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 2011  ottobre 16 Domenica calendario

L’anomalia italiana: nel mondo solo cortei pacifici - Mille città del mondo in piazza, da Stoccolma a Johannesburg, da Taipei a Santiago del Cile, nella sarabanda del­la protesta globalizzata, del corteo come social network («mi piace», «ci sarò»)

L’anomalia italiana: nel mondo solo cortei pacifici - Mille città del mondo in piazza, da Stoccolma a Johannesburg, da Taipei a Santiago del Cile, nella sarabanda del­la protesta globalizzata, del corteo come social network («mi piace», «ci sarò»). Dovunque indignazione, solo da noi l’odio. Sono state 952 città di tutto il mondo a ospitare i cortei contro le conseguenze della crisi e lo strapotere della finanza, che si sono colorati in ogni luogo di acce­zioni «locali». A partire da Madrid, città nella quale è nato il movimento degli «in­dignados »: nella capitale spagnola cin­que cortei sono confluiti su Puerta del Sol esibendo striscioni, slogan e rabbia ma nessuna violenza. Il manifestante più illustre ha partecipato al corteo lon­dinese: si tratta di Julian Assange, il fon­datore di Wikileaks, che è stato fermato dalla polizia a St. Paul perché si nascon­deva dietro una maschera. A Francofor­te, capitale finanziaria della Germania, in ottomila hanno sfilato fino alla sede della Bce al grido di «State speculando sulle nostre vite», mentre a Bruxelles al corteo degli arrabbiati si è contrapposto un «controraduno» in giacca e cravatta. Meno massicci del previsto i cortei in Francia, nazione dove invece c’è una grande tradizione protestataria: a Parigi meno di mille persone si sono radunate davanti alle stazioni, allo Châtelet e nel quartiere popolare di Belleville. I primi a scendere in piazza per ragioni di fuso orario erano stati gli australiani (in parti­colare a Sydney) e i giapponesi, che ne hanno approfittato per arrabbiarsi con­tro la gestione del dopo- terremoto. Mol­to attesa la protesta di New York, una del­le capitali del movimento: qui da un me­se gli indignants occupano lo Zuccotti Park, nel distretto finanziario di Wall Street. Ma le immagini che hanno fatto scal­pore sono quelle delle violenze romane, il blindato dei carabinieri in fiamme a San Giovanni e l’orgiastico sabba insce­nato attorno al rogo. Ciò che deve far ri­flettere, al netto delle condanne e dei di­stinguo dei leader della sinistra, che ieri - a bocce ferme - hanno giocato ai buoni e ai cattivi, su un’opposizione ancora troppo ambigua nella condanna di fran­­ge extraparlamentari che parlano solo il linguaggio della sopraffazione e della fe­rocia. Di distinguo si può anche soffoca­re. Così come ci si può scottare non solo a maneggiar molotov ma anche ad agita­re continuamente lo spirito selvaggio della piazza. E a chi parla di infiltrati stra­nieri si chieda perché l’Italia sia sempre nel piano volo dei turisti della furia ano­nima.