Christian Rocca, Il Sole 24 Ore 16/10/2011, 16 ottobre 2011
MOVIMENTO ANOMALO SENZA LEADER E SENZA IDEE
Il Nobel per l’Economia Paul Krugman scrive che non bisogna sottovalutare il movimento di Occupy Wall Street, ma in realtà il problema è opposto: sarebbe il caso di non sopravvalutarlo. I ragazzi radunati allo Zuccotti Park di Manhattan sono anarchici, senza leader e senza idee originali, spesso anche senza arte né parte, studenti falliti, hippy, no global, ma esprimono un disagio sociale legittimo e giustificabile. La crisi c’è, e nessuno ha indicato una via d’uscita certa. Ma gli indignados americani non sono al centro della fotografia di una generazione. Non sono nemmeno l’avanguardia di una rivoluzione epocale, a differenza dei loro genitori impegnati nel 1967 a Berkeley.
La maggioranza dei coetanei degli occupanti di Wall Street non combatte contro la ricchezza, combatte contro la povertà; non campeggia nei parchi downtown, frequenta le lezioni universitarie, immagina le start up del futuro, ambisce ad allargare la quota dell’1% invece di chiedere un livellamento alle condizioni del 99%. Il loro leader si chiama Barack Obama.
I ragazzi di Zuccotti Park invece si vantano di non avere un leader, di non disporre di posizioni ufficiali, di non concedere punti di riferimento. Sono una somma di moltitudini, secondo la più recente (ma sempre astrusa) teoria anticapitalista di Toni Negri, uno dei Cattivi Maestri degli Anni Settanta citato espressamente come uno degli ispiratori della nuova protesta. Obama per loro non è nemmeno un traditore, è un rappresentante del sistema che vogliono abbattere.
A differenza degli indignati armati di molotov che hanno infestato Roma, i ragazzi di Zuccotti Park sono tolleranti e democratici, refrattari a usare la violenza per affermare le loro idee (ad avercene). Sono americani. Credono che la soluzione alle ingiustizie sociali sia un modello socialista di stile europeo, lo stesso che i loro compagni d’Oltreoceano contestano furiosamente. Al contrario degli europei, gli indignados americani non ricevono solidarietà dai parte dei politici di sinistra. Il solo politico che li ha abbracciati apertamente è stato Bernie Saunders del Vermont, l’unico senatore socialista di Washington.
Il New York Times invece li adora, forse proprio per la mancanza di una guida politica: non è la prima volta che perde la testa per un movimento leaderless. Nel 2003 il popolo della pace era «la seconda potenza mondiale», oggi ogni editoriale è una sviolinata per gli occupanti anonimi di Wall Street, forse per attenuare la delusione, ancora difficile da ammettere, nei confronti del destinatario dell’infatuazione precedente: Barack Obama.