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 2011  ottobre 16 Domenica calendario

REGOLE DI SOSTENIBILITÀ ALIMENTARE

«Save and Grow» è il dossier che descrive la sfida alimentare della Fao per il prossimo decennio. Le parole sintetizzano bene il nuovo modo di affrontare un problema che ormai coinvolge produttori, consumatori e agricoltori di tutti i Paesi. «È impensabile proporre un modello di crescita come quello degli anni Sessanta – spiega Caterina Batello del dipartimento Agricoltura e protezione del consumatore della Fao – basato sull’incremento delle superfici coltivate, sulla selezione di piante ad alta resa e sull’uso indiscriminato di fertilizzanti e pesticidi. La produzione agricola mondiale nei prossimi anni deve crescere del 60% e il salto qualitativo può avvenire solo in sinergia con l’ambiente, senza deturpare il territorio». Si tratta di regole che impongono il rispetto degli ecosistemi, un miglior sfruttamento delle risorse naturali e l’abbandono degli sprechi. Nella coltivazione di riso in Cina meno del 30% dell’azoto presente nei fertilizzanti viene utilizzato e la rimanente quota viene sprecata finendo nel terreno, fiumi e laghi. Bisogna sfruttare meglio le risorse, come ad esempio il lavoro a costo zero degli insetti impollinatori valutato dalla Fao in 153 miliardi di euro l’anno.

«Alla base di una buona produzione agricola – continua Batello – c’è la necessità di una maggior conoscenza. Nei campi occorre scegliere tecniche di conservazione del suolo, arare in modo meno profondo per mantenere la superficie fertile lasciando i residui delle coltivazioni e alternando le colture cerealicole con le leguminose. Un altro aspetto decisivo è l’irrigazione di precisione, per produrre di più con meno acqua, e un impiego ragionato dei fertilizzanti per cercare di raddoppiare l’ammontare di nutrienti assorbiti dalle piante».

Oggi per valutare la convenienza di un prodotto occorre pensare alla sua impronta ecologica, ovvero misurare il consumo di territorio, di acqua, di aria, valutando l’aspetto energetico e altri elementi come l’effetto sulla biodiversità e l’ecosistema. È inoltre necessario gestire in modo integrato la lotta ai parassiti riducendo i pesticidi. Tutti questi metodi permettono di diminuire l’uso di acqua ed energia nel settore agricolo, e possono contribuire ad aumentare la produzione (le rese dei coltivatori che hanno seguito queste tecniche in 57 Paesi a basso reddito sono aumentate di circa l’80%).

Non solo. Servono scelte politiche adeguate e una gestione intelligente dei sussidi agricoli, che non devono mirare come adesso, solamente a incrementare le rese per ettaro. Occorre premiare chi produce rispettando l’ambiente. Il discorso riguarda anche i consumatori che orientano il mercato con le loro scelte. L’efficienza e il rispetto dell’ecosistema può anche voler dire ridurre i consumi di carne, a favore di una migliore qualità e di una dieta più equilibrata. Sarebbe infine utile indirizzare una parte dei sussidi agricoli verso la rivalutazione della carne prodotta da animali da pascolo, che oltre ad avere un più sano rapporto di acidi grassi omega 3 e 6, rispetta il benessere animale, e la biodiversità. Per sostenere un mondo globalizzato servono soluzioni collettive, conoscenze individuali per orientare gli acquisti verso prodotti stagionali, locali e rispettosi dell’ambiente riducendo gli sprechi. L’agroindustria europea deve seguire, assecondare e incentivare questo percorso.