo ha lanciato Philips Conseil, che conta circa 200 esperti. Questa struttura ha permesso a un ospedale del Qatar di trasformarsi per accogliere i bambini. Negli Stati Uniti ha aiutato un ospedale a organizzare il proprio centro di chemioterapia.