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 2012  gennaio 20 Venerdì calendario

La procura vista mare che va a caccia di potenti - Che bella procura, forse la più bella d’Italia, in un palazzo di un tempo che fu a pochi passi dalla Cattedrale bianca

La procura vista mare che va a caccia di potenti - Che bella procura, forse la più bella d’Italia, in un palazzo di un tempo che fu a pochi passi dalla Cattedrale bianca. Più che uffici giudiziari, questa procura ricorda un grande appartamento su due, tre livelli. Bella, persino con un portone di legno e non di ferro. Ufficio giudiziario di periferia, la Procura. Che si ritrova prima al centro dell’attenzione nazionale e ora al centro dell’attenzione mondiale. Perché non ha paura di indagare i potenti, soprattutto i simboli del potere economico e finanziario. Prima l’allora governatore della Banca d’Italia Fazio adesso gli analisti delle società di rating Moody’s e Standard & Poor’s. Insomma all’appello manca solo (e non c’è) Fitch, così le agenzie di rating più importanti e potenti al mondo sarebbero sistemate. Il governatore Fazio. Indagato per aggiotaggio, prima di finire nella polvere dei furbetti del quartierino, per la vicenda della Banca 121 e dei prodotti finanziari taroccati. Indagato e archiviato. Anche il nome di Silvio Berlusconi è finito sul registro degli indagati della Procura di Trani. Nessun giro di escort o per impicci con qualche distributore cinematografico. Il pm Ruggiero indagava, sulla base di un rapporto di un’associazione di consumatori, sulle carte di credito American Express. Indagando e intercettando, nella rete è finito l’allora direttore del Tg1 Augusto Minzolini che conversava, tra l’altro, con l’allora commissario Agcom Innocenzi. E si aprì il filone sulle pressioni di Silvio Berlusconi perché non andasse in onda Annozero di Michele Santoro (che fu sentito a Trani). Quel filone (ghiotto per i giornali e i giornalisti) finì poi a Roma dove si è arenato. La procura di Trani non si lascia certo intimorire e va avanti a testa bassa, con una inchiesta clamorosa sui santuari della finanza mondiale, le agenzie di rating che tanta voce hanno in capitolo nella situazione dei singoli Stati europei e non solo. Questa inchiesta può contare su una maggioranza silenziosa di consensi politici. Deputati e senatori non vedono l’ora di vendicarsi per i giudizi impietosi degli analisti internazionali sulla situazione finanziaria ed economica italiana. Ieri, commentando le perquisizioni e acquisizioni di documentazione a Milano, esponenti di aree politiche diverse (dal Pd Boccia a Gasparri Pdl) hanno sostenuto la «coraggiosa» iniziativa giudiziaria, come se un pm potesse essere codardo o coraggioso al pari di un combattente, e criticato la professionalità e l’esistenza stessa delle società di rating. Ieri pomeriggio la procura era deserta: il pm Michele Ruggiero - e la sua squadra di polizia giudiziaria della Guardia di finanza - era ancora a Milano, negli uffici della Standard & Poor’s a copiare e ad acquisire documenti, files, memorie di computer, posta elettronica degli indagati, alla ricerca di quella prova per dimostrare che tutte le iniziative, le analisi e le «sentenze» sullo stato e sulle prospettive della nostra economia - in particolare i report del 20 e del 23 maggio scorso e del primo luglio - erano basate su «giudizi falsi, infondati, comunque imprudenti». Cercava, il pm, conferma al disegno preordinato di centellinare notizie sulla fuga di notizie (pilotata) sul possibile declassamento dell’Italia, che è avvenuto ufficialmente successivamente. E in silenzio, nei mesi scorsi, sono stati sentiti l’allora governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, l’ex premier Romano Prodi, l’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Tutti in qualità di persone informate sui fatti. E senza badare all’austerità, consulenti e investigatori della Finanza sono volati Oltreoceano, negli Stati Uniti. Il pm Ruggiero non si è fatto intimidire dall’interlocutore al quale si è rivolto: al Dipartimento di Giustizia degli Usa ha chiesto gli atti relativi al rapporto del presidente Barack Obama sulla società di rating Standard &Poor’s che il 5 agosto declassò gli Usa dalla tripla A ad «AA+». Il governo Usa reagiì (il Tesoro e la stessa Casa Bianca) contestando un errore da 2000 miliardi di dollari. Ora, c’è da giurare, l’inchiesta sembra essere giunta al fatidico giro di boa. Il pm Ruggiero ha nominato due consulenti - i professori Donato Masciandaro della Bocconi di Milano e Giovanni Ferri di Bari - che stanno analizzando il materiale raccolto dagli investigatori della Finanza. Chissà se la Procura di Trani ha la certezza che la competenza a indagare sia la sua. Certo Davide e Golia insegnano. Una piccola procura di periferia potrebbe anche colpire e affondare i giganti delle agenzie di rating. Quelle agenzie che neppure la giustizia americana ha perseguito. E se il reato fosse stato commesso all’estero? Certo, sarà interessante vedere la «prova» di colpevolezza individuata dalla Procura di Trani. La prova da esibire in un’aula giudiziaria, non la opinione che le agenzie di rating marciano contro. Insomma, chi sono i congiurati che mirano ad affondare l’Italia? E quali i complici?