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 2017  aprile 26 Mercoledì calendario

Papilloma virus, ecco cosa mi ha detto il Nobel zur Hausen

«Ammetti i tuoi errori prima che qualcun altro li esageri» afferma l’americano Andrew Mason e ben ha fatto il giornalista Sigfrido Ranucci ad ammettere gli errori di comunicazione con umiltà e affrontarne le conseguenze. Dopo le critiche ricevute per la trasmissione sui vaccini contro il papilloma virus (Hpv) da parte di Report, Ranucci ha scritto una lettera al Corriere in cui si assume ogni responsabilità del servizio andato in onda, che per il non essere stato «sufficientemente chiaro» è stato interpretato come un servizio di parte «contro i vaccini obbligatori». La comunicazione della scienza non è di certo un mestiere facile. In questo caso il passo falso è stato proprio l’aprire il servizio proclamandosi «favorevoli ai vaccini...» e condurlo poi in porto con il messaggio contrario. Forse sarebbe stato meglio dichiararsi contrario, ma almeno condurre una trasmissione più attinente alle verità dei fatti scientifici, con l’opinione di esperti e un vero contraddittorio. Verità scientifiche che sono state completamente disattese soprattutto con la dichiarazione che il maschio è «portatore sano del virus», ignorando che il nuovo piano vaccinale ha introdotto la vaccinazione contro l’Hpv anche per i maschi, dal momento che questo virus infetta entrambi i sessi e provoca tumori anche negli uomini. Ho avuto l’occasione di parlarne con il professore Harald zur Hausen, premio Nobel nel 2008 proprio per la sua scoperta del papilloma virus come causa del cancro della cervice uterina. zur Hausen mi ha rilasciato una sua dichiarazione sull’argomento. Afferma zur Hausen che «circa 500.000 donne soffrono annualmente di cancro cervicale e circa il 50% di loro su scala globale rischiano di morire a causa di questo tumore. I vaccini attualmente disponibili sono in grado di garantire protezione contro più del 90% dei tipi di papilloma virus umani ad alto rischio di cancro. Somministrando questo vaccino ai bambini dagli 8 ai 14 anni c’è la possibilità reale di ridurre significativamente l’insorgenza di questa forma di cancro. Il vaccino Hpv è altamente sicuro, anche più di altri vaccini somministrati nella prima infanzia». Al momento, non è stata dimostrata nessuna correlazione tra gli effetti collaterali riportati anche nella trasmissione e il vaccino Hpv, ma certamente per la salvaguardia della salute dei giovani vaccinati va tenuto alto il livello di vigilanza sugli effetti collaterali. «Si raccomanda quindi – continua zur Hausen – di vaccinare sia le ragazze che i ragazzi. I maschi infatti soffrono di alcuni tumori (orofaringei e anali) causati dagli stessi tipi di virus del cancro cervicale». Questo episodio di informazione scientifica non corretta, per involontario che possa essere stato, testimonia che è di fondamentale importanza che gli scienziati e i professionisti della comunicazione trovino un punto di incontro e collaborino perché, come osservato in un editoriale di Nature: «Scienza e giornalismo non sono culture aliene. Sono costruite sulle stesse fondamenta: la convinzione che le conclusioni richiedano prove; che le prove debbano essere aperte a tutti; e che tutto è soggetto a discussione».
Maurizio Bifulco Presidente della facoltà di Medicina dell’Università di Salerno