MAURO FAVALE , la Repubblica 16/10/2011, 16 ottobre 2011
ERANO DELINQUENTI ORGANIZZATI IN PIAZZA VIOLENZA BESTIALE" - ROMA
«Si temeva il peggio e, purtroppo, è successo». Il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, alle nove di sera tenta un primo bilancio di una nuova giornata di scontri 10 mesi dopo gli incidenti di piazza del Popolo.
Se si temeva il peggio non si poteva prevederlo e fermarlo?
«Sapevamo che ci sarebbero state azioni di protesta forti ma non certo una violenza così bestiale».
Una rabbia maggiore di quella del 14 dicembre.
«Non farei confronti. Un anno fa, quella violenza è stata quasi improvvisa. Questa volta era tutto organizzato nei minimi dettagli. Ha visto come si muovevano, com´erano vestiti, con che preparazione?»
E allora, ancora una volta, era possibile prevenire la violenza?
«Con una manifestazione da 70-80mila persone, quando gli incappucciati sono accolti nella pancia del corteo, è ovvio che ogni intervento delle forze dell´ordine mette a rischio anche i manifestanti pacifici. Dovevamo aspettare il momento giusto».
Che è arrivato in via Labicana?
«Esattamente».
In quel momento i pacifici stavano provando a cacciare i "neri".
«Sì, ma non potevamo più aspettare, non potevamo permettere che devastassero la città: dovevamo spezzare il corteo anche per preservare i pacifici».
Ai quali, però, è stato negato comunque il diritto a manifestare.
«Sì, è vero, ma da parte dei violenti. Le forze dell´ordine hanno fatto il massimo. A loro va la mia gratitudine e la mia solidarietà. La nostra macchina ha funzionato: il centro è rimasto off limits e i preziosi monumenti di Roma sono salvi.».
E i neri? Avete idea di chi fossero e da dove venissero?
«Erano 3-4000 professionisti: questa volta avevamo di fronte dei criminali organizzati».
Romani?
«Sono portato a credere che non ci fossero romani. O che fossero in netta minoranza. Ho il timore che siano gli stessi che hanno fronteggiato la polizia sulle montagne della Val di Susa».