Matteo Pandini, Libero 16/10/2011, 16 ottobre 2011
LEGHISTI A NERVI TESI ANCHE PER MALPENSA
Manca la firma: il futuro di Malpensa resta incerto e i leghisti hanno un motivo in più per litigare tra loro. Il ministro Altero Matteoli non ha ancora siglato l’accordo con la Singapore Airlines, che vorrebbe fare scalo in Lombardia per poi puntare su New York. È da mesi che il titolare dei Trasporti sta studiando la pratica, ma teme che l’operazione possa danneggiare Alitalia. Così la pensano anche larghe fette del Pdl romano, mai tenero nei confronti di Malpensa avendo più a cuore Fiumicino. Fatto sta che Matteoli ha congelato la pratica anche perché è furioso con la Lega: giovedì, a sorpresa, il capogruppo Marco Reguzzoni aveva annunciato l’intesa con la compagnia asiatica. Pochi giorni prima aveva avvisato Matteoli: se non firma «ci incazziamo».
Il ministro, che non aveva gradito l’aut aut del capogruppo del Carroccio, stava comunque accarezzando il calamaio. Ma quando ha saputo della seconda uscita di Reguzzoni s’è bloccato, lasciando in bianco i documenti. E non è detto cambierà idea. Il mortaretto non è ancora esploso pubblicamente, ma dietro le quinte sta mandando in fibrillazione i padani. Perché più di un parlamentare del Carroccio accusa Reguzzoni: «La sua fuga in avanti rischia di vanificare tutto il nostro lavoro». La Singapore Airlines, se il governo non prende una decisione in tempo utile, è pronta a optare per Barcellona. Le diplomazie sono al lavoro. In via Bellerio sono tesissimi anche perché su Malpensa si giocano la faccia. E domenica scorsa, nel drammatico congresso provinciale di Varese dove la base s’è ribellata alla scelta di imporre un candidato unico (Maurilio Canton), il maroniano Stefano Candiani voleva stuzzicare Reguzzoni: «Malpensa non doveva essere “salvata” dalla discesa romana dell’attuale capogruppo?». Alla fine, Candiani non era riuscito a prendere la parola. Ma il testo del suo intervento è finito lo stesso sui giornali, e così la stoccata è arrivata a destinazione. La Lega è un movimento sempre più lacerato: non ci sono certezze sul prossimo consiglio federale che potrebbe discutere una lunga lista di espulsioni. Si parla dei sindaci Attilio Fontana (Varese) e Flavio Tosi (Verona), ma nel mirino dei colonnelli vicini alla famiglia di Umberto (il cerchio magico) c’è pure il titolare dell’Interno. Basta pensare che mercoledì sera, a Roma, Maroni ha radunato una pattuglia di fedelissimi in un ristorante in zona San Giovanni. Si tratta del Tempio di Iside, apprezzato sia per la cucina sia per la riservatezza. I maroniani volevano conservarlo come loro locale di riferimento. In quell’occasione Bobo ha giurato che non tirerà indietro la gamba. Fatto sta che i dettagli dell’incontro sono arrivati alle orecchie del cerchio magico. Che giovedì, in segno di sfida, ha prenotato un tavolo nello stesso locale preoccupandosi di farlo sapere ai quattro venti. Alla serata ha partecipato anche Umberto Bossi. Che ora, tra le altre grane, dovrà pensare a Malpensa e alla Singapore Airlines.
Matteo Pandini