Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
Sul comandante Schettino, al cui linciaggio siamo decisi a non partecipare, escono però ogni giorno storie deprimenti. L’ultima riguarda la la moldava bionda, che un paio d’anni faceva la ballerina su una nave Costa, che adesso è impiegata presso la stessa Costa Crociere e che la sera del 13 si trovava a bordo della “Concordia” senza essere registrata (forse), in compagnia del medesimo comandante Schettino…
• Che significato dobbiamo dare all’espressione “in compagnia”?
Non lo so e forse non lo voglio sapere. Man mano che passano i giorni, il comandante Schettino appare come uno di quegli italiani tipici del nostro tempo, abbronzatura, occhiali a specchio, macchine veloci, aria allegramente vissuta, esibizionismo macho, disinvoltura studiata, eccetera
eccetera. Nonostante questo, bisogna resistere alla tentazione di linciarlo.
Per esempio, questa biondina: è andata alla televisione moldava Jurnal TV e lo
ha difeso a spada tratta dicendo che ha salvato «almeno tremila passeggeri».
Lei pensava tanto alla sua bambina di due anni.
• Ma chi è questa qui?
Si chiama Domnica Cemortan, 25 anni. Bella ragazza, che ti fa fare la tua figura. Ha raccontato che si trovava effettivamente sulla
“Concordia”. La Costa dice che era registrata, ma agli inquirenti, a quanto
sembra, non risulta. Pare che comunque sia una prassi ammessa: lo staff che dirige la nave può ospitare, se
vuole, qualche parente o amico (o amica) senza problemi. Sulla bionda e sul comportamento vanesio del comandante quella sera abbiamo anche altretestimonianze. Rogelio Barista, cuoco filippino della “Concordia”, ha parlatocon Good Morning America, programma della Nbc: «Schettino ci ha chiesto di preparargli la cena attorno alle 22-22.30. Era con una donna. Ho chiesto all’altro cuoco, Jason Velasco, cosa passasse in quel momento per la mente del capitano. stava venendo giù tutto, compresa la nostra cucina. Non potevo credere che stesse succedendo davvero».
• La nave cioè stava già colando a picco.
Già. «Mi sono affacciato in sala (è sempre Rogelio che parla) e l’ho visto che aspettava un drink e il dessert per la sua compagna. Erano le 22, le 22.30». Poi c’è Marco Monda, che è andato a parlare a
Chi l’ha visto?: «Eravamo con mia moglieal ristorante esclusivo, all’ultimo piano della nave, erano le 21,15 ed ho visto il comandante arrivare al ristorante in compagnia, abbracciato con dueragazze, una bionda e una con i capelli scuri. Mostrava alle due ragazze la vetrata del ristorante, la vetrata da cui si vedeva l’isola del Giglio. Poi il
panico: la nave si è inclinata, la luce è andata via...sono scappati
tutti...non c’era più un ufficiale, nessuno che ci dicesse cosa fare. Eravamo abbandonati a noi stessi: persone anziane, bambini, persone down. C’era una bambina con una signora spagnola che chiedeva aiuto, non so dove sia finita. Nessuno ci ha detto cosa fare, ci guidavano gli animatori...e i camerieri
peruviani».
• E la Costa Crociere difende ancora questo
suo comandante?
A parte il fatto che quelli della compagnia dovranno chiarire bene il loro ruolo nella vicenda (ci sono state tre telefonate in quei momenti cruciali tra Schettino e il loro “marine operator director” – come si dice – Roberto Ferrarini), la Costa Crociere ieri ha preso le distanze da Schettino: si costituirà parte civile e non gli fornirà l’assistenza legale. La Carnival – la società americana che possiede le Costa - è impegnatissima
nell’operazione recupero-immagine: Pier Luigi Foschi (che probabilmente sarà
rimosso assieme al resto del vertice italiano) ha scritto una lettera a tutti i passeggeri: «Ho il dovere di rendere conto a chi, come lei, ha riposto in noi la propria fiducia…» eccetera. È chiaro che tireranno fuori soldi, hanno già calcolato che per rifondere tutti ci vorranno come minimo 30 milioni. Ieri sono stati rtimpatriati i primi 15 indiani dei 200 che lavoravano a bordo. Gli hanno
fornito biglietti aerei, cinque mesi di stipendio e assistenza massima per il
viaggio a New Delhi.
• Come mai in tutta questa vicenda ho sentito
parlare così poco della Protezione civile?
Franco Gabrielli, capo della Protezione civile, ha detto che la sua struttura, «un tempo eccezionale, super efficiente, oggi, così com’è, non serve assolutamente a niente». Dopo il linciaggio di Bertolaso – è sempre Gabrielli che parla – è stata varata la legge del 2001 «che ha imbrigliato la Protezione civile in lacci e lacciuoli. Prima c’era la possibilità di intervento immediato con la garanzia politica di una copertura immediata. Adesso invece se non c’è prima il concerto del ministero dell’Economia e se non arriva il visto preventivo della Corte dei Conti, la Protezione civile non si muove».
[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 20 gennaio 2012]
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