Glauco Maggi, Libero 16/10/2011, 16 ottobre 2011
IL WOODCOCK AMERICANO CHIEDE I DANNI AD AL QAEDA
Osama Bin Laden si rivolterà tra gli squali quando saprà la notizia. Il “giudice magistrato federale” Frank Maas di New York, incaricato di svolgere l’inchiesta preliminare “pecuniaria” nel caso di un gruppo di assicurazioni americane, inglesi e canadesi che hanno citato Al Qaeda per i “danni” provocati alle Torri Gemelle, ha stabilito in circa 9,4 miliardi di dollari la cifra che il gruppo terroristico dovrebbe pagare alle compagnie come risarcimento per la distruzione dei due grattacieli.
La sua raccomandazione è ora sul tavolo del giudice federale di distretto che sta seguendo il caso avviato nel 2003 dalla Chubb Corporation e da altre quattro assicurazioni contro il network islamico. L’ingiunzione a comparire nel processo fu resa pubblica ma nessuno di Al Qaeda si fece ovviamente mai vivo. La legge ha seguito implacabile il suo corso e nel 2006 Osama e i suoi sono stati condannati per “default”. Ora Maas, in base a ciò che è previsto dalla legge federale Anti-Terrorism Act, ha deciso di applicare il conteggio più severo nella determinazione del risarcimento, triplicando la richiesta di oltre 3,1 miliardi di dollari avanzata dalle assicurazioni nella loro querela. Il verdetto, comunicato venerdì, dà alle parti 10 giorni per depositare eventuali contestazioni al rapporto di Maas e alla trasmissione della pratica al giudice federale distrettuale George Daniels, che presiede la causa. Trascorsi i termini, Daniels dirà se la richiesta del risarcimento avrà valore legale definitivo.
Che un giudice possa concludere che gli eredi di Osama paghino i danni per il dirottamento può suonare come un’assurdità pratica, o un caso di bizzarro protagonismo di magistrati in cerca di gloria, ma in realtà le code giuridiche agli atti di guerra ci sono sempre state, anche se di solito sono sempre risolte a livello politico e non meramente giudiziario. Per esempio, l’Italia ha acconsentito di dare un risarcimento alla Libia, e Gheddafi ha chiuso il caso dell’attentato dei suoi agenti che fece precipitare un aereo commerciale dai cieli della Scozia pagando milioni di dollari ai parenti delle vittime. Il problema è insomma individuare dei responsabili che abbiano i mezzi economici per pagare, e la volontà politica di farlo. Se vincono in tribunale contro Al Qaeda, le assicurazioni devono quindi trovare un pagatore solvente e che ha interesse ad obbedire alla ingiunzione: cioè non Al Qaeda. In un precedente caso, la Federal Insurance aveva citato in giudizio il regno dell’Arabia Saudita sostenendo che il governo, la commissione saudita per i soccorsi in Bosnia e quattro principi donarono denaro ad enti di carità islamica che a loro volta ne versarono parte ad Al Qaeda. Ma le corti federali hanno deciso che l’Arabia Saudita e i suoi rappresentanti non erano condannabili.
Glauco Maggi