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 2011  ottobre 16 Domenica calendario

Su Indymedia era tutto scritto: «Bagno di sangue» - Roma come Genova. Ieri la guerriglia che ha tenuto sotto scacco per ore la città era stata studiata a ta­volino

Su Indymedia era tutto scritto: «Bagno di sangue» - Roma come Genova. Ieri la guerriglia che ha tenuto sotto scacco per ore la città era stata studiata a ta­volino. Gli scontri, le auto incendia­te, le molotov, le cariche dei violenti contro le forze dell’ordine, perfino il blindato dei carabinieri dato alle fiamme in diretta tv, facevano parte di un copione da seguire. A 9 anni di distanza dal tragico G8 di Genova l’incubo è tornato.Un suc­cesso per i black bloc che da giorni cercavano di far passare questo mes­saggio di violenza su internet. La pa­rola d’ordine, anche questa volta, era mischiarsi tra la folla dei manife­stanti pacifici per scatenare l’infer­no. E gli antagonisti ci sono riusciti, con l’unica differenza che rispetto a sette anni fa non c’è scappato il mor­to. Ma solo per caso. «Oh no, di nuo­vo » ha commentato Heidi, la mam­ma di Carlo Giuliani, il giovane ucci­so nel 2001 proprio durante i disordi­ni del G8. Del resto la parola d’ordi­ne era «Insurrezione». E non si tratta­va di invito, ma un imperativo lancia­to in rete dagli ex no-global. «Compagn@tutt@: sapete già che il 15 Ottobre prox 2011 a Roma si ter­rà la manifestazione contro il siste­ma­predicava venerdì un anonimo su italy.indymedia.org , il sito della galassia antagonista - l’occasione è unica. Sicuramente le forze di poli­zia ci attaccheranno: dobbiamo tut­ti, rivoluzionari di ogni tendenza, co­munisti, libertari e tutto/i coloro che saranno lì per rabbia e coscienza del baratro nel quale ci vogliono gettare definitivamente, combattere! Non come a Genova nel 2001! Non come il 14 Dicembre 2010!». «Non dobbia­mo fermarci! Portare con sé di “tut­to” per prendere e tenere la “piazza”! - proseguiva - se ci accoppano dei compagni non paralizziamoci, non diamo in isterismi ma rispondiamo colpo su colpo! La forza della dispe­razione può vincere i mercenari del capitale. 10mila guardie non posso­no fermare 40mila ribelli!». «Potere Era il 20 luglio 2001 quando a Genova durante il G8 morì Carlo Giuliani, colpito da un proiettile mentre stava per colpire un poliziotto nella camionetta lanciandogli addosso un estintore alle avanguardie rivoluzionarie - fa eco un membro di Autonomia Ope­raia per il Comunismo- da che mon­do è mondo, le vere rivoluzioni sono un bagno di sangue: o si ha il corag­gio di guardare la realtà in faccia o possiamo starcene a casa». E ancora un anonimo: «Comincia la rumba! Diffondere la violenza organizzata». «Smettiamola di dire che bisogna manifestare in maniera pacifica ­scriveva un altro- qualunque perso­na che ci rappresenterà, in maniera pacifica, sarà corruttibile e divente­rà corrotta. Faremo un bordello che ci sentiranno sino in Australia. 15 Ot­tobre 2011: sarà l’inizio». Sul sito era chiara anche la strategia. «Siamo in ballo- predicava un altro black bloc­chi non se la sente, si faccia da parte. Via senza-palle e bambini». Poi lo sconosciuto ripeteva e puntualizza­va: «Sconsigliato davvero portare bambini nelle prime file di ogni sca­glione ». Idee bellicose per manife­stanti tutt’altro che pacifici. Questa volta, almeno, sarà difficile sostene­re che le forze dell’ordine abbiano fatto di tutto per provocare gli scon­tri.