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 2011  ottobre 16 Domenica calendario

In Italia

Il Presidente della Repubblica è Giorgio Napolitano
Il Presidente del Senato è Renato Schifani
Il Presidente della Camera è Gianfranco Fini
Il Presidente del Consiglio è Silvio Berlusconi
Il Ministro degli Interni è Roberto Maroni
Il Ministro degli Esteri è Franco Frattini
Il Ministro della Giustizia è Nitto Francesco Palma
Il Ministro di Istruzione, università e ricerca è Mariastella Gelmini
Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali è Maurizio Sacconi
Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Giulio Tremonti
Il Ministro della Difesa è Ignazio La Russa
Il Ministro dello Sviluppo economico è Claudio Scajola
Il Ministro delle Politiche agricole è Francesco Saverio Romano
Il Ministro di Infrastrutture e trasporti è Altero Matteoli
Il Ministro della Salute è Ferruccio Fazio
Il Ministro di Beni e Attività culturali è Giancarlo Galan
Il Ministro dell’ Ambiente è Stefania Prestigiacomo
Il Ministro dell’ Attuazione programma di governo è Gianfranco Rotondi (senza portafoglio)
Il Ministro della Gioventù è Giorgia Meloni (senza portafoglio)
Il Ministro delle Pari opportunità è Mara Carfagna (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche europee è Anna Maria Bernini (senza portafoglio)
Il Ministro di Pubblica amministrazione e Innovazione è Renato Brunetta (senza portafoglio)
Il Ministro dei Rapporti con il Parlamento è Elio Vito (senza portafoglio)
Il Ministro di Rapporti con le Regioni e Coesione territoriale è Raffaele Fitto (senza portafoglio)
Il Ministro delle Riforme per il federalismo è Umberto Bossi (senza portafoglio)
Il Ministro della Semplificazione normativa è Roberto Calderoli (senza portafoglio)
Il Ministro di Sussidiarietà e decentramento è Aldo Brancher (senza portafoglio)
Il Ministro del Turismo è Michela Vittoria Brambilla (senza portafoglio)
Il Governatore della Banca d’Italia è Mario Draghi
Il Presidente della Fiat è John Elkann
L’ Amministratore delegato della Fiat è Sergio Marchionne
Il Segretario Nazionale dei Popolari per il Sud è Clemente Mastella

Nel mondo

Il Papa è Benedetto XVI
Il Presidente degli Stati Uniti d’America è Barack Obama
Il Presidente del Federal Reserve System è Ben Bernanke
Il Presidente della BCE è Jean-Claude Trichet
Il Presidente della Federazione russa è Dmitrij Medvedev
Il Presidente del Governo della Federazione russa è Vladimir Putin
Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Hu Jintao
La Regina del Regno Unito è Elisabetta II
Il Premier del Regno Unito è David Cameron
La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel
Il Presidente della Repubblica francese è Nicolas Sarkozy
Il Primo Ministro della Repubblica francese è François Fillon
Il Re di Spagna è Juan Carlos I
Il Presidente del Governo di Spagna è José Luis Rodríguez Zapatero
Il Comandante Supremo delle Forze Armate dell’ Egitto è Mohammed Hoseyn Tantawi
Il Primo Ministro di Israele è Benjamin Netanyahu
Il Presidente della Repubblica Turca è Abdullah Gül
Il Presidente della Repubblica Indiana è Pratibha Patil
Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Manmohan Singh
La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei
Il Presidente dell’ Iran è Mahmud Ahmadinejad

Il raduno degli indignati a Roma si è trasformato in guerriglia, con auto incendiate, negozi distrutti, assalti a banche e ministeri, e quindi feriti, arresti, esplosioni provocati dalla tenace opera distruttiva di qualche migliaio di uomini venuti evidentemente nella Capitale col solo obiettivo di metterla a ferro e a fuoco. È sconcertante soprattutto il fatto che i disordini fossero ampiamente attesi da tutti, non solo per quello che nei giorni scorsi s’è potuto leggere su internet, ma anche perché venerdì, a Milano, dietro la Scala, un gruppetto s’era staccato da un altro corteo di indignati e per pochi minuti aveva devastato Goldman Sachs in piazzetta Bossi. Un avvertimento chiaro. Si accingevano infatti a partire per Roma 750 pullman, 20 dei quali da Milano, per un raduno di almeno 100 mila persone: una tentazione straordinaria per questa feroce parodia di una sommossa. Il raduno di Roma era uno dei 952 indetti in altrettante città di 82 paesi sotto lo slogan “United for global changes”. Raduni organizzati da chi? Pullman pagati da chi? Nessuno sa rispondere a queste domande. Organizzati dalla rete, si dovrebbe rispondere, quindi autoconvocati, autogenerati da elementi pronti a farsi inghiottire subito dopo dall’indistinto del web. A Roma, nel dicembre dell’anno scorso, c’erano stati incidenti analoghi, dai quali evidentemente non si è tratto alcun insegnamento.

  • Bisogna prima di tutto fare un po’ di cronaca.
L’appuntamento era per le due del pomeriggio in piazza della Repubblica (detta anche piazza Esedra). Da lì un corteo avrebbe raggiunto piazza San Giovanni. Dove forse si sarebbero accampati, dove forse avrebbero pronunciato dei discorsi. Niente di tutto questo è avvenuto, perché i black-bloc – ammesso che questo nome rappresenti davvero qualcosa – hanno subito dato inizio alla battaglia, che ieri sera alle otto non era ancora domata (si temeva anzi che i guerriglieri sarebbero andati a occupare la stazione Termini e i binari, come già era accaduto per pochi minuti durante le manifestazioni di pochi giorni fa).

In quali punti, in particolare, i teppisti si sono dati da fare?
In via Boiardo sono state incendiate diverse automobili. Rovesciati i cassonetti, frantumate le vetrine della filiale di Unicredit, assaltata e devastata la sede del Pdl in via Etruria. I cittadini che prima avevano applaudito il passaggio degli indignati, hanno preso a tirare oggetti in testa ai black bloc mentre si cominciava a manifestare una qualche reazione anche da chi aveva aderito al corteo con intenzioni assolutamente pacifiche (quasi tutti). Piazza Tuscolo, via Magna Grecia, via Etruria (siamo già oltre piazza San Giovanni, dove intanto la polizia aveva caricato) erano coperte da cumuli di detriti fumanti. Un blindato dei carabinieri è stato bruciato, e i due occupanti sono riusciti miracolosamente a mettersi in salvo, mentre esplodevano intorno fumogeni e bombe carta. Gli agenti sono stati continuamente bersagliati dai sampietrini.

• Bilancio? Feriti?
C’è un militante del Sel ricoverato al Policlinico Umberto I con due dita amputate perché in mano gli è esploso un ordigno (forse solo un petardo), un ufficiale dei carabinieri è stato colpito da una pietra, un ragazzo, con ogni probabilità protagonista delle violenze a piazza san Giovanni, sarebbe stato investito da un blindato della polizia, impegnato nelle manovre per sgomberare la piazza (il Tg3 lo ha mostrato esanime, sul prato di un’aiuola). Molti hanno trovato rifugio nel Vicariato, mentre i violenti non hanno esistato a dar l’assalto anche alle chiese, per esempio è stata presa di mira la parrocchia di San Marcellino e Pietro, tra via Labicana e via Merulana, hanno divelto la porta della sala utilizzata per il catechismo, sono entrati, hanno affisso un manifesto e distrutto gli arredi, portando in strada una stuatua della Madonna di Lourdes e un crocefisso, e poi frantumandoli. Ci sono un mucchio di fermati, in un bollettino che per il momento è estremamente confuso e incompleto.

Le forze dell’ordine non sono in qualche modo responsabili?
Alla vigilia s’era parlato di città divisa in quindici zone, ogni zona sotto la responsabilità di un funzionario, il capo della polizia Giorgio Manganelli aveva fatto la più democratica delle dichiarazioni: «Siamo in piazza non per contrastare i manifestanti, ma per assicurare loro la libertà di espressione garantita dalla Costituzione». Ieri sera, con le devastazioni in atto, queste parole sono sembrate tremendamente al di sotto degli eventi. La violenza ha impedito all’indignazione di manifestarsi davvero. Noi stessi stiamo facendo la cronaca degli scontri, invece di occuparci, discutendo, di ciò che i cosiddetti indignati di Roma e del resto del mondo tentano di farci capire.

Come è stata giudicata questa ennesima giornata nera da chi ha responsabilità pubbliche?
Unanime condanna da parte di tutti, a destra e a sinistra, tentativo da parte di alcuni (Vendola) di sostenere che è la colpa è di Berlusconi, tentativo da parte di altri (Cicchitto) che questo è il risultato del clima di contrapposizione creato dalla sinistra. Le associazioni dei commercianti sono furiose. Maroni ha detto che quanto è accaduto è inaccettabile, sostenendo che le violenze sono opera di infiltrati. Alemanno, che sugli infiltratti è d’accordo, ha ricordato però che «erano due mesi che dal web si davanto appuntamento a Roma»

[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 16 ottobre 2011]
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