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 2011  ottobre 16 Domenica calendario

L’Italia torna turrita: è gara verso l’alto - La sfida dell’Italia turrita ha raggiunto il culmine giusto ieri a Milano

L’Italia torna turrita: è gara verso l’alto - La sfida dell’Italia turrita ha raggiunto il culmine giusto ieri a Milano. Il record dell’edificio più alto del Paese è stato sbriciolato grazie alla spettacolare posa della guglia e dell’antenna sulla Torre Garibaldi, che tocca i 230 metri. Si­gnifica il doppio del Duomo della stessa città e quattro volte la Torre di Pisa. Il palazzo è stato progetta­to dall’architetto argentino Cesar Pelli e ospiterà la sede del gruppo Unicredit. Realizzato dalla multi­nazionale immobiliare Hines, è vi­sibile a 10 chilometri di distanza e cambierà per sempre lo skyline della metropoli. I padroni di casa di Palazzo Lombardia, alto più di 161 metri e spodestato dalla nuo­va torre, però non ci stanno. La Re­gione ha fatto i complimenti ai ri­vali in altitudine, aggiungendo che«lo spazio abitabile e calpesta­bile più alto d’Italia rimane quello di Palazzo Lombardia a quota 161,40 metri, che è di oltre 10 me­t­ri più elevato dello spazio abitabi­le e calpestabile della torre Cesar Pelli. Quest’ultima solo per effet­to del fregio architettonico dell’an­tenna (alta con la guglia 78 metri, ndr ) lo supera». In fatto di gratta­cieli le dimensioni, evidentemen­te, contano. Ma la gara di grandeur tra enti pubblici, banche e multinaziona­li a colpi di grattacieli non si limita a Milano. La torre è simbolo di po­­tere, se non di vanità, ed è il mezzo ideale per lasciare un segno urba­nistico. Così negli ultimi due-tre anni i palazzi intorno alla soglia dei 100 metri si sono moltiplicati da Nord a Sud, costruiti tra l’altro a ritmi sostenuti. Basti pensare che la nuova sede della Regione Lombardia ha raggiunto la vetta in appena tre anni. La mania delle tower all’italiana ha contagiato Roma, con la Torre Eurosky, alta 155 metri, e la Torre Europarco, 120 metri. Sono entrambe in co­struzione e intaccano il primato del Cupolone, che svetta a 136 me­tri. A Torino la banca Intesa Sanpa­olo ha voluto un grattacielo di 167 metri, rispettosamente al pari del­la Mole. Puntano in alto anche città più piccole. Jesolo ad esempio, che ha le sue torri gemelle, 22 piani per 78 metri ciascuna. Sul tetto hanno due punte a forma di foglia, che la notte sono illuminate e ricordano il Chrysler Building di New York. Bologna ha la Torre Unipol, che tocca quota 126 metri, a Padova lo scorso anno è sorta la Torre Net, 85 metri, mentre Cosenza ha una Torre Skyline alta 75 metri. A Bre­scia invece la Torre Skyline 18 ha già raggiunto quota 80 metri, an­che se non è completata. Sono tut­te costruzioni recenti e molte al­tre, rigorosamente ambiziose in altezza, sono in fase di realizzazio­ne. Sempre a Milano nell’area del­l’ex Fiera stanno­spuntando alme­no altre tre torri tra i 150 e i 200 me­tri: la Isozaki, la Hadid e la Libe­skind, due delle quali molto rico­noscibili perché «storte». La co­struzione del grattacielo della Re­gione Piemonte, progettato da Massimiliano Fuksas, è al mo­mento sospesa, ma entro il 2014 dovrebbe raggiungere i 191 metri. E le Fs progettano ancora a Torino un edificio di 162 metri. La sfida delle torri d’Italia è aperta.